Un infermiere ha abbandonato i suoi pazienti per il secondo lavoro. Multa da €70.000

Ilena D’Errico

20 Marzo 2026 - 20:19

Infermiere abbandona i pazienti per fare il secondo lavoro. Ora deve pagare €70.000.

Un infermiere ha abbandonato i suoi pazienti per il secondo lavoro. Multa da €70.000

Il secondo lavoro è ormai una realtà di tantissimi cittadini che tentano di far quadrare i conti, ma deve essere gestito nei limiti della legge e della compatibilità professionale. Con i giusti accorgimenti svolgere una professione aggiuntiva rispetto a quella principale è del tutto lecito, per quanto possa risultare stancante e impegnativo. Ma occuparsi di altro durante l’orario di lavoro e ricevendo così un compenso per una prestazione non garantita è un vero e proprio illecito.

Una violazione di questo tipo da parte del personale comporta grossi danni per qualsiasi datore di lavoro, ma quando riguarda settori delicati come quello della sanità il problema è ancora più rilevante. I danni da risarcire sono molto elevati in questi casi, come vediamo nel recente caso toscano. Un infermiere è stato condannato al pagamento di ben 70.000 euro, senza contare le implicazioni penali.

La lunga vicenda è iniziata nel 2015 e ci ha messo un decennio prima di arrivare a conclusione. Probabilmente è uno dei motivi per cui nonostante le pene esemplari ancora tanti lavoratori dipendenti, tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato, commettono infrazioni di questo genere. Come vedremo, però, i tempi della giustizia non garantiscono affatto delle scusanti ed è fondamentale rispettare le regole.

Infermiere abbandona i pazienti per fare il secondo lavoro

Naturalmente, non è corretto giudicare da un punto di vista morale l’operato altrui, anche perché quando si tratta di secondi lavori molto spesso il motore di tutto è la difficoltà economica, con la conseguente disperazione. Ciò però non toglie che gli effetti di alcune azioni siano in tutto e per tutto disastrosi. L’ex infermiere protagonista di questa vicenda, assunto dall’Asl Toscana Nord Ovest, ha abbandonato i suoi pazienti in più occasioni per svolgere il secondo lavoro.

Nello specifico è stato spesso sorpreso al supermercato, intento a sistemare gli scaffali o svolgere altri compiti simili, quando avrebbe invece dovuto trovarsi presso la clinica in cui era assunto. L’allarme dell’Asl è stato lanciato grazie alle numerose testimonianze dei pazienti, rimasti privi di assistenza, e dei loro familiari, come pure dei colleghi infermieri che hanno dovuto sobbarcarsi del lavoro altrui. Tra lunghi e irragionevoli ritardi e autentiche assenze non registrate, l’ex infermiere non si è nemmeno impegnato troppo per nascondere le sue violazioni.

Sia la clinica che il supermercato (per cui peraltro era socio e componente del consiglio di amministrazione) si trovano a Massa, dove anche per distanze non è stato difficile rintracciarli. L’uomo si recava presso la clinica e firmava per attestare la sua presenza, ma spesso e volentieri si assentava per il secondo lavoro di nascosto. Così, i pazienti in clinica o in attesa dell’assistenza domiciliare sono rimasti privi di cure e spiegazioni oppure hanno subito importanti ritardi, anch’essi immotivati. Le lamentele e le segnalazioni del personale hanno spinto dunque l’Asl a sporgere denuncia.

Ora deve pagare 70.000 euro

Le indagini hanno confermato le responsabilità dell’ex infermiere, sorprendendolo al supermercato intento a sistemare la merce nonostante la presenza registrata in clinica. L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza e poi alla fine condannato, finanche in Cassazione, per peculato e truffa a 18 mesi di reclusione. L’azienda sanitaria si è costituita parte civile per ottenere il risarcimento del danno, quantificato in 70.000 euro dalla Corte dei conti comprendendo i danni patrimoniali (incluso l’uso dell’auto aziendale per andare e tornare dal supermercato) e all’immagine.

Ovviamente, è stato anche licenziato in tronco. Se fosse stato un dipendente privato le conseguenze sarebbero state pressoché analoghe, tuttavia non sarebbe stato possibile contestargli il reato di peculato. Siamo di fatto nello stesso ambito delle truffe del cartellino e similari, che rientrano tra le più gravi violazioni commesse dai lavoratori dipendenti.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.