Trump: via libera ad accusa di impeachment

La Camera USA dà l’ok alla messa in stato d’accusa per Trump: ostruzione al Congresso e abuso di potere

Trump: via libera ad accusa di impeachment

Via libera ufficiale alla messa in stato d’accusa per il numero uno degli Stati Uniti Donald Trump.

230 e 229 i voti a favore dei 2 capi d’accusa. Solo 3 dei democratici hanno votato contro, per il resto il partito d’opposizione si è mostrato compatto nel sì, così come compatto è stato, sul fronte opposto, il no del Grand Old Party.

La Camera dei Rappresentanti era chiamata a dire la sua sull’avvio o meno del procedimento riguardante due capi d’accusa, ostruzione al Congresso e abuso di potere, che formano l’impeachment del Presidente USA.

Dopo sei ore di dibattito, la Camera ha votato separatamente i due articoli, rendendo Trump il quarto Presidente degli Stati Uniti a essere oggetto di impeachment. Prima di lui, Andrew Johnson, Richard Nixon e Bill Clinton.

Storicamente, nessuno dei partiti oggetto di impeachment ha mai vinto le successive elezioni.

Trump: via libera ad accusa di impeachment

La vicenda - va ricordato - è il cosiddetto Ucrainagate, che vede Donald Trump accusato di aver fatto pressioni al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spingendolo a indagare su Hunter Biden, figlio del suo principale sfidante alle elezioni del 2020, Joe Biden.

Ora, con la messa in stato di accusa, si aprirà il processo al Senato, anche se in molti sono pronti a far notare come lì i Repubblicani possano contare sulla maggioranza.

Per rimuovere Trump dall’incarico è infatti necessario il voto di due terzi dei senatori. Il Senato è composto da 53 repubblicani, 45 democratici e due indipendenti, il che significa che è davvero molto improbabile che si arrivi alla cacciata del tycoon.

Ma la speaker della Camera Nancy Pelosi, pochi istanti dopo il voto, ha dichiarato che i due articoli d’accusa non passeranno al Senato finché non ci saranno garanzie di un processo giusto.

Il botta e risposta Trump-Pelosi

Quella odierna è stata una giornata caratterizzata dall’attesa ma anche dall’attivismo di un elevato numero di manifestanti, pronti a marciare fin dalle prime ore del mattino per le strade di New York, Boston e Philadelphia, chiedendo a gran voce l’impeachment del tycoon e sostenendo così i democratici.

Al grido di “Accusa e rimozione per Trump!”, in migliaia hanno affollato alcune tra le principali vie e piazze del Paese, mantenendo sempre un tono di manifestazione assolutamente pacifico.

Nella giornata di ieri, Trump si è rivolto direttamente a una delle sue principali accusatrici, la speaker della Camera Nancy Pelosi; lo ha fatto tramite una lettera in cui ha denunciato il tutto come “una dichiarazione di guerra alla democrazia americana”.

Tuttavia la replica di Pelosi, a poche ore dal voto, ha solo rafforzato il j’accuse:

“Trump non ha lasciato altra scelta ai parlamentari se non quella di perseguire il suo impeachment: ha violato la costituzione e abusato dei poteri del suo ufficio per ottenere un beneficio politico personale, e ha fatto tutto a spese della sicurezza nazionale”.

Trump che, dalla sua, è stato attivissimo su Twitter nella giornata odierna. In uno dei tanti post ha parlato apertamente di “assalto all’America e al partito Repubblicano”.

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