Come rivelato ieri, Tesla sta procedendo al ritiro di oltre 30mila delle sue vetture commercializzate in Cina. Più precisamente, sembrerebbero addirittura 48.442 i veicoli elettrici Model S e Model X ritirati, prodotti negli Stati Uniti e venduti a clienti sul mercato cinese.

I motivi rientrano nei già citati e criticatissimi difetti alle sospensioni anteriori e posteriori delle auto. È stata la China State Administration for Market Regulation ad annunciare il ritiro appena 48 ore fa, innescando uno scivolone in Borsa di Tesla ben oltre il 2%.

Nelle ultime ore la NHTSA - National Highway Traffic Safety Administration - ha annunciato che la situazione resta in “continuo monitoraggio”, precisando però che nessuna segnalazione simile ha riguardato il mercato USA.

Secondo la testata di settore cinese Gasgoo, la decisione riguarda 29.193 tra Model S e Model X, tutti veicoli importati e prodotti tra il 17 settembre 2013 e il 16 agosto 2017.

Poi ci sono 19.249 Model S, auto queste importate e prodotte tra il 17 settembre 2013 e 15 ottobre 2018. Le vetture sono state prodotte presso lo stabilimento Tesla di Fremont, in California.

NHTSA: situazione in “continuo monitoraggio”

L’autorità per la sicurezza dei veicoli degli Stati Uniti - la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) - non ha ancora annunciato la necessità di un ritiro anche negli Stati Uniti.

Per il momento l’agenzia cinese ha chiesto alla compagnia di Elon Musk di “sostituire i leveraggi posteriori delle sospensioni anteriori di sinistra e destra e i leveraggi superiori delle sospensioni posteriori di sinistra e destra”. Questo per tutte le auto che rientrano nella misura di ritiro e senza alcun costo per i proprietari.

Già nel 2016 il CEO Musk si era difeso da denunce simili di sospensioni potenzialmente pericolose o difettose nella Model S negli Stati Uniti. Allora dichiarò che la NHTSA non aveva riscontrato nessun problema di sicurezza e non aveva bisogno di ulteriori dati.

Ipotizzò inoltre che tutta la vicenda fosse stata costruita a tavolino. Ora però la situazione sembra tutt’altro che fumosa, tanto da creare non pochi problemi interni alla compagnia.

La NHTSA intanto ha riferito alla CNBC di non aver ricevuto reclami significativi relativi a questi problemi negli Stati Uniti:

“L’agenzia resta in continuo contatto con Tesla e sta monitorando da vicino la situazione; non esiterà a prendere provvedimenti per proteggere i conducenti da rischi di sicurezza. Se qualunque proprietario pensa che il proprio veicolo possa avere un difetto che non rientra nei procedimenti di ritiro già in corso, deve contattare immediatamente l’NHTSA”.

In Cina questa è la quarta segnalazione di problemi che riguardano autovetture Tesla esportate dagli Stati Uniti. Le precedenti erano relative a difetti degli airbag e a correzione e prevenzione per problemi allo sterzo.