;

Tari gonfiata: il caos dei Comuni si allarga anche alle imprese

icon calendar icon person
Tari gonfiata: il caos dei Comuni si allarga anche alle imprese

Tari: rimborsi non soltanto per i cittadini ma anche per le imprese. Sarebbe pronto il decreto relativo all’applicazione della tassa sui rifiuti assimilati ma, ad oggi, restano le criticità.

Tari, è caos non soltanto per i cittadini ma anche per le imprese.

La moltiplicazione della tassa sui rifiuti da parte di alcuni Comuni, che hanno applicato la quota variabile anche a garage e cantine, continua ad agitare gli animi.

Le associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons, hanno infatti deciso di presentare degli esposti alle Procure della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Ci sono alcuni Comuni, tra cui quello di Milano, che hanno deciso di aprire ai rimborsi dopo l’interrogazione parlamentare sollevata da Giuseppe Abbate per discutere dell’errato calcolo della quota variabile della Tari.

Il sindaco Giuseppe Sala ha dichiarato che “l’errore c’è stato ma che comunque il costo dello smaltimento dei rifiuti va coperto”.

È stato quindi deciso, come sottolinea l’assessore al Bilancio Roberto Tasca, che nel comune milanese a partire dall’anno prossimo l’ammontare della quota variabile relativa ai box sarà corrisposta da chi non ne è in possesso.

Questo vuol dire che a causa dei regolamenti comunali sbagliati i contribuenti dovranno pagare un costo maggiore per il tributo sui rifiuti.

Intanto, come sottolineato dal Sole24Ore, il problema degli errori sul calcolo della Tari da parte dei Comuni è destinato ad allargarsi anche alle imprese.

Tari gonfiata: il problema si allarga alle imprese

La questione riguardante l’applicazione della quota variabile della Tari su magazzini e uffici riguarda anche le imprese.

Sono nati, infatti, diversi conflitti tra le aziende e gli amministratori locali proprio a causa delle delibere sulla tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Le imprese pagano un importo aggiuntivo per lo smaltimento dei rifiuti speciali e la Tari è invece dovuta solo per i rifiuti assimilati a quelli urbani.

Quello che le imprese da tempo denunciano è che le delibere dei Comuni prevedono spesso che tra i rifiuti assimilati vi siano anche quelli speciali: in questo modo la tassa sullo smaltimento dei rifiuti viene di fatto pagata ben due volte.

Tari per le imprese, pronto il decreto del Ministero

Per risolvere il problema sulla Tari per le imprese, il nuovo decreto approdato sul tavolo del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, vieta l’applicazione della tassa ai rifiuti nelle aree di produzione e nei magazzini delle aziende.

Il provvedimento prevede quindi il blocco del tributo sui rifiuti sui magazzini e sulle attività commerciali medio-grandi come le librerie con più di 400 metri quadrati di vendita, i negozi di abbigliamento, gli autosaloni, i supermercati che superano gli 800 metri quadrati, le farmacie e i tabacchi.

In questi casi è possibile, secondo il decreto, tassare solo i rifiuti di mense, uffici e locali con una serie di parametri rigidi.

Nonostante questo provvedimento risolverebbe il problema della Tari legato alle aziende, all’atto manca ancora la firma finale, che porterebbe di conseguenza anche all’attuazione della riforma del Codice dell’ambiente scritto nel 2006.

Iscriviti alla newsletter "Fisco" per ricevere le news su Tari

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Chiudi [X]