Trattato Start, guerra nucleare più vicina con la sospensione annunciata da Putin?

Alessandro Cipolla

21/02/2023

Vladimir Putin ha annunciato che la Russia sospenderà il trattato Start sulle armi atomiche: cosa significa e perché adesso potrebbero aumentare i rischi di una guerra nucleare.

Trattato Start, guerra nucleare più vicina con la sospensione annunciata da Putin?

Siamo più vicini a una guerra nucleare? Una domanda che di certo assomiglia molto a una sciarada ma, dopo il discorso fatto oggi da Vladimir Putin all’Assemblea federale, il mondo intero ha un po’ più di paura.

Naturalmente ogni volta che dalle parti di Mosca si agita lo spauracchio della guerra nucleare bisogna fare la tara a quella che è l’inevitabile propaganda bellica, anche se vista la situazione in Ucraina potrebbe bastare un nulla per generare una catastrofica escalation.

Tornando alle parole di Putin, il presidente russo il giorno dopo la visita di Biden a Kiev ha annunciato che “la Russia sospende (ma non ritira ndr) la sua partecipazione dallo Start”. Cosa vuol dire e perché questa decisione sta creando preoccupazione?

Il trattato Start - acronimo di New Strategic Arms Reduction Treaty - riguarda la limitazione delle armi nucleari ed è stato firmato per la prima volta da Stati Uniti e Russia nel 2010. All’epoca alla Casa Bianca c’era Barack Obama e al Cremlino Dmitri Medvedev, delfino di Vladimir Putin.

In questi anni è stato prorogato la prima volta nel 2016 e la seconda nel 2021, con l’attuale scadenza che fissata al 2026: stando a quanto dichiarato da Putin, la Russia adesso sarebbe pronta a sospendere il trattato Start.

Nucleare: cosa prevede il trattato Start

Come riportato dall’Ansa, questi sono i punti salienti del trattato Start firmato da Russia e Stati Uniti sulla limitazione delle armi nucleari.

  • TESTATE NUCLEARI. Limite di 1.550 testate nucleari, scattato entro 7 anni dall’entrata in vigore del Trattato dopo le rispettive ratifiche. Riguardava le testate montate sui missili balistici intercontinentali (Icbm), sui missili balistici lanciati dai sottomarini (Slbm) e il numero di bombardieri disponibili con una testata ciascuno. Si trattò di una diminuzione del 74% rispetto all’accordo Start 1 e del 30% rispetto al Trattato di Mosca del 2002.
  • VETTORI. Limite di 700 vettori contando i missili Icbm e Slbm e i bombardieri in grado di sganciare ordigni nucleari: un dimezzamento rispetto allo Start 1. Il limite fu posto a 800 contando anche i missili non puntati.
  • SCUDO ANTI-MISSILE. Secondo Washington, l’intesa non stabilì limiti sui programmi di difesa anti-missile, un’interpretazione mai condivisa da Mosca.
  • VERIFICHE. Previste ispezioni dirette, scambio di dati e informazioni, notifiche relative alle armi strategiche ed ai siti elencati nel documento e metodi per facilitare i controlli.
  • RATIFICA. Il Trattato comprende tre documenti: il testo di base, un protocollo che elenca diritti e obblighi associati al documento e allegati tecnici che affrontano i dettagli. Tutti e tre i documenti sono stati ratificati dai rispettivi parlamenti.
  • RITIRO. Il Trattato prevede una clausola di ritiro.

Nonostante la clausola di ritiro, Vladimir Putin ha annunciato che la Russia sospenderà il trattato Start: nel pieno del conflitto in Ucraina, logico che questa decisione aumenti i timori di una guerra nucleare.

In più a gennaio gli Stati Uniti hanno denunciato come “la Russia non rispetta gli obblighi del New Start che prevedono le ispezioni nei suoi territori il rifiuto della Russia impedisce agli Stati Uniti di esercitare importanti diritti stabiliti dal trattato e minaccia l’efficacia del controllo Usa-Russia sulle armi nucleari”.

Aumentano i rischi di una guerra nucleare?

La mossa di Mosca senza dubbio è un chiaro segnale che Putin ha voluto inviare a Biden, proprio all’indomani della visita del presidente americano a Kiev dove ha annunciato altri 500 milioni di dollari di aiuti all’Ucraina.

In ballo però ci sarebbe soprattutto la possibile fornitura da parte dell’Occidente di aerei da guerra e armi a lungo raggio all’Ucraina, un desiderio questo più volte ribadito di recente da Volodymyr Zelensky.

In ottica guerra nucleare, Vladimir Putin adesso ha annunciato che la Russia farà nuovi test se lo faranno anche gli Usa, spiegando che Mosca “ha progetti di armi che superano come caratteristiche quelle dell’Occidente; ora dobbiamo iniziare la loro produzione in serie nelle nostre fabbriche”.

Al momento secondo un rapporto della Federation of American Scientists (Fas), la Russia avrebbe a disposizione 5.977 testate nucleari di cui 1.588 schierate su missili balistici e nelle basi dei bombardieri.

Inoltre avrebbe quasi 1.000 armi nucleari tattiche pronte all’uso e altre 2.000 non strategiche tenute in magazzino come riserva. Numeri questi che rendono la Russia dal punto di vista militare la più grande potenza nucleare al mondo.

Se in passato il mostrare i muscoli dall’una e dall’altra parte ha evitato sempre uno scontro diretto tra Usa e Russia, adesso nonostante il concreto rischio di una guerra nucleare o mondiale sembrerebbe che tutti gli attori in causa stiano facendo di tutto per imboccare la catastrofica strada dell’escalation: se non ci si ferma subito, di questo passo anche i peggiori incubi potrebbero tristemente diventare realtà.

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