TARI 2026 e Assegno di inclusione: è possibile usare la carta ADI per la tassa sui rifiuti? Ecco cosa si può pagare e quali sono i limiti.
Si può pagare la Tari 2026 con la carta dell’ADI? L’assegno di inclusione può essere usato, oltre che per pagare bollette di gas naturale ed energia elettrica, anche per pagare la tassa sui rifiuti? Questa è una domanda che si pone la maggior parte di coloro che ricevono il sussidio, soprattutto in questo periodo in cui si va incontro alla scadenza della prima rata della Tari, che per molti Comuni è fissata proprio in estate.
A fornire la risposta è lo stesso ministero del Lavoro nelle Faq aggiornate del sostegno al reddito. Per pagare la tassa sui rifiuti comunale è possibile utilizzare la carta dell’Assegno di inclusione senza nessun problema.
Nelle Faq del ministero del Lavoro sul beneficio, è stato precisato espressamente che la carta può essere utilizzata per il pagamento della Tari.
Faq Adi Tari
Ministero del Lavoro
Tra i chiarimenti forniti nelle FAQ, il dicastero precisa inoltre che l’Assegno di Inclusione può essere richiesto anche dalle persone ricoverate in RSA (per le spese a proprio carico) e che l’indennità da tirocinio sociale non rileva ai fini del limite di 3.000 euro annui di cumulabilità tra Assegno di Inclusione e altri redditi.
Ma come si effettua, all’atto pratico, il pagamento della Tari con la carta ADI?
Cos’è la Tari, a quanto ammonta e quando scade
La Tari è la tassa che si paga al Comune di residenza per la gestione dei rifiuti e serve a finanziare il costo che l’ente locale sostiene per la raccolta e lo smaltimento della spazzatura.
Qual è l’importo della Tari? Essendo una tassa a livello locale varia in base alla zona di residenza, ma generalmente è composta da una quota fissa e una variabile. Gli elementi che rientrano nel calcolo della Tari, generalmente, sono:
- la superficie dell’immobile;
- il periodo di riferimento;
- la composizione del nucleo familiare;
- la quota fissa che per le utenze domestiche solitamente si ottiene moltiplicando i metri quadri per la tariffa fissa deliberata dal Comune di residenza;
- la quota variabile è determinata dal Comune in base agli occupanti dell’immobile;
- la quota provinciale che solitamente ammonta al 5% dell’imponibile.
Quando scade la Tari? Anche in questo caso la risposta non è univoca, ma dipende dalle decisioni dell’ente locale. In alcuni casi sono previste 2 rate per il pagamento, in altri 3 e in altri ancora anche 4: la costante è che l’ultima rata deve cadere sempre dopo il 30 novembre.
Pagare la Tari con l’Assegno di inclusione, come si fa?
Come abbiamo detto la Tari, o in unica soluzione o a rate, può essere pagata anche con la carta dell’Assegno di inclusione. Come si fa? Per effettuare il pagamento in questo modo basta recarsi presso qualsiasi Prestatore di servizio di Pagamento tra i quali ricordiamo:
- uffici postali;
- banche;
- istituti di pagamento e di moneta elettronica;
- ricevitorie Sisal;
- ricevitorie autorizzate SuperEnalotto e Lottomatica;
- tabaccai;
- Bancomat.
Per eseguire il pagamento basterà scansionare il Qr code presso la ricevitoria e procedere al pagamento utilizzando la carta dell’Assegno di inclusione.
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Cosa non si può pagare con l’assegno di inclusione?
Sempre nelle Faq del Ministero sono riportate quelle che sono le spese che non possono essere pagate con la carta dell’Adi. Non si possono sostenere con la carta acquisti online, all’estero e tramite servizi di direct marketing, è inoltre vietato acquistare:
- giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
- sigarette, anche elettroniche, e derivati del fumo;
- giochi pirotecnici;
- prodotti alcolici;
- armi;
- materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
- servizi finanziari e creditizi;
- servizi di trasferimento di denaro;
- servizi assicurativi;
- articoli di gioielleria;
- articoli di pellicceria.
Sono infine vietati:
- gli acquisti presso gallerie d’arte e affini;
- gli acquisti in club privati;
- l’acquisto, il noleggio e il leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali.