Unicredit-Mps: sulla fusione (e non solo) spunta Del Vecchio

Violetta Silvestri

7 Gennaio 2021 - 15:38

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La vicenda della fusione Unicredit-Mps si arricchisce di particolari: tra i contrari all’acquisizione ci sarebbero Del Vecchio e altre fondazioni. Saranno un ostacolo per l’operazione?

Unicredit-Mps: sulla fusione (e non solo) spunta Del Vecchio

Unicredit-Mps: il dossier bancario più controverso del momento si arricchisce di dettagli, in vista di una potenziale fusione spinta dal Mef.

Stando a quanto trapelano le indiscrezioni, infatti, si starebbe formando un asse guidato dal magnate dell’occhialeria, Del Vecchio, in possesso dell’1,9% di UniCredit, che si oppone all’acquisizione di Mps.

Intanto, l’istituto milanese è alle prese anche con la scelta del nuovo CEO dopo l’annuncio di Mustier di lasciare l’incarico ad aprile. Su fusione Unicredit-Mps e prossime mosse per la definizione del nuovo vertice, quale ruolo avranno Del Vecchio e le altre fondazioni?

Fusione e nuovo Ceo Unicredit: quale ruolo per Del Vecchio?

Stando a quanto scrive il Sole 24 Ore, Del Vecchio avrebbe tenuto incontri con altri due importanti azionisti italiani di UniCredit, Fondazione CariVerona e Fondazione CRT.

Lo scopo è creare un fronte compatto e avere più voce in capitolo nella scelta di un nuovo amministratore delegato e nello scongiurare un potenziale accordo con il Monte dei Paschi di Siena, blindando l’acquisizione auspicata dal Mef.

Del Vecchio, insieme alle altre due fondazioni raggiunge una partecipazione complessiva in Unicredit del 5,36% e per questo starebbe cercando di creare una sponda più compatta di azionisti per dare indicazioni sul nuovo Ceo.

Non solo, secondo altre informazioni i tre azionisti di UniCredit hanno condiviso le preoccupazioni per un’acquisizione di Monte dei Paschi e, soprattutto, per l’accollo dei suoi debiti.

Il Governo sta lavorando per rendere più appetibile l’acquisizione di MPS. L’Italia potrebbe assumere circa 14 miliardi di euro di prestiti deteriorati da UniCredit tramite il gestore AMCO.

Del Vecchio e partner, quindi, seppure scettici sull’affare, potrebbero essere disponibili a valutare le condizioni poste da Roma per facilitare una vendita.

Intanto, UniCredit dovrebbe scegliere un nuovo CEO a febbraio.

Su tutte le indiscrezioni indicate, la holding di Del Vecchio Delfin e Unicredit non hanno lasciato commenti.

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