Jannik Sinner numero 1 del tennis è una frase che ancora per molto dovrà lasciare un senso di dolce meraviglia quando la si pronuncia. Non per questo però bisogna pensare che un risultato sportivo così prestigioso sia stato raggiunto solo per caso o solo per una serie irripetibile di allineamenti. Alle spalle ci sono talento, ossessione per i risultati e il miglioramento costante e un team di lavoro che, seppur cambiato negli anni, ha contribuito alla crescita e all’affermazione di Sinner nel tennis mondiale.
Non è però questa l’unica soddisfazione del tennis italiano nell’ultimo periodo. La Coppa Davis, le Atp Finals a Torino, diversi giocatori di buon livello, se non ottimo, un torneo come gli Internazionali di Roma sempre più popolare e frequentato dai grandi nomi del tennis globale. Tutti elementi e risultati che arrivano anche grazie alla programmazione e agli investimenti che sono stati fatti a vari livelli e su vari settori per cercare di riportare il tennis italiano a una dimensione di riconoscibilità internazionale.
Scuole tennis affollate, ecco «l’effetto Sinner»
Non è raro sentire bambini e bambine dire «voglio essere come Sinner», in un effetto emulativo che riempie le scuole di formazione di tennis del nostro Paese e restituisce con grande concretezza il lavoro fatto in questi anni dalla Federazione: nelle scuole tennis si registra un incremento del 20% degli iscritti, con picchi del 25% in alcune regioni, in una nuova mania che passa dalle racchette impugnate a tutte le età da Nord a Sud.
Tra i progetti per avvicinare i più giovani al tennis vale la pena ricordare quello denominato «Racchette in classe», attivo dal 2014. L’edizione 2024 del progetto della Federazione Italiana Tennis e Padel, in collaborazione con quella del Tennistavolo, sarà esteso anche alle scuole secondarie, di primo e secondo grado. Un’occasione sia per avvicinare alla racchetta un numero ancora maggiore di studenti, sia per reclutare – anche grazie a delle borse di studio – i giovanissimi più portati. Investimento complessivo da 8 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto all’anno precedente, altro sintomo di un progetto che funziona e che si vuole continuare ad alimentare.
Giro d’affari record e un fondo per nuovi impianti
Come spesso succede sono i numeri a restituire con la maggiore velocità ed efficacia il senso di una crescita espansiva di qualunque tipo. E il tennis non fa eccezione. Negli ultimi 20 anni infatti, fino al 2023, il valore della produzione è passato da 17 milioni a una cifra ben più robusta da ben 170 milioni di euro. I tesserati nello stesso periodo di tempo sono saliti da 140mila a oltre 600mila (comprendendo anche quelli di padel, con la federazione del tennis italiano che ha inglobato al suo interno anche quella del padel appunto). Cifre che raccontano di un movimento che sta vivendo una fase espansiva, anche grazie ai risultati sportivi che si ottengono ai massimi livelli, in grado di portare maggiore visibilità, interesse e curiosità nell’avvicinarsi al tennis.
Internazionali d’Italia a Roma e Atp Finals a Torino sono poi le due gemme più luminose che portano il tennis mondiale nel nostro Paese: per il primo i ricavi sono passati da 1,6 a 21,5 nel giro di vent’anni, con un aumento pari al 1.250%, mentre per le Atp Finals di Torino il giro d’affari nel 2023 è aumentato a 70 milioni di euro. Inoltre il torneo ospitato al Pala Alpitour di Torino ha avuto un impatto economico anche sul territorio quantificabile in una somma superiore ai 230 milioni di euro, con un extra gettito per lo Stato, compreso nei 230 milioni, superiore ai 50 milioni di euro. Gli utili degli Internazionali d’Italia invece, come raccontato dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi al Sole 24 Ore*, hanno permesso la creazione di un fondo di 30 milioni di euro che agirà da leva finanziaria stimolando gli investimenti dei privati per realizzare qualche migliaio di nuovi campi. Per un Paese che oltre a sognare di gonfiare una rete tirando calci a un pallone a ricominciato anche a sognare di scendere a rete, o chiudere con un grande passante un punto decisivo in una prova del Grande Slam.