Tassa Airbnb: cedolare secca locazioni brevi anche ai b&b dal 1° giugno 2017

icon calendar icon person
Tassa Airbnb: cedolare secca locazioni brevi anche ai b&b dal 1° giugno 2017

Cedolare secca locazioni brevi 2017, la norma Airbnb potrebbe essere estesa anche ai contribuenti senza partita Iva che effettuano attività di b&b. Ecco le novità della Manovra 2017.

Tassa Airbnb operativa a partire dal 1° giugno 2017: la cedolare secca sulle locazioni brevi entrerà in vigore tra pochi giorni e in fase di discussione e conversione della Manovra 2017 spunta la richiesta di estensione anche a chi effettua attività di b&b.

Con la cedolare secca sulle locazioni brevi 2017 saranno obbligati al pagamento dell’imposta forfettaria del 21% anche coloro che effettuano attività di intermediazione immobiliare, tra cui la piattaforma online Airbnb.

La norma Airbnb avrà, inoltre, operatività immediata: sarà obbligatoria la tassazione delle locazioni brevi anche per le piattaforme online a partire dal 1° giugno 2017 e anche qualora l’Agenzia delle Entrate non dovesse emanare una circolare attuativa con le istruzioni operative.

La proposta dell’Agenzia delle Entrate che potrebbe essere inserita con emendamento alla Manovra 2017 è che ad essere interessati dalla nuova tassazione a cedolare secca delle locazioni brevi 2017 siano anche coloro che effettuano attività di b&b e che non risultano titolari di partita Iva; in sostanza, secondo la Orlandi la norma Airbnb dovrebbe essere estesa anche a chi effettua locazione di alloggi e erogazione di servizi accessori a carattere occasionale.

Ecco tutte le novità e come funziona la tassa Airbnb con tassazione a cedolare secca delle locazioni brevi a partire dal 1° giugno 2017.

Tassa Airbnb: cedolare secca locazioni brevi anche ai b&b dal 1 giugno 2017

La cedolare secca sulle locazioni brevi potrebbe essere estesa anche a coloro che effettuano attività di b&b in forma occasionale, ovvero dai contribuenti che non sono titolari di partita Iva.

Si tratta di una delle maggiori novità alla norma Airbnb che potrebbe essere approvata con la conversione della Manovra 2017 e a proporla è stata la stessa Rossella Orlandi per conto dell’Agenzia delle Entrate in audizione presso le Commissioni Bilancio.

Non si tratta tuttavia dell’unica novità: la tassa sugli affitti brevi, con l’applicazione della cedolare secca a decorrere dal 1° giugno 2017 non necessita dell’emanazione delle disposizioni attuative da parte dell’Agenzia delle Entrate ed avrà dunque operatività immediata.

Quello che è attualmente necessario è che con la Manovra 2017 vengano chiariti quali sono i soggetti nei confronti dei quali si applicano le nuove disposizioni introdotte con il DL 50/2017 e che mirano a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale sugli affitti di breve durate.

Ad essere sotto osservazione, con il compito di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, sono le piattaforme web come Airbnb, ovvero quei portali che effettuano attività di intermediazione immobiliare online e che dovranno applicare la cedolare secca sugli affitti a locazione breve con ritenuta alla fonte del 21% sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi percepiti all’accredito.

Cerchiamo di capire, in attesa di novità alla Manovra 2017, come funziona la cedolare secca sulle locazioni brevi e cosa prevede la nuova tassa Airbnb in vigore a partire dal prossimo mese di giugno 2017.

Tassa Airbnb: cedolare secca locazioni brevi 2017: come funziona?

La tassa Airbnb si applicherà a tutti i contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017 e prevede la possibilità di applicazione della cedolare secca sugli affitti a locazione breve con aliquota del 21 per cento, ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 3 del Decreto Legislativo 23/2011.

Come previsto al comma 1 dall’art. 4 del Decreto Legge 50/2017, per locazioni brevi si intende:

“i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e pulizia locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online”

La Manovra 2017 ha introdotto ufficialmente quella che da molti è conosciuta come norma Airbnb, ovvero la ritenuta a titolo d’imposta del 21 per cento sui canoni e sui corrispettivi percepiti all’accredito della somma nei confronti dei soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare.

La novità introdotta dal DL 50/2017 si applica, a partire dal 1° giugno 2017, anche alle attività di intermediazione online (come appunto Airbnb), ovvero a tutti quei servizi che mettono in contatto privati cittadini per locazioni di breve durata e prevede inoltre l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei contratti di locazione stipulati.

Tali soggetti sono, ai sensi del comma 5, articolo 4 del DL 50/2017, obbligati ad applicare una ritenuta alla fonte del 21 % in qualità di sostituti d’imposta sui canoni d’affitto e sui proventi connessi alla locazione di breve durata in applicazione del regime della cedolare secca.

Se non viene applicato il regime della cedolare secca sugli affitti, la ritenuta è da considerarsi come acconto di imposta dovuta dal contribuente in relazione all’immobile locato. L’Agenzia delle Entrate dovrà, entro 60 giorni, disporre relativi codice tributo per il versamento della ritenuta d’acconto con modello F24.

Oltre all’applicazione della ritenuta d’acconto alla fonte, gli intermediari abilitati tra cui tutti i gestori di portali online come Airbnb dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate la stipula di ogni contratto di locazione di breve durata. La mancata comunicazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa di importo che va dai 250 euro ai 2.000 euro, così come previsto dalla disciplina normativa dei contratti di locazione.

Restano ancora da chiarire quali saranno effettivamente i soggetti nei confronti dei quali si applicherà la nuova tassa Airbnb sulle locazioni brevi; novità dovrebbero arrivare la prossima settimana, quando saranno votati i primi emendamenti alla Manovra 2017.

Chiudi [X]