Trasporti in crisi: Italo rischia la chiusura. L’allarme di Montezemolo

Il settore ferroviario è in preda a una grave crisi economica a causa della pandemia. Italo rischia di chiudere a breve. L’allarme è di Montezemolo

Trasporti in crisi: Italo rischia la chiusura. L'allarme di Montezemolo

Italo verso la chiusura? Nuovo allarme economico nel settore trasporti.

Il timore di restrizioni sempre più severe sta agitando diversi comparti, come quello ferroviario e legato soprattutto a spostamenti ad alta velocità.

Meno lavoro in presenza, viaggi di piacere bloccati, vacanze disdette, convegni, fiere e riunioni di affari sempre più contingentate: in questo scenario il settore ferroviario rischia il collasso.

E Italo ne è un esempio: la chiusura è prossima se il Governo non interverrà. Le parole allarmanti sono di Montezemolo.

Italo senza aiuti chiude: crisi nera per i treni

Momento critico e cruciale per il settore ferroviario: a ribadire la mancanza di prospettive a breve per l’alta velocità è Luca Cordero Montezemolo, presidente di Ntv che gestisce Italo.

Quella dell’imprenditore è una vera invettiva contro il Governo, dalla quale emerge un’analisi drammatica per l’azienda di trasporti ferroviari: senza il sostegno promesso dalla Stato, Italo chiuderà in breve tempo.

La situazione rischia di precipitare per l’azienda, come ha fatto sapere Montezemolo intervistato da Il Corriere della Sera:

“Il decreto Rilancio prevedeva la creazione di un fondo di circa 1,2 miliardi a sostegno delle imprese di trasporti a mercato, cioè alta velocità e servizio merci, da distribuire in 15 anni. Il Governo ha disatteso impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi.”

Un’ipotesi estrema, che però potrebbe concretizzarsi considerando il crollo dei ricavi in primavera e la debolezza della domanda per la business class e per i viaggi. In prospettiva, inoltre, si parla di stop agli spostamenti tra regioni e di lockdown.

Sarebbe un colpo durissimo per Italo, che potrebbe licenziare 1.500 persone. Giorni fa l’ad di Italo ha ricordato che da marzo a fine luglio l’azienda ha perso 200 milioni. Per fine 2020, la previsione è di ricavi minori per 500 milioni di euro rispetto al 2019.

La prospettiva nera di Italo ha lanciato Montezemolo in un attacco duro contro il Governo Conte. Il Paese non ha scenario e vive alla giornata secondo l’imprenditore, che ha accusato: “lo Stato è sempre più invadente e rischia di soffocare l’imprenditoria privata e una sana concorrenza”

Quale futuro per Italo?

Italo ha bisogno di sostegno economico statale per poter continuare ad andare avanti come azienda in questa incertezza legata alla pandemia. Questo è il messaggio chiaro di Montezemolo.

Nel frattempo, la società potrebbe utilizzare gli ammortizzatori sociali per aiutare i lavoratori. Inoltre, Italo ha avanzato la proposta di impiegare alcuni convogli per il viaggio dei pendolari in alcune aree urbane.

La sicurezza sanitaria nei vagoni è massima, come spiegato dall’imprenditore:

“I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente. Il ministro della Sanità aveva stabilito che potessimo salire all’80% di capienza, poi un’incomprensibile marcia indietro, con la conseguenza che oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all’80%.”

Le prossime settimane, quindi, potrebbero essere cruciali anche per il settore ferroviario. E aggiungere altri scenari critici per l’economia.

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