Addio alle casse dell’acqua in bottiglia con il nuovo regolamento UE, cosa sappiamo a riguardo

Simone Micocci

30 Giugno 2026 - 18:00

Adesso Bruxelles può mettere al bando le casse d’acqua. Ecco cosa dice il decreto sugli imballaggi a riguardo.

Addio alle casse dell’acqua in bottiglia con il nuovo regolamento UE, cosa sappiamo a riguardo

Mentre rischiamo di ritrovarci di fronte ad estati sempre più calde, fare rifornimento di bottiglie d’acqua al supermercato potrebbe diventare più complicato.

La ragione è il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, che si applicherà in tutta l’Unione europea da mercoledì 12 agosto 2026 e del quale abbiamo già parlato per le diverse conseguenze che potrebbe avere sulle nostre abitudini quotidiane: dall’addio alle bustine monoporzione di salse e condimenti che si trovano abitualmente nei locali e nella ristorazione, fino alle confezioni monouso di shampoo e bagnoschiuma negli alberghi.

Nel testo, però, c’è anche una novità che potrebbe riguardare un numero ancora più ampio di persone, con effetti sulla spesa di tutti i giorni. Perché se in queste ore avete letto la notizia secondo cui l’Europa vuole eliminare le classiche confezioni da sei bottiglie d’acqua, non si tratta di una bufala: è scritto nero su bianco nella normativa.

Va però spiegato bene che non si tratta di un divieto immediato, visto che aziende e Stati membri avranno tempo per adeguarsi.

Una novità che arriva alcuni anni dopo quella del tappo attaccato alla bottiglia, ma alla quale potrebbe essere persino più difficile abituarsi. Perché se è vero che - almeno per il momento - non verranno vietate le bottiglie di plastica, è altrettanto vero che l’addio alle tradizionali confezioni d’acqua potrebbe cambiare il modo in cui facciamo la spesa, soprattutto quando si acquistano più bottiglie alla volta.

Il rischio, almeno in una prima fase, è che i consumatori si trovino costretti a cercare soluzioni alternative. Una questione tutt’altro che secondaria, soprattutto per le famiglie che acquistano abitualmente grandi quantità d’acqua e che già oggi devono fare i conti con buste per la spesa sempre meno resistenti.

Da quando entra davvero in vigore l’addio alle casse d’acqua

Come anticipato, è vero che non è una bufala l’addio alle confezioni dell’acqua, ma al tempo stesso non bisogna temere conseguenze immediate. La data del 12 agosto 2026, infatti, riguarda l’applicazione generale del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, ma non coincide con il divieto dei classici fardelli in plastica usati per tenere insieme le bottiglie d’acqua.

Per questa specifica novità la data da segnare sul calendario è un’altra: 1° gennaio 2030. È da quel momento che gli operatori economici non potranno più immettere sul mercato gli imballaggi nei formati e per gli utilizzi indicati nell’Allegato V del regolamento, dove l’articolo 25 stabilisce che, “a decorrere dal 1° gennaio 2030”, gli operatori economici non potranno immettere sul mercato gli imballaggi elencati nello stesso allegato.

Ed è proprio l’Allegato V a chiarire cosa cambia. Alla voce “Imballaggi multipli di plastica monouso”, infatti, vengono indicati gli imballaggi di plastica monouso usati presso il punto vendita per raggruppare prodotti venduti in bottiglie, lattine, barattoli, vasi, vaschette e confezioni, quando sono concepiti come imballaggi di comodo per consentire o incoraggiare i consumatori ad acquistare più di un prodotto. Tra gli esempi riportati ci sono i film estensibili e i film di plastica termoretraibili, ossia proprio le pellicole che oggi tengono insieme molte confezioni d’acqua vendute nei supermercati.

La normativa, però, prevede anche un’eccezione importante: restano esclusi dal divieto gli imballaggi multipli necessari a facilitare la manipolazione. Questo significa che bisognerà capire, anche attraverso l’applicazione delle nuove regole, quali soluzioni saranno considerate davvero indispensabili per il trasporto e la gestione dei prodotti e quali invece verranno ritenute semplici imballaggi di comodo, pensati soprattutto per spingere all’acquisto di più unità.

In ogni caso, aziende e grande distribuzione avranno tempo fino al 2030 per adeguarsi, trovando alternative ai tradizionali imballaggi in plastica monouso.

La norma può ancora cambiare

Il punto, però, è che la partita potrebbe non essere ancora chiusa. Il settore delle acque minerali, come si potrebbe facilmente immaginare, non ha accolto favorevolmente la novità, sostenendo che le confezioni multipack servano proprio a rendere più semplice e sicuro il trasporto delle bottiglie.

A dirlo è stato anche Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali, che in un’intervista a La Verità ha ricordato le interlocuzioni avute con i funzionari europei. Secondo Fortuna, le imprese hanno fatto presente che “la confezione con il manico agevola la portabilità” e contribuisce anche a proteggere le bottiglie.

Sempre secondo quanto riferito dal vicepresidente di Mineracqua, da Bruxelles sarebbe arrivata l’indicazione che “la norma sarà corretta”, anche se al momento non ci sarebbe ancora nulla di scritto.

Entro il 1° gennaio 2030, quindi, potrebbero arrivare chiarimenti, linee guida o persino modifiche al testo. Non a caso, lo stesso regolamento prevede che entro il 12 febbraio 2027 la Commissione pubblichi orientamenti per illustrare più nel dettaglio l’Allegato V, compresi esempi dei formati di imballaggio interessati ed eventuali esenzioni.