Taglio minimo 100 euro e cedola 6,50% per 2 anni e poi variabile fino al 5% per altri 8

Stefano Vozza

22 Settembre 2025 - 06:55

Obbligazione corporate in euro di durata (e buona parte della cedola) variabile ma scadenza sicura entro settembre 2035

Taglio minimo 100 euro e cedola 6,50% per 2 anni e poi variabile fino al 5% per altri 8

Minimizzare rischio e tempo per massimizzare il ritorno è da sempre il piccolo, grande cruccio di ogni piccolo investitore. Vista con gli occhi dell’emittente di turno, invece, la vera sfida è di ricevere soldi a prestito cercando di pagare quanti meno interessi possibile.

La scoperta dell’acqua calda, verrebbe da dire, eppure non sempre si compiono scelte in linea con quelle che appaiono “evidenze eclatanti”. Prendiamo il caso di chi ha sottoscritto bond MEF a lungo termine a inizio decennio per essere “sicuri del capitale”. Bene, quei titoli sono spesso sotto cento (a volte anche di molto), hanno cedole risibili e nel frattempo sono arrivate altre obbligazioni a ritorni decisamente più allettanti. Tombola!

Un nuovo corporate bond senza rischio di cambio

Sapersi districare al meglio sui mercati finanziari non è cosa da poco o così semplice come possa apparire. Ogni strumento presenta pro e contro da riconoscere a priori per non doversi pentire poi. Analizziamo il neo bond Goldman Sachs (GS) con durata massima a 10 anni. Anticipiamo che ha un taglio minimo di 100 euro e cedola al 6,50% per 2 anni e poi variabile fino al 5% per altri 8. Procediamo con ordine.

Emittente e garante del prestito è la nota e prestigiosa banca d’affari USA “The Goldman Sachs Group, Inc., Delaware, USA”. Il rating attuale è pari ad A2 per Moody’s, ad A per Fitch e a BBB+ per S&P. L’ISIN identificativo sul MOT, segmento EuroMOT, è XS3033991608, e tecnicamente si tratta di titoli “Tasso Fisso e Variabile Inverso Callable in Euro”. Sono acquistabili online che allo sportello con taglio minimo di 100 € più spese di commissione bancaria. Tuttavia, al di sotto di certi importi minimi di ingresso l’investimento (su qualunque titolo, questo incluso) è a rendimento negativo sempre.

Cioè su controvalori piccoli il peso delle spese fisse eroderebbe i proventi maturati, che anzi risulterebbero insufficienti a coprire i costi.

Passiamo alle date chiave. Quella d’emissione è il 12/09/2025, quella massima e definitiva sarebbe il 12/09/2035. Tuttavia, a partire dal 2° anno e fino al 9° l’emittente potrebbe estinguerlo in anticipo a sua discrezione. Laddove il futuro costo di rifinanziamento risultasse più basso dei tassi pagati sui bond oggetto del lancio, Goldman Sachs non ci penserebbe tanto a effettuare lo switch.

La cedola fissa e variabile inversa del bond Goldman Sachs

La struttura dei payout è del tipo misto, cioè fisso iniziale e variabile inverso a seguire. Detta in numeri vale quanto segue:

  • 6,50% p.a. il 1° e 2° anno, fissi e sicuri, che equivale a un 4,81% netto annuo per un 9,62% complessivo netto nel biennio. Al riguardo la cedola è unica, annua, staccata ogni 12 di settembre fino al termine/data di call;
  • cedole variabili dal 3° anno in poi racchiuse nella forchetta del floor a 0,00% ed il cap del 5,00%. La cedola annuale variabile, in particolare, sarà calcolata così: 5,00% fisso meno il tasso di riferimento Euribor 3M in euro (oggi siamo in area 2,02%). Facciamo 5 ipotetici esempi immaginando il futuro Euribor 3M pari a –0,70%, 0,00%, 0,80%, 2,90% e 5,20%. Nei primi due scenari la cedola variabile di quell’anno sarebbe del 5,00% lordo (3,70% netto). Nei successivi tre, invece, pari rispettivamente a 4,20%, 2,10% e 0,00%, sempre annuo lordo.

Vista con gli occhi dell’investitore l’ideale sarebbe vedere l’Euribor 3M nullo da settembre 2027 fino al 2035 per assicurarsi incassi annui ricchi. Vista con gli occhi dell’emittente idem, perché così richiamerebbe il prestito subito e lo sostituirebbe con un altro a cedole dell’1-2% annuo lordo, per esempio.

Sperare nella call o sperare di arrivare al termine dell’investimento?

Anche in finanza è una lotta tra posizioni contrapposte sul chi deve accaparrarsi le risorse finanziarie sul campo. Detta brutalmente, chi deve guadagnarci di più, chi da (investitore) o chi prende in prestito (emittente)? Non esiste risposta univoca, tutto dipende da caso a caso. Tuttavia, di solito è l’emittente il soggetto con maggiore cultura e destrezza finanziaria, per cui è difficile che ci rimetta e/o che non trovi per lui vantaggioso l’affare concluso.

Riprendiamo il payout (nella parte variabile) del bond XS3033991608. Se in futuro l’Euribor 3M dovesse crollare, ecco servita la probabile call. Se invece dovesse restare alto a lungo, le cedole pagate sarebbero modeste e quindi GS lo terrebbe in vita perché altrimenti le sarebbe più caro indebitarsi ai futuri tassi di mercato. In termini calcistici, due a zero per il debitore. Solo una situazione di alti e bassi e/o estrema incertezza sul futuro Euribor rimetterebbe le cose in equilibrio tra le due parti contendenti. In simili, ipotetici scenari, come si comporterebbero emittente e investitore?

Taglio minimo 100 euro e cedola 6,50% per 2 anni e poi variabile fino al 5% per altri 8

Detto ciò, il titolo Goldman Sachs presenta cedole ricche i primi 2 anni, gode di buon rating e non presenta rischio cambio. La durata massima, ma è tutto da dimostrare, potrebbe non essere lunga in caso di richiamo anticipato. In tal modo l’investitore riavrebbe indietro il capitale da reimpiegare dopo essersi assicurati i tassi corposi dei primi 2 anni.

Quanto ai rischi, infine, occhio a quello di mercato, quello di liquidità e a quello di eventuale reinvestimento. Sul primo, in particolare, è probabile i corsi reggano bene alla prova mercato fino al 2027, dato il payout fissato in alto nei primi anni di vita del bond.