L’amministrazione Trump si prepara a rispondere con forza alle rivelazioni di interferenze straniere nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2024.
Tutto è nato lo scorso ottobre, quando un articolo del Telegraph rivelò che il Partito Laburista britannico, guidato da Keir Starmer, aveva inviato quasi 100 tra membri attuali ed ex dello staff del partito negli Stati Uniti per fare campagna elettorale a favore dei Democratici, con l’obiettivo di sostenere Kamala Harris nei cosiddetti swing states come Nevada, Carolina del Nord, Pennsylvania e Virginia,
L’ingerenza di Starmer nelle elezioni Usa: Trump non dimentica
La notizia provocò indignazione tra i Repubblicani, che definirono l’iniziativa un «oltraggio» e avvertirono che avrebbe potuto danneggiare i rapporti tra Stati Uniti e Regno Unito qualora Donald Trump avesse vinto le elezioni, come poi è accaduto. Il malcontento si è amplificato quando Elon Musk, in un tweet su X (precedentemente Twitter), ha definito l’azione del Labour come “illegale”. Secondo la Federal Election Commission (FEC), l’ente che regola le elezioni negli Stati Uniti, i volontari stranieri non possono donare denaro alle campagne o spendere fondi per loro conto, né partecipare al processo decisionale. Tuttavia, è consentito loro partecipare come volontari non retribuiti.
Sofia Patel, responsabile delle operazioni del Partito Laburista, aveva confermato su LinkedIn che circa 100 membri del partito stavano per recarsi negli Stati Uniti per sostenere Harris, con base negli stati cruciali per la campagna. Patel aveva persino offerto opportunità di alloggio ai volontari, scrivendo: “Ho 10 posti disponibili per chiunque voglia andare nello stato chiave della Carolina del Nord – penseremo noi alla sistemazione". Ora che Trump si prepara a tornare alla Casa Bianca, l’amministrazione repubblicana è pronta a regolare i conti con Starmer.
Pronta la vendetta del tycoon
Ora pare che la vendetta del tycoon della Casa Bianca sia pronta. La notizia è esplosa sui social media, alimentata da un tweet del politico Jim Ferguson, retwittato anche da Elon Musk, patron di X (ex Twitter) e Tesla. Ferguson ha definito l’interferenza laburista come la «vera ingerenza» nelle elezioni americane, accusando Starmer di un “attacco calcolato alla democrazia americana.” Musk ha amplificato il messaggio, aggiungendo peso mediatico alla controversia.
Donald Trump, che si appresta a tornare trionfalmente alla Casa Bianca, sembra determinato a far pagare il prezzo di questo “tradimento.” Fonti vicine alla sua amministrazione suggeriscono che il presidente eletto consideri l’accaduto una violazione grave della sovranità americana, promettendo una risposta che potrebbe cambiare drasticamente i rapporti con il governo laburista britannico.
Misure estreme sul tavolo
Secondo insider della cerchia ristretta di Trump, le opzioni in discussione comprendono sanzioni economiche mirate agli alleati di Starmer, azioni diplomatiche severe che potrebbero isolare il Regno Unito sulla scena internazionale e persino la convocazione di un tribunale internazionale per perseguire Starmer per violazione dell’integrità elettorale statunitense.
Un consigliere anonimo ha dichiarato: “Questa non è politica. È un tradimento contro il popolo americano. La risposta sarà rapida e decisa". C’è anche chi ipotizza azioni più drastiche, come operazioni segrete per destabilizzare il governo guidato da Starmer, un chiaro segnale che Trump è disposto a prendere decisioni audaci.
La fine della «Special Relationship»?
Questo scandalo potrebbe segnare la fine della storica «relazione speciale» tra Stati Uniti e Regno Unito già in crisi per via dello scontro sulle «grooming gang» tra Elon Musk e lo stesso Starmer. Fonti vicine all’amministrazione rivelano che Trump ha già avvertito Starmer delle “gravi conseguenze” durante conversazioni private.
Se confermate, le azioni di Starmer non solo minerebbero la sua credibilità in patria, ma rischierebbero di gettare il Regno Unito in una crisi politica senza precedenti. Già alcuni membri del Parlamento britannico stanno chiedendo un’indagine approfondita sulle accuse, temendo ripercussioni che potrebbero danneggiare l’economia e la posizione del Regno Unito a livello globale.