Generare una seconda entrata con un capitale a disposizione invece di vederlo erodere dal mix di tasse, spese e inflazione di periodo
L’idea di vivere di rendita, o di crearsi una rendita a vita, spesso affascina la mente umana. Lavorare resta pur sempre la forma più nobile per esprimere la propria personalità, ma un’entrata extra periodica non la si disdegna mai. I problemi, semmai, possono riguardare altri tre ordini di idee:
- la frequenza con cui incassarla nel tempo;
- l’entità dell’importo ad ogni singolo introito;
- lo strumento più adatto per generala in sicurezza o, meglio, cercando di correre i minori rischi possibili. Vediamo allora come guadagnare il 4,06 % lordo per 30 anni con il neo titolo di Stato in euro con cedola annua.
La rendita tramite immobile
Una prima alternativa potrebbe essere l’immobile a reddito. Ha vantaggi come la rivalutazione nel tempo e quindi la protezione del capitale dall’inflazione. Inoltre prevede una maggiore frequenza annua degli incassi, salvo morosità del locatario, e gode di vantaggi fiscali nel caso di cedolare secca.
Non mancano i contro, tipo i tempi di eventuale dismissione e l’ingente capitale impegnato nell’asset con annessa concentrazione del rischio. Se c’è un mutuo di mezzo allora l’impegno è decisamente importante e di lungo termine. Ancora, se la casa resta sfitta o l’inquilino non onora i doveri o sorgono problemi edili strutturali, son dolori. In generale è una soluzione interessante ma non esente da rischi che, per essere redditizia, richiede una gestione attiva e attenta.
Un’entrata secondaria tramite un certificato di investimento
Nell’ottica rendita non sono male neanche i certificati di investimento, per esempio. Gli emittenti spesso prevedono premi mensili che staccano entro range predefiniti. Parimenti proteggono il capitale (taglio minimo decisamente più abbordabile) solo entro certi livelli barriera. Infine offrono una vasta varietà di soluzioni e sono fiscalmente efficienti per compensare le minusvalenze.
Tra gli svantaggi c’è anzitutto la complessità di comprensione per i non esperti. Imbattersi in termini tipo trigger, barriera, sottostante, effetto memoria, etc non è agevole per tutti. A seguire c’è che il capitale non è garantito, poi sono scarsamente liquidi sul mercato secondario e si fanno carico del c.d. rischio emittente.
La neo obbligazione trentennale iberica
Infine consideriamo il neo bond sovrano di lunghissima scadenza emesso dalla Spagna dopo le pari emissioni di Germania e Francia. Si tratta di un trentennale con data inizio negoziazione 05/03/’26 e scadenza al 31/10/’56, tra una vita verrebbe da dire. L’identificativo ISIN sul MOT è ES0000012R56, e il taglio minimo è sempre di 1.000 € e relativi multipli di mille. Lo stock offerto (via sindacato) è stato di 7 mld di € malgrado le massicce richieste arrivate sui book dei lead manager pari a 115 mld di €. Il prezzo d’emissione, infine, si è attestato a 99,49 centesimi.
Veniamo ai potenziali guadagni. L’obbligazione stacca una sola cedola annua del 3,95% lordo, il 3,456% al netto del 12,50% di ritenuta fiscale. Su ipotetici 10mila € di capitale investito ogni anno s’incasserebbero 345,6 € netti, non tanti e non pochi. Se invece di 10mila fossero stati i 150mila € di un appartamento, per esempio, si tratterebbe di 5.184 €/anno, all’incirca € 432 netti di “affitto” mensile. Certo, come nel caso dell’immobile neanche stavolta è saggio accentrare così tanto capitale su un unico prodotto.
A rendere relativamente più interessante il prodotto, infine, l’attuale quotazione a 98,30 per uno effettivo a scadenza del 4,06% (dati: Borsa Italiana).
Guadagnare il 4,06% lordo per 30 anni con il neo titolo di Stato in euro con cedola annua
La concentrazione del capitale (al netto dei patrimoni davvero ingenti) non è l’unico rischio o pericolo associato al bond. Un altro, e anche di una certa consistenza, è quello di mercato, cioè di vedersi le quotazioni sull’ottovolante per i prossimi 30 anni. All’elevata durata si associa l’alta duration modificata a 17,45, per cui bisogna essere consapevoli che le quotazioni si muoveranno tanto. A volte questi prodotti del “reddito fisso” formano trend così marcati dai rischi similari a quelli del mercato azionario
Quest’aspetto è al contempo un pro e un contro quando, nell’ordine, i corsi si salgono o scendono sopra cento. Altri due contro dell’Obligaciones Fx 3.95% Oct56 Eur sono la scarsa liquidità sul MOT e l’impegno del capitale per un tempo lunghissimo. Il rischio inflazione, invece, è un aspetto con cui necessariamente fare i conti per preservare l’integrità del capitale.
Un dei tanti modi per tutelarlo potrebbe essere quello di reinvestire le cedole annue in un ETF ad accumulazione.
In tal modo si perderebbero i benefici della rendita spendibile nel tempo, ma si costituirebbe un nuovo capitale a scadenza.
Prendiamo il caso degli ipotetici 10mila € e dei 345,6 € di cedola netta. Sulla distanza a 30 anni a un tasso del 4% il capitale finale in regime composto sarebbe di 19.350 € (dati: simulatore Banca d’Italia). Quest’ultimo salirebbe di altri 10mila € se l’ETF fosse su mercati azionari con un rendimento tra il 6 e il 7%.
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