Si prevede l’entrata in funzione entro il 2030 ma il progetto prevede la costruzione di 4 mini reattori.
A Toronto, nel sito nucleare di Darlington, in Canada, si sta costruendo qualcosa che potrebbe diventare il primo piccolo reattore modulare connesso a una grande rete elettrica in tutto il mondo occidentale. Non si tratta di fantascienza: il progetto è già stato avviato, le fondamenta sono state gettate, i componenti chiave sono stati ordinati e i permessi ottenuti. Il conto alla rovescia verso il 2030 è già iniziato.
Ontario Power Generation, la società energetica canadese, ha raggiunto nelle scorse settimane un traguardo concreto: una soletta di fondazione da 953 tonnellate, pesante quanto un Airbus A380 a pieno carico, è stata posata sul fondo di un pozzo profondo 35 metri. Si tratta della base del reattore nucleare BWRX-300, progettato dalla società nippo-americana GE Vernova Hitachi.
Ad aprile 2025 la Commissione canadese per la sicurezza nucleare aveva rilasciato la licenza di costruzione per il primo reattore. A marzo 2026 è stato superato il primo punto di blocco regolatorio, con l’autorizzazione a posare le fondamenta dell’edificio del reattore e ad avviare quindi una fase decisiva della costruzione. Nello stesso mese la società ha anche presentato una richiesta di licenza operativa ventennale, un passaggio burocratico importante che, una volta approvato, consentirà di caricare il combustibile e avviare la produzione di energia.
Potenza di 300 MW per alimentare circa 300.000 abitazioni
leggi anche
A 12 anni riesce a creare la fusione nucleare in camera con $10.000. L’incredibile storia di Jackson Oswalt
L’obiettivo è far entrare in servizio il primo reattore entro la fine del 2030, con una potenza di 300 MW, sufficiente ad alimentare circa 300.000 abitazioni. Ma il progetto è ancora più ambizioso, perché sullo stesso sito è prevista la costruzione di altre tre unità, per una potenza complessiva di 1.200 MW, paragonabile a quella di una grande centrale nucleare tradizionale.
Il costo complessivo è di 20,9 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 13 miliardi di euro. Il progetto dovrebbe creare circa 18.000 posti di lavoro, generare 500 milioni di dollari nell’economia dell’Ontario e aggiungere 38,5 miliardi alla ricchezza nazionale nell’arco di 65 anni.
Il BWRX-300 è una macchina compatta: ha circa il 10% delle dimensioni di un reattore nucleare tradizionale e utilizza una versione moderna di tecnologie consolidate da decenni. I suoi sistemi di sicurezza e raffreddamento si basano sulla circolazione naturale dell’acqua, riducendo la dipendenza da pompe e componenti attivi. L’obiettivo è abbattere i costi di costruzione e dimostrare che i piccoli reattori possono essere prodotti in modo standardizzato, come avviene per le turbine industriali o per gli aerei.
In altri Paesi esistono già progetti simili. In Russia e in Cina sono presenti piccoli reattori funzionanti, mentre in Argentina è in costruzione un progetto pilota. Ma se il progetto canadese rispetterà i tempi, quello di Darlington diventerà il primo mini-reattore nucleare commerciale connesso a una grande rete elettrica nel mondo occidentale.
La tecnologia ha già attirato l’interesse di altri Paesi. Stati Uniti, Polonia, Estonia e Regno Unito stanno osservando da vicino il funzionamento di questo modello e potrebbero adottarlo nei prossimi anni. Per il nucleare modulare, Darlington può diventare il banco di prova decisivo.