Tesla: la volatilità delle azioni non ha senso secondo Morgan Stanley

La banca statunitense Morgan Stanley analizza le ultime mosse di Tesla e prova a spiegare perché è così difficile costruire una strategia di trading adatta per la società di Elon Musk

Tesla: la volatilità delle azioni non ha senso secondo Morgan Stanley

La volatilità delle azioni Tesla non ha senso e impedisce di costruire un’efficace strategia di trading.
A sostenerlo è Morgan Stanley, che nota come il titolo abbia una mente propria, cosa che rende un investimento nell’azienda di Musk estremamente complicato e ingannevole.

Diversi analisti nel tempo hanno sconsigliato di investire in azioni Tesla, ma la banca newyorkese si limita solo a notare l’incertezza che domina il marchio in borsa, consigliando di attendere periodi diversi per valutare una mossa.

Tesla: perché tanta volatilità?

Secondo l’analista Adam Jones, la copertura costante delle notizie che riguardano la società produttrice di auto elettriche è uno dei principali elementi che contribuiscono a una simile volatilità.

È estremamente difficile formulare una strategia di trading coerente per Tesla in questo momento secondo Jones, visto che nelle ultime settimane gli argomenti che riguardavano l’azienda sono stati discussi per motivazioni e finalità che avevano poco a che fare col mercato:

“[Consiglio di] aspettare che il mercato crei migliori opportunità per gli investitori di assumere un punto di vista più preciso”.

L’analista ha mantenuto intatto il suo rating neutral.
Intanto martedì le azioni Tesla hanno perso il 5% sulla scia della notizia, pubblicata dal Wall Street Journal, secondo cui la società avrebbe chiesto indietro i soldi ai fornitori, cosa che ha alimentato le speculazioni sulla situazione delle finanze societarie.

Dai vertici hanno rifiutato di commentare la questione nello specifico, ma hanno confermato le trattative in atto per cercare di ottenere riduzioni di prezzo dai fornitori, atteggiamento considerato insolito per il settore.
Nel frattempo, gli analisti hanno ribadito il loro rating outperform sul titolo, mantenendo il target price a 411 dollari.

Ben Kallo di Baird sostiene che la reazione della borsa alla notizia del WSJ sia stata eccessivamente negativa. Secondo lui infatti le trattative in corso indicano uno sforzo verso una maggiore redditività, non un tentativo fatto da Tesla per rafforzare il suo bilancio:

“Sulla base delle informazioni disponibili, consideriamo la mossa come un ulteriore passo verso un miglioramento della redditività piuttosto che un azione dettata dalla necessità di rafforzare il bilancio. Sostenere che un’azione simile sia vitale per le finanze e il futuro di Tesla è esagerato”.

Al momento della scrittura, le azioni della società di Musk stanno scambiando con un ribasso del 2% circa a quota 300 dollari, e sono reduci da un -2,21% nell’ultima settimana e un -12,37% nell’ultimo mese.

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