Guida al calcolo della Tari per le aree scoperte e le pertinenze. Ecco la differenza tra giardini ornamentali ed operativi e tutti i casi di esenzione.
Sul giardino di casa si paga la Tari? La tassa sui rifiuti è dovuta per tutti gli immobili che, anche solo potenzialmente, possono produrre rifiuti. Questo significa che si deve pagare anche per le case sfitte e per quelle lasciate a disposizione.
Nella maggior parte dei casi le aree pertinenziali scoperte, come giardini e terrazzi, sono escluse dal calcolo della Tari, a patto che non siano aree che potenzialmente possono produrre rifiuti. Proprio questa definizione data dalla normativa genera dubbi e incertezze e fa sorgere la domanda se su giardini e terrazze si debba pagare la Tari.
Molti contribuenti hanno il timore che dal Comune venga considerata superficie imponibile anche quella del giardino della casa, quando in realtà non dovrebbe rientrare nel calcolo. Ma è veramente così? Vediamo cosa sapere per comprendere se l’importo richiesto dal Comune sia giusto o se nel calcolo siano state inserite anche zone non soggette alla Tari.
Tari e giardino, qualche precisazione
Il giardino contribuisce a far aumentare la superficie imponibile ai fini della Tari? In molti giardini sono presenti siepi e alberi che producono fogliame e rami che devono essere smaltiti. La normativa, al riguardo, traccia un confine su cosa è tassabile e cosa, invece, rimane al di fuori dell’imposizione anche per quel che riguarda la Tari. In questo caso il principio utilizzato è molto semplice e altrettanto logico: l’imposizione è dovuta per le superfici atte a produrre rifiuti in modo continuativo.
Gli spazi aperti che hanno come funzione solo quella ornamentale sono esclusi dalla tassazione perché servono solo come “completamento” dell’abitazione. Di norma il giardino è escluso dal computo della tariffa della Tari che considera soltanto la superficie calpestabile che possa produrre rifiuti.
Nel calcolo della Tari rientrano solo le aree considerate operative, ovvero quando all’interno di esse si svolgono attività che producono rifiuti aggiuntivi rispetto a quelli prodotti dall’immobile. Il giardino utilizzato per prendere il sole, per rilassarsi e per far giocare i propri bambini è considerato come una pertinenza non operativa e, pertanto, non è sottoposto alla tassazione con la Tari.
Tari e giardino: quando si paga davvero?
Il giardino di un immobile, nella maggior parte dei casi, non produce rifiuti diversi da quelli domestici. Anche se il giardino produce fogliame ed erba, tali residui vengono raccolti tramite i canali del servizio urbano del verde (compostaggio o isole ecologiche) e non influiscono sulla superficie tassabile.
In ogni caso non basta che il giardino sia considerato una pertinenza per escluderlo dalla base imponibile della Tari. Se un giardino è operativo, la Tari considera anche la sua area nella misurazione delle superfici. Un esempio classico potrebbe essere quello del giardino di un ristorante dove vengono posizionati tavoli e sedie: in questo modo il ristoratore aumenta la superficie dell’immobile per ospitare clienti durante l’estate. Il giardino è una pertinenza operativa in cui si producono rifiuti aggiuntivi, e proprio per questo rientra nel calcolo dell’area sottoposta alla Tari.
Quello del ristorante è soltanto uno degli esempi. Il giardino, pur essendo una pertinenza, è sottoposto al pagamento della Taritutte le volte in cui non si limita a essere uno spazio ornamentale, ma viene utilizzato per attività pratiche atte a produrre rifiuti.
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