Tesla costretta a tagliare i prezzi di listino delle sue auto elettriche. Cosa prevede la nuova strategia anti-concorrenza cinese di Elon Musk?
Quando si parla di Elon Musk, l’immagine che molti hanno in mente è quella di un genio visionario, capace di sfidare le convenzioni e riscrivere le regole. Anche quelle dell’industria automobilistica, con la sua Tesla. Ma dietro gli slogan che urlano “rivoluzione elettrica” e i robotaxi del futuro, la realtà aziendale del marchio fondato da Musk sta restituendo dei segnali preoccupanti.
Quello che fino a poco tempo fa appariva come un percorso inarrestabile verso la leadership dell’elettrico a livello mondiale oggi mostra delle crepe che obbligano la società a mosse difficili, tra cui un ridimensionamento dei prezzi delle auto che molti analisti interpretano come un segnale di una difficoltà strutturale profonda.
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Tesla annuncia il taglio dei prezzi delle sue auto
La notizia più recente che ha scosso i mercati è l’annuncio di un taglio dei prezzi su alcuni dei modelli più popolari di Tesla. Il gruppo ha infatti introdotto varianti più economiche del Cybertruck, con il prezzo base ora fissato a circa $59.990 per la versione dual-motor e ha ridotto da $114.990 a $99.990 il costo del top di gamma Cyberbeast, eliminando alcuni optional come la guida completamente autonoma e l’accesso gratuito alla rete di Supercharger. Tutto parte della strategia per stimolare la domanda. Una decisione che fa parte di una razionalizzazione più ampia dei listini 2026, in cui è coinvolta anche la nuova Model Y all-wheel-drive, proposta ora a circa $41.990, in risposta a un mercato dell’elettrico sempre più “affollato” e sensibile al prezzo.
L’ennesimo sforzo di abbassare i prezzi, specie di modelli appena usciti o di fascia alta, non è un caso isolato. La domanda di auto elettriche negli Stati Uniti, ad esempio è in discesa, con i dati più recenti che indicano come le vendite interne di Tesla siano diminuite di circa il 17% nel solo gennaio 2026 rispetto all’anno precedente. È il quarto mese consecutivo di contrazione della domanda.
Cosa c’è dietro il calo della domanda di auto elettriche?
Dietro questa flessione si celano diverse cause. La concorrenza internazionale si è fatta più agguerrita, con i produttori cinesi come BYD che hanno superato Tesla nei ricavi e nelle consegne grazie alla loro offerta veicoli elettrici a prezzi spesso più contenuti rispetto ai modelli americani.
Questa pressione competitiva, unita alla stagnazione delle vendite in mercati chiave come l’Europa, ha eroso la quota di mercato del marchio di Musk, complicando così la capacità di Tesla di mantenere prezzi alti senza sacrificare volumi.
In Europa, le immatricolazioni di veicoli elettrici Tesla sono calate drasticamente, segnando un -49% nei primi mesi del 2025 rispetto all’anno precedente. Una contrazione avvenuta nonostante l’aumento complessivo della domanda di auto elettriche, il che suggerisce come Tesla stia perdendo terreno non solo a causa della concorrenza tecnologica ma anche per fattori reputazionali legati al suo CEO.
A peggiorare la situazione, Tesla ha dovuto confrontarsi con le aspettative di mercato difficili da sostenere. Negli ultimi trimestri la società ha registrato ricavi inferiori alle stime degli analisti e Musk stesso ha avvertito gli investitori che la casa automobilistica potrebbe affrontare “diversi trimestri difficili” prima di tornare a crescere. Ma da dove arriva questa pressione? In parte dai costi di produzione, che erodono i margini. Le riduzioni del prezzo di listino senza una crescita della domanda corrispondente finiscono per comprimere i profitti unitari.
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