Tari, come pagare di meno nel 2026

Patrizia Del Pidio

10 Giugno 2026 - 08:27

Come si fa a pagare di meno la tassa sui rifiuti? Tra bonus Tari, che debutta nel 2026, ed esenzioni vediamo come rendere la tassa più leggera.

Tari, come pagare di meno nel 2026

Come ogni anno arriva puntuale la Tari 2026, la tassa sui rifiuti che quasi sempre riserva brutte sorprese. Quest’anno, ad esempio, la tariffa da versare al Comune è più alta per tutti perché a finanziare il bonus Tari (che entra in vigore per la prima volta a livello nazionale quest’anno) sono tutti i cittadini.

I contribuenti sono chiamati a versare la Tari in base ai calendari stabiliti dai singoli Comuni e in base alle aliquote stabilite dall’ente locale stesso. Quello che tutti non sanno, però, è che questa spesa può essere ridotta grazie a sconti previsti per requisiti oggettivi dell’immobile, per la situazione economica del nucleo familiare che lo abita o per chi adotta comportamenti virtuosi (come ad esempio il compostaggio domestico).

Come pagare meno la Tari? La tassa rifiuti deve essere pagata da tutti coloro che detengono a qualsiasi titolo un immobile. Il peso del pagamento grava sul proprietario, se vive nell’immobile o lo tiene sfitto, sull’inquilino qualora il contratto di locazione ha una durata superiore a 6 mesi, sull’usufruttuario o il comodatario. La Tari, quindi, grava sempre su colui che produce i rifiuti utilizzando l’immobile.

Essendo un tributo a livello locale, però, è il Comune in cui è ubicato l’immobile a stabilire regole per il versamento della Tari o eventuali riduzioni e sconti previsti in particolari casistiche. Ed è sempre quest’ultimo a definire in quante rate deve essere versata e la scadenza dei singoli pagamenti L’Importo della tassa è stabilito, nella maggior parte dei casi, sul numero di persone che vivono nell’immobile e sulla superficie dell’immobile.

In diverse realtà locali, nell’ultimo periodo, stanno prendendo piede altre modalità di determinazione della tassa sulla spazzatura che tengono conto anche della quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dal singolo utente.

Quello che va, in ogni caso, considerato è che la Tari serve a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani da cui, però, i Comuni non possono fare cassa: il gettito della Tari deve servire soltanto a coprire il costo del servizio e da essa non può derivare un guadagno per l’ente locale.

In questo articolo andremo a indagare tutte le modalità che permettono di pagare meno la tassa, a chi spettano le riduzioni e come fare per richiederle. Vediamo cosa prevede la normativa e come fare.

Come si calcola l’importo della Tari

A stabilire l’importo da versare per la Tari sono gli enti locali che determinano anche in quante rate la somma può essere versata, fermo restando che l’ultima rata a saldo debba essere pagata entro la fine dell’anno.

Oltre ai normali casi di esenzione che possiamo trovare riassunti in questo articolo, diversi Comuni sono propensi ad applicare delle riduzioni. Queste ultime possono essere sia facoltative che obbligatorie.

Per capire come si applicano queste riduzioni, bisogna partire dal comprendere come è calcolata la tassa sui rifiuti: essa tiene conto del costo del servizio, del numero dei componenti del nucleo familiare e della metratura dell’immobile;

In ogni caso ogni Comune adotta criteri differenti per il calcolo Tari, in alcuni casi si può dare maggiore importanza al numero di componenti del nucleo, in altri casi si prendono in considerazione la metratura della casa.

Quando la tassa ha tariffa puntuale?

La Tari, determinata come abbiamo sopra descritto, sicuramente non è una tassa equa poiché non tiene realmente conto del servizio di cui usufruisce ogni cittadino. Non si versa in base ai rifiuti prodotti e proprio per questo la Tari grava anche sulle seconde case disabitate e sulle case utilizzate solo per pochi mesi l’anno. Proprio in questi casi possono essere previste riduzioni che, però, in percentuale non consentono di pagare il giusto.

In alcuni Comuni Italiani, però, si sta procedendo al calcolo della Tari con tariffa puntuale, ovvero sui reali rifiuti indifferenziati prodotti dai cittadini.

Come pagare meno la Tari: le riduzioni obbligatorie

Come abbiamo detto le riduzione che possono essere operate sulla tassa rifiuti possono essere facoltative, a discrezione dell’ente locale, oppure obbligatorie.

Quelle obbligatorie si applicano quando:

  • nelle zone interessante il servizio di raccolta dei rifiuti non è stata effettuato e in questo caso è prevista una riduzione del 40% della tassa;
  • se il servizio della raccolta rifiuti è stato interrotto o non è stato svolto per un determinato periodo (anche per scioperi) si ha diritto a una riduzione del 20% della tariffa;
  • il Comune può stabilire l’importo delle riduzioni quando chiede ai cittadini di effettuare la raccolta differenziata, ma la percentuale di riduzione dipende dall’ente locale;
  • nei casi di abitazioni da parte di non residenti titolari di pensione estera: in questo caso la riduzione può arrivare fino a due terzi della tariffa.

Come pagare meno la Tari: le riduzioni facoltative

Le riduzioni facoltative sono quelle a discrezione dei Comuni e sono gli enti locali a decidere se applicarle o meno. Non sono riduzioni definite quantitativamente dalla legge e sono riferite ai casi di:

  • abitazioni che si utilizzano in maniera discontinua, in modo limitato o stagionale;
  • abitazioni che hanno un solo residente;
  • fabbricati rurali a uso abitativo;
  • abitazioni i cui proprietari dimorano all’estero per più di sei mesi l’anno;
  • per locali non a uso abitativo che si utilizzano in modo ricorrente, ma non continuativo (come l’uso stagionale).

Come pagare meno la Tari se si ha un reddito basso

Per il 2026 si potrà contare sul bonus Tari che da quest’anno non è più soltanto a discrezione del Comune, visto che con la pubblicazione del Dpcm del 21 gennaio 2025 si sono stabiliti i criteri di attuazione del beneficio previsto dal decreto fiscale 2020 che fino alla scorso anno era applicato solo a livello locale.

Per i cittadini con Isee inferiore a 9.530 euro (che è innalzato a 20.000 euro per nuclei familiari con almeno 4 figli a carico) è previsto uno sconto del 25% sulla tassa.

Il decreto Legge 124 del 2019 che ha introdotto il bonus in questione, ha delegato all’Arera il compito di rendere l’accesso agevole per le famiglie aventi diritto prevedendo un meccanismo molto simile a quelle già visto nel bonus sociale.

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