Tasse, come calcolare quante detrazioni spettano nel 2026

Patrizia Del Pidio

27 Marzo 2026 - 08:33

Quante detrazioni spettano nel 2026? Per il primo anno sulla dichiarazione dei redditi opera la doppia sforbiciata prevista dalla Legge di Bilancio dello scorso anno.

Tasse, come calcolare quante detrazioni spettano nel 2026

Come si calcolano le detrazioni spettanti nella dichiarazione dei redditi 2026 sulle spese effettuate nel 2025? Lo scorso anno la Legge di Bilancio ha introdotto un taglio delle detrazioni previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per chi ha redditi superiori a 75.000 euro che tiene conto del quoziente familiare. Si tratta di una doppia sforbiciata in base ai redditi e al numero di figli a carico.

La novità, entrata in vigore dal 1° gennaio 2025 sortisce i suoi effetti per la prima volta nella dichiarazione dei redditi 2026 incidendo oltre che sulle spese detraibili minori, anche sui bonus edilizi. Proprio per questo motivo, la novità potrebbe avere una conseguenza importante sui conteggi per l’agevolazione fiscale spettante nel modello 730 o nel modello Redditi. Per individuare gli oneri complessivi e le spese detraibili con cui ridurre l’imposta da versare per l’anno di imposta 2025 si deve procedere a un calcolo preciso che permette di capire anche se parte del beneficio fiscale spettante potrebbe andare perduto.

Come cambiano le detrazioni nel 2026

Per le imposte da versare nel 2026, per l’anno di imposta 2025, si deve tenere conto della novità che ha investito le detrazioni a partire dall’inizio dello scorso anno. Per chi ha redditi superiori a 75.000 euro, infatti, è previsto un tetto massimo alle spese detraibili di 14.000 euro, ma solo in presenza di almeno tre figli a carico. Il tetto si riduce in presenza di meno figli. Per chi ha un reddito oltre i 100.000 euro, invece, il tetto massimo alle spese a cui applicare le detrazioni è fissato a 8.000 euro, ma solo in presenza di tre figli a carico.

Nella seguente tabella vediamo le spese massime detraibili in base a reddito e figli:

FASCE DI REDDITO SENZA FIGLI CON 1 FIGLIO CON 2 FIGLI CON PIU’ DI DUE FIGLI
fino a 75.000 senza limiti senza limiti senza limiti senza limiti
da 75.001 a 100.000 euro 7.000 euro 9.800 euro 11.900 euro 14.000 euro
da 100.001 a 120.000 euro 4.000 euro 5.600 euro 6.800 euro 8.000 euro

Incrociando reddito e numero di figli si può sapere in modo abbastanza semplice il tetto massimo di spesa che è possibile portare in detrazione sull’Irpef da versare nella dichiarazione dei redditi di quest’anno. Restano escluse da questo meccanismo soltanto le spese sanitarie, le somme investite nelle start-up innovative, le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.

Con riferimento alle spese detraibili in più annualità, ai fini del computo dell’ammontare complessivo degli oneri e delle spese che è possibile portare in detrazione, rilevano solo le rate di spesa riferite a ciascun anno. Se, per esempio, nel 2025 si sono sostenute spese di manutenzione straordinaria per 20.000 euro, detraibili in 10 anni, nel calcolo della spesa detraibile va considerata solo la quota relativa all’anno in corso, pari a 2.000 euro (che con una detrazione al 50% danno luogo a uno sconto di imposta di 1.000 euro).

Va ricordato che il limite si applica solo alle rate di spese sostenute dal 1° gennaio 2025. Le rate residue di lavori iniziati e pagati nel 2023 o 2024 «saltano» il blocco del tetto massimo.

Le regole per il calcolo

I chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate spiegano che:

  • il contribuente può scegliere quali spese sostenute conteggiare ai fini della detrazione (conviene scegliere le spese che danno diritto a una detrazione con aliquota più alta, come ad esempio quelle per l’edilizia che arrivano fino al 50%);
  • per stabilire le soglie reddituali si tiene conto anche di redditi assoggettati a regimi sostitutivi (cedolare secca e forfettario, ad esempio);
  • sono escluse, in ogni caso, dal calcolo del plafond le rate residue di spese detraibili per bonus edilizi pagate fino al 31 dicembre 2024;
  • il numero di figli da tenere in considerazione è riferito a quelli a carico nell’anno in cui la spesa si porta in detrazione (per le spese che si portano in detrazione sui redditi del 2025, quindi, si deve tenere conto dei figli a carico nel 2025 ed escludere eventuali figli nati nel 2026).

Poiché il tetto riguarda la spesa massima detraibile e non lo sconto finale, il contribuente deve dare priorità alle spese con aliquota più alta (es. 50% delle ristrutturazioni rispetto al 19% delle spese veterinarie) per non sprecare il plafond.

Riassumendo, quindi, la detrazione spetta per intero, anche se si supera il limite, per:

  • le spese sanitarie;
  • le eventuali rate di spese detraibili per bonus edilizi pagate entro il 31 dicembre 2024;
  • per gli interessi passivi dei mutui concessi entro il 31 dicembre 2024;
  • le somme investite nelle start-up innovative;
  • le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.

Escludendo queste spese, la cui detrazione è riconosciuta per intero, per le altre tipologie di spesa sarà applicato il limite previsto in base al reddito e al numero dei figli a carico.

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