La Legge di Bilancio 2026 introduce nuove tasse per cittadini e imprese: dalla tassa sui pacchi extra UE agli affitti brevi, fino al raddoppio della Tobin Tax.
L’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2026, che vale 18,5 miliardi di euro, si dirige alle battute finali: il voto di fiducia è atteso entro la vigilia di Natale, mentre l’approvazione definitiva potrebbe essere tra il 28 e il 29 dicembre. Le principali misure riguardano il taglio del cuneo fiscale, la revisione dell’Irpef e l’aumento delle pensioni minime. A destare maggiore scalpore sono stati nuovi prelievi per cittadini e imprese.
Dal testo (quasi definitivo) della Manovra, infatti, emergono delle nuove tasse in vigore dal 1° gennaio 2026: in particolare è stata introdotta una nuova tassa sui pacchi provenienti da Paesi extra UE, sono state fissate aliquote differenziate sugli affitti brevi, ed è stata raddoppiata la tassa sulle rendite finanziarie (Tobin Tax). Ci sono poi delle tasse che dal prossimo anno potrebbero aumentare: per esempio l’imposta di soggiorno in alcune città potrebbe arrivare fino a 15 euro.
Le misure inserite nella Manovra hanno destato polemiche e discussioni, oltre ad avere delle ripercussioni su cittadini e imprese. Ma quali sono le nuove tasse in arrivo e chi dovrà pagare?
Nuova tassa sui pacchi extra UE: come funziona e chi dovrà pagarla
Una delle novità più discusse nelle ultime settimane riguarda l’introduzione di una nuova tassa sui pacchi provenienti dai Paesi extra UE: dal 1° gennaio 2026, infatti, si applicherà una tassa di 2 euro sugli ordini di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione Europea. Di fatto, però, questa tassa non riguarderà i pacchi provenienti da Paesi UE e nemmeno a quelli extra UE di valore superiore a 150 euro.
Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato l’impatto sarà notevole: si calcola una platea di circa 327 milioni di spedizioni all’anno coinvolte dal nuovo tributo.
Le piattaforme di e-commerce hanno ipotizzato un possibile danno derivante da questa nuova tassa, ma il Governo ha confermato la sua introduzione per tutelare le imprese nazionali e quelle dell’UE, oltre a scoraggiare gli acquisti compulsivi di poco valore. Non è chiaro se la tassa verrà assorbita dai venditori o verrà fatta ricadere sull’acquirente.
Aliquote differenziate sugli affitti brevi
Dopo una lunga discussione sul tema degli affitti brevi, il Governo ha optato per una soluzione a doppio binario. Sono infatti previste due aliquote per la cedolare secca:
- verrà mantenuta un’aliquota agevolata del 21% solo per la prima unità immobiliare messa a reddito con contratti brevi (inferiori ai 30 giorni);
- viene introdotta un’aliquota al 26% per il secondo immobile locato con la stessa formula.
Ma la vera stretta scatta per i multiproprietari di immobili: a partire dal terzo immobile locato, infatti, scatta la presunzione di attività imprenditoriale. Perciò, i proprietari saranno obbligati ad aprire la partita IVA, abbandonando il regime forfettario della cedolare secca e rientrando nella tassazione ordinaria Irpef, con i relativi adempimenti contabili e previdenziali.
L’obiettivo di queste misure è duplice: da un lato si vuole far emergere il “sommerso”, dall’altro lato si vogliono scoraggiare i proprietari ad accumulare patrimoni immobiliari destinati esclusivamente agli affitti brevi o alle locazioni turistiche. In prospettiva, si vogliono liberare nuovi immobili da mettere in locazione a lungo termine.
Raddoppio della Tobin Tax e altre misure
Dal 1° gennaio 2026 raddoppia la Tobin Tax, ovvero la tassa sulle rendite finanziarie: l’aliquota sulle transazioni finanziarie passerà dallo 0,02% allo 0,04%. Secondo le previsioni della Ragioneria, tutto ciò dovrebbe portare alle casse dello Stato 337,3 milioni di euro a partire dal prossimo esercizio.
Cala inoltre la percentuale di deducibilità sulle perdite pregresse delle banche, passando dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027.
Infine, è previsto un aumento dell’Irap del 2%, ad eccezione dei soggetti con minore base imponibile, mentre viene introdotta una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta (+2%) solo per i periodi d’imposta 2027 e 2028.
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