Cambiano gli importi dell’Assegno unico per figli a carico. Ecco la tabella con i valori aggiornati al 2026.
Con la circolare n. 7 del 2026 l’Inps ha ufficializzato i nuovi importi dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, pubblicando anche le tabelle aggiornate con i valori suddivisi per fascia Isee.
Ricordiamo che l’adeguamento scatta in base al tasso definitivo di rivalutazione accertato dall’Istat, pari all’1,4%, che incide tanto sugli importi mensili quanto sulle soglie Isee di riferimento. Di fatto, le famiglie vedranno un aumento già a partire da febbraio 2026, con il riconoscimento anche degli arretrati previsto con la mensilità di marzo.
Vediamo quindi di quanto cresce l’Assegno unico rispetto al 2025, quali sono i nuovi importi minimo e massimo in vigore dal 1° gennaio 2026 e come cambiano le singole maggiorazioni previste dalla normativa.
Una guida utile per orientarsi tra le novità, considerando che l’Assegno unico universale resta il principale sostegno economico alle famiglie, con somme che, soprattutto nei nuclei più numerosi, possono superare anche i 500 euro al mese.
Assegno unico, i nuovi limiti Isee da gennaio 2026
Come ogni anno, quindi, anche nel 2026 gli importi dell’Assegno unico e le soglie Isee utilizzate per il calcolo vengono adeguati al costo della vita, sulla base del tasso d’inflazione certificato dall’Istat per il 2025.
L’aggiornamento riguarda tutti i valori della misura: non soltanto gli importi base e le maggiorazioni, ma anche le soglie Isee che determinano la fascia di spettanza dell’assegno. Pur trattandosi di una prestazione “universale”, infatti, l’Assegno unico spetta a tutte le famiglie con figli, ma è proprio l’indicatore economico a stabilire quanto si incassa ogni mese.
Guardando al confronto con il 2025, cambia innanzitutto la soglia Isee per ottenere il massimo dell’importo. Lo scorso anno era fissata a 17.227,33 euro, mentre da gennaio 2026 sale a 17.468,51 euro.
Cresce anche il limite oltre il quale spetta soltanto la quota minima: nel 2025 la soglia era 45.939,56 euro, mentre con i nuovi valori ufficializzati dall’Inps passa a 46.582,71 euro.
Va detto che si tratta di aumenti contenuti, poco più di 240 euro nel primo caso e circa 640 euro nel secondo, ma comunque utili ad ampliare leggermente la platea di chi può beneficiare degli importi più alti e a mantenere il potere d’acquisto dell’assegno in un contesto di inflazione ormai stabilizzata.
Assegno unico, ecco come cambiano gli importi nel 2026
Una volta chiarite le nuove soglie Isee, si possono definire anche gli importi aggiornati dell’Assegno unico per il 2026.
Con la rivalutazione dell’1,4% certificata dall’Istat e recepita dall’Inps nella circolare di inizio anno, tutti i valori vengono ritoccati verso l’alto.
La quota base, che nel 2025 oscillava tra 201 euro e circa 59 euro, aumenta leggermente: da gennaio 2026 l’importo massimo sale a 203,80 euro, mentre quello minimo scende a 58,30 euro per chi supera la soglia Isee più alta.
La rivalutazione interessa anche le maggiorazioni riconosciute alle famiglie con esigenze specifiche. Per i figli con disabilità, ad esempio, gli importi mensili diventano:
- 122,30 euro per i non autosufficienti (da 120,60 euro)
- 110,60 euro per la disabilità grave (da 109,10 euro)
- 99,10 euro per la disabilità media (da 97,70 euro)
Stesso adeguamento per le altre voci:
- Figli successivi al secondo: da 97,70 a 99,10 euro
- Mamme under 21: da 23 a 23,30 euro
- Genitori entrambi lavoratori (secondo percettore): da 34,40 a 34,90 euro
Anche l’assegno destinato ai figli tra 18 e 20 anni cresce: si passa da un massimo di 97,70 euro a 99,10 euro, mentre il minimo sale a 29,10 euro.
A tal proposito, ecco una tabella che sintetizza i principali cambiamenti che intervengono dall’1 gennaio 2026 sull’importo dell’Assegno unico.
| Voce | Importo 2025 | Importo 2026 | Differenza |
|---|---|---|---|
| Soglia Isee per importo massimo | 17.227,33€ | 17.468,51€ | +241,18€ |
| Quota base massima | 201,00€ | 203,8€ | +2,80€ |
| Soglia Isee per importo minimo | 45.939,56€ | 46.582,71€ | +643,15€ |
| Quota base minima (Isee alto) | 57,50€ | 58,30€ | +0,80€ |
| Figli 18–20 anni – massimo | 97,70€ | 99,10€ | +1,40€ |
| Figli 18–20 anni – minimo | 28,70€ | 29,10€ | +0,40€ |
| Disabilità non autosufficiente | 120,60€ | 122,30€ | +1,70€ |
| Disabilità grave | 109,10€ | 110,60€ | +1,50€ |
| Disabilità media | 97,70€ | 99,10€ | +1,40€ |
| Figli successivi al secondo | 97,70€ | 99,10€ | +1,40€ |
| Mamma under 21 | 23,00€ | 23,30€ | +0,30€ |
| Genitori entrambi lavoratori | 34,40€ | 34,90€ | +0,50€ |
Quando arrivano gli aumenti e cosa fare per il rinnovo
Dal punto di vista operativo, le famiglie non devono presentare una nuova domanda per continuare a fruire dell’Assegno unico.
L’Inps ha infatti confermato anche per il 2026 il principio della continuità automatica: tutte le richieste di Assegno unico già in stato “accolta” restano valide negli anni successivi, salvo casi di decadenza, revoca, rinuncia o rigetto.
In pratica, chi sta già percependo l’Assegno continuerà a riceverlo senza interruzioni. L’unico obbligo è comunicare eventuali variazioni del nucleo familiare, come la nascita di un figlio, il compimento dei 18 anni o cambiamenti nella condizione lavorativa dei genitori.
Per quanto riguarda le tempistiche di pagamento, il calendario segue questo schema:
- Febbraio 2026: partono i nuovi importi rivalutati
- Marzo 2026: arrivano gli arretrati di gennaio
Attenzione poi all’Isee. Dal mese di marzo, in assenza di una Dsu aggiornata, l’Inps eroga automaticamente l’importo minimo, indipendentemente dal reddito reale.
Per ottenere la cifra corretta - ed evitare di perdere soldi - è quindi fondamentale richiedere al più presto l’Isee 2026. C’è comunque una finestra di recupero: presentando la Dsu entro il 30 giugno 2026, l’Istituto ricalcola quanto spettante e riconosce tutti gli arretrati da marzo.
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