Tutti contro la Cina: nuove accuse nella guerra informatica

Violetta Silvestri

20 Luglio 2021 - 15:27

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USA contro Cina sul fronte guerra informatica: piovono nuove accuse contro Pechino, sostenute da una vera e propria alleanza mondiale in nome della sicurezza dagli hacker manovrati dal dragone.

Tutti contro la Cina: nuove accuse nella guerra informatica

USA contro Cina e non solo, in nome della guerra informatica.

Una nuova alleanza composta da Stati membri della NATO, Unione Europea, Australia, Nuova Zelanda e Giappone si sta unendo per affrontare la minaccia globale rappresentata dagli attacchi informatici sponsorizzati dallo stato cinese.

L’amministrazione Biden e il fronte delle altre nazioni hanno accusato Pechino di collaborare con bande criminali per commettere attacchi diffusi ai server, incluso uno su Microsoft quest’anno che ha colpito decine di migliaia di organizzazioni.

Cosa sta succedendo sul fronte guerra informatica USA-Cina?

Attacchi informatici: tensione alle stelle USA-Cina

L’alleanza anti-Cina, capitanata dagli USA è pronta a incolpare pubblicamente il Ministero della sicurezza dello Stato cinese per un massiccio attacco informatico ai server di posta elettronica di Microsoft Exchange all’inizio di quest’anno.

L’attacco è stato effettuato da hacker a contratto criminale che lavorano per MSS e che si dedicano anche a estorsioni informatiche, cryptojacking e ransomware.

Inoltre lunedì 19 luglio, l’FBI, la National Security Agency e la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency hanno rilasciato un nuovo avviso che elenca 50 tattiche, tecniche e procedure impiegate dagli hacker sponsorizzati dallo stato cinese.

L’attacco al server Microsoft Exchange è diventato pubblico a marzo e si ritiene che abbia colpito almeno 30.000 organizzazioni americane e altre centinaia di migliaia in tutto il mondo.

Microsoft ha rapidamente identificato il gruppo colpevole come una rete di spionaggio cinese relativamente sconosciuta soprannominata Hafnium.

Gli attacchi informatici si sono moltiplicati durante la pandemia poiché gli hacker hanno sfruttato le vulnerabilità esposte dai dipendenti che lavorano in remoto.

Gli Stati Uniti sono sottoposti a crescenti pressioni affinché agiscano. Il presidente Joe Biden ha avvertito il suo omologo russo Vladimir Putin questo mese che Mosca avrebbe dovuto affrontare le conseguenze se non avesse agito contro gli aggressori ransomware, che in genere si impadroniscono dei dati o dei sistemi di un’azienda e richiedono il pagamento per rilasciarli.

Ora, la nascita di una vera e propria associazione in difesa della sicurezza informatica dalla Cina principalmente, rafforza la strategia di potenza di Biden.

Pechino respinge le accuse

La Cina ha subito contestato le accuse degli Stati Uniti.

Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha sottolineato che le affermazioni di un piccolo numero di Paesi non rappresentano la comunità internazionale e ha invitato gli USA a fermare i propri attacchi informatici contro Pechino.

“La Cina adotterà le misure necessarie per proteggere con fermezza la propria sicurezza informatica e i propri interessi”, ha dichiarato il funzionario.

Il clima si è fatto rovente. Il Global Times, un tabloid sostenuto dallo Stato, ha accusato gli hacker statunitensi di attacchi informatici di lunga data e ripetuti contro aziende cinesi, istituti di ricerca e dipartimenti del partito comunista.

Il giornale nazionalista ha affermato che un gruppo con sede negli Stati Uniti chiamato «A» ha lanciato attacchi lo scorso ottobre nel tentativo di accedere in remoto ai server di gruppi cinesi, tra cui aziende di motori per auto e acciaio.

USA-Cina: è sempre più tensione

Le accuse reciproche in un momento assai cupo per le relazioni tra USA e Cina.

In un momento in cui la guerra informatica sta diventando la prima linea nella lotta di potere globale tra democrazie e stati autocratici, la nuova alleanza per la sicurezza informatica potrebbe diventare un modello per gli sforzi futuri per affrontare le minacce transnazionali.

Gli annunci congiunti di lunedì 19 luglio si basano sugli sforzi del presidente Joe Biden all’inizio di quest’estate per raccogliere il sostegno tra la NATO e gli alleati dell’UE per un approccio più conflittuale nei confronti della Cina.

Il clima è teso. L’amministrazione Biden sta aumentando le sanzioni economiche e diplomatiche contro Pechino, in risposta a presunte violazioni dei diritti umani a Hong Kong e nella provincia dello Xinjiang.

Gli Stati Uniti hanno anche sanzionato sette funzionari cinesi in risposta alla repressione del dragone delle istituzioni democratiche di Hong Kong.

Washington, inoltre, ha emesso un avviso commerciale, avvertendo le aziende statunitensi di potenziali violazioni dei dati e della privacy da parte del Governo cinese se continuano a fare affari a Hong Kong.

In risposta, un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha accusato gli Stati Uniti di “ingerenza” nei loro affari interni.

La guerra informatica si unisce a fronti numerosi e caldi.

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