Perché le case automobilistiche abbandonano Android Auto

Andrea Fabbri

2 Gennaio 2026 - 06:43

Cresce il numero di produttori che decide di abbandonare Android Auto e Apple CarPlay. Ecco perché sta succedendo e da cosa verranno sostituiti

Perché le case automobilistiche abbandonano Android Auto

Una delle caratteristiche più importanti delle auto di moderna concezione è il sistema di infotainment.

Tutti i nuovi modelli sono regolarmente muniti di un display, più o meno grande, e sono progettati per interfacciarsi in pochi secondi con gli smartphone grazie ad app come Android Auto e Apple CarPlay.

Nel corso degli anni queste due app sono state costantemente aggiornate e migliorate, ma sta crescendo il numero di produttori che decide di abbandonarle in favore di nuovi sistemi. Scopriamo perché sta succedendo e come verranno sostituite le app per auto che stiamo usando in questo momento.

La storia di Android Auto

Android Auto ha fatto il suo esordio nel 2014 ed è stato sviluppato da Google con l’idea di “portare” le funzionalità dello smartphone in macchina rendendo la guida più sicura e confortevole.

I comandi vocali permettono infatti di gestire navigazione, musica, messaggi e chiamate senza staccare mai le mani dal volante e lo sguardo dalla strada. Proprio per questo motivo il sistema supporta solo app selezionate e rispettose delle rigide linee guida stabilite da Google in materia di sicurezza e design.

Android Auto, infine, è diverso dal sistema operativo Android Automotive. Il primo è l’app che conosciamo che collega lo smartphone all’auto. Il secondo è un sistema installato direttamente nel veicolo e oggi è presente in diversi modelli Volvo, Renault e Polestar.

Entrambi, però, sembrano essere destinati ad avere vita breve e a sparire dalle auto che arriveranno nei concessionari nei prossimi anni.

Perché le case automobilistiche stanno abbandonando Android Auto

La ragione principali per cui molti produttori stanno abbandonando Android Auto (e spesso anche Apple CarPlay), è il poco controllo sui dati dell’utente.

Android Auto utilizza la connessione dello smartphone e i dati che arrivano alla macchina sono “filtrati” dal dispositivo e dal sistema operativo. Sostituendolo con sistemi proprietari, invece, le case automobilistiche avranno la possibilità di monitorare in ogni dettaglio l’utilizzo delle loro app e di generare ulteriori ricavi creando programmi e pacchetti a pagamento.

Chi ha già iniziato a sostituire Android Auto

La “fuga” da Android Auto è già iniziata. General Motors ha recentemente annunciato che sostituirà le app attuali con il proprio sistema basato sull’intelligenza artificiale Gemini. Ed è già partita con la rimozione delle “vecchie” dai suoi veicoli elettrici.

Altri grandi nomi come Ford stanno seguendo la stessa strada, mentre qualche casa automobilistica tenta un approccio più soft affiancando ad Android Auto il proprio sistema.

Alcuni produttori come Tesla e Rivian, invece, non hanno mai supportato i due sistemi più utilizzati (anche se qualche passo indietro dell’azienda di Elon Musk c’è stato) e puntando fin da subito sui propri programmi hanno mostrato grande lungimiranza.

I sostenitori di questo nuovo approccio sostengono che alcune importanti funzioni come il tachimetro e l’indicatore di autonomia residua avranno una migliore integrazione con i sistemi proprietari e che la sicurezza dei guidatori è destinata a migliorare.

È ancora presto per dire addio alle connessioni che conosciamo, ma la strada sembra ormai tracciata e chi riuscirà a sviluppare più velocemente le proprie app otterrà un notevole vantaggio economico e competitivo.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.