Una startup americana è pronta a sperimentare piccoli reattori nucleari sotterranei per sostenere le richieste energetiche dei data center AI
Il boom mondiale dell’intelligenza artificiale ha fatto “nascere” migliaia di data center in ogni angolo del pianeta. Un passo avanti a livello tecnologico ma una sfida enorme dal punto di vista energetico.
Per alimentare i centri dati, sempre più grandi ed energivori, le aziende sono alla costante ricerca di fonti di energia elettrica affidabili, economiche e in grado di funzionare giorno e notte, indipendentemente dalle condizioni del meteo.
La soluzione al problema potrebbe averla trovata la startup americana Deep Fission che propone di installare piccoli reattori nucleari a 1,6 chilometri di profondità.
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L’idea rivoluzionaria di Deep Fission
Deep Fission, azienda fondata nel 2023 da Liz Muller e dal padre Richard Muller, non si sta affannando, al contrario di molte realtà concorrenti, nello sviluppo di nuovi reattori nucleari. L’idea del team padre-figlia è quella di utilizzare i reattori ad acqua pressurizzata (PWR) in fosse situate a 1,6 km di profondità.
Il cambio di posizionamento, permetterebbe di “togliere” i reattori dalle centrali nucleari tradizionali lasciando all’ambiente naturale le funzioni di protezione. Ma non solo. Consentirebbe anche di ridurre i costi di realizzazione e velocizzare la creazione degli impianti.
Un’idea incredibile con alla base un concetto estremamente semplice: fare un foro di 76 centimetri nel terreno, riempirlo d’acqua e poi aggiungere un mini-reattore nucleare in grado di riscaldare il liquido e inviarlo a una turbina a vapore attraverso una tubatura separata.
Ogni foro, secondo i Muller, sarà in grado di generare circa 15 megawatt. Più o meno l’energia necessaria ad alimentare 12mila abitazioni. Con 70 di essi sarebbe possibile garantire il funzionamento di un data center.
Un sistema che potrebbe rivelarsi anche più economico: le stime parlano di circa 6 centesimi di dollaro (0,53 centesimi di euro) per kilowattora prodotto e di un 80% in meno di costi rispetto a una tradizionale centrale in cemento e acciaio.
Ultimo punto di forza del sistema di Deep Fission è la facilità nell’approvvigionamento. Gli ideatori affermano di poter utilizzare l’uranio standard a basso arricchimento senza il bisogno di modificare la catena di fornitura o di creare da 0 un nuovo combustibile.
Il progetto deve ancora entrare nella fase cruciale
La cautela, quando si parla di argomenti così delicati, è d’obbligo. Richard e Liz Muller hanno annunciato il progetto nel 2024, forti dell’esperienza maturata con Deep Insulation, azienda che si occupa di sviluppare tecnologie per lo stoccaggio sotterraneo di scorie radioattive, e hanno raccolto 4 milioni di dollari di finanziamenti (circa 3,5 milioni di euro).
Adesso quell’idea innovativa va portata nel mondo reale. L’azienda ha recentemente confermato il completamento della fase di progettazione e il termine delle prime discussioni con le autorità statunitensi che si occupano di regolamentazione nucleare.
In questo momento Deep Fission è al lavoro nell’allestimento del primo progetto pilota nel Great Plains Industrial Park in Kansas con gli ingegneri che hanno già perforato un pozzo di 1,8 km di profondità e sono pronti a raccogliere i dati geologici per passare alla fase successiva.
Entro la prima metà del 2027 dovrebbero arrivare anche i test ufficiali con i prototipi di reattore e le richieste di licenze commerciali negli Stati Uniti.