Superbonus 110%, la proroga ci sarà. Tutte le novità in arrivo

Superbonus, il ministro Mise Patuanelli ha confermato che ecobonus e sismabonus al 110% saranno oggetti di proroga durante l’audizione alla Camera del 24 novembre 2020.

Superbonus 110%, la proroga ci sarà. Tutte le novità in arrivo

Superbonus, la proroga dell’agevolazione al 110% non fa parte della Legge di Bilancio 2021, ma ci sarà: lo ha confermato il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli durante l’audizione alla Camera del 24 novembre.

Le risorse per il 2021 sono già sta state stanziate, visto che la misura si riferisce alle spese dei lavori documentati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Per prorogare la misura saranno usate sia le risorse in bilancio sia quelle del Recovery Fund. La misura però, chiarisce il ministro Patuanelli, è nata come una “misura choc”, per rilanciare le costruzioni in crisi dal 2008. Di conseguenza potrebbe non diventare strutturale, ma senza dubbio farà parte delle agevolazioni fiscali per i prossimi anni.

A rendere particolarmente conveniente il superbonus è la scelta della modalità di fruizione: oltre alla possibilità di portare in detrazione in 5 anni anziché in 10, i contribuenti possono optare per la cessione del credito a terzi -banche comprese- o per lo sconto in fattura, qualora l’azienda sia d’accordo.

Il problema è che la normativa del superbonus è complessa, innanzitutto per tutti i documenti necessari, e bisogna considerare anche che i lavori dell’edilizia durano svariati mesi.

Superbonus 110%, la proroga ci sarà

Il superbonus 110% non fa parte delle agevolazioni per la casa prorogate dalla Legge di Bilancio 2021.

Il Documento programmatico di bilancio, che l’Italia invia all’Europa e che contiene le linee guida sulle decisioni economiche e finanziarie dei prossimi tre anni, stabilisce la proroga per:

“Favorire gli investimenti sul patrimonio edilizio, anche per aumentare la resilienza e sostenibilità e sostenere la ripresa del settore delle costruzioni.”

Documento programmatico di Bilancio 2021
Clicca qui per scaricare il file.

A essere prorogati, secondo il documento, ripreso poi dalla bozza della Legge di Bilancio 2021, sono:

Il grande assente tra i bonus casa quindi è il superbonus, ma attenzione: le risorse per il 2021 sono già state stanziate dal decreto Rilancio.

I 18 mesi che intercorrono tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 sono quindi coperti. Eppure, sia esponenti del MEF che le imprese spingono per una proroga di almeno tre anni del superbonus, quindi fino al 2024.

Durante l’audizione del 24 novembre alla Camera, il ministro Mise Patuanelli non lascia dubbi rispetto alla necessità di una proroga del superbonus:

“Ritengo che non sia pensabile che la misura si fermi al 31 dicembre del 2021, occorre valutarne la compenetrazione rispetto alle risorse del Recovery e individuare quelle parti di misura da finanziare con risorse proprie dello Stato.”

Il ministro Patuanelli ha reso noti anche i primi dati Enea disponibili (dal 27 ottobre è attivo il portale per le asseverazioni):

“In poco più di 20 giorni di monitoraggio dell’Enea sulle richieste per il superbonus 110%, sono 193 gli interventi presentati e autorizzati, con un’ammissione a detrazione di circa 14 milioni e 700 mila euro e con crediti per 16 milioni e 200 mila circa.”

I dati sono aggiornati al 18 novembre, quindi si tratta ancora di numeri “piccoli”.

La Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) ha fatto due proposte:

  • estendere la durata del superbonus almeno fino al 2024;
  • ampliare la portata dell’agevolazione a tutto il patrimonio immobiliare.

L’idea è quella di ampliare la misura anche agli edifici non residenziali, come capannoni, uffici, negozi, con un occhio di riguardo verso gli interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche (oltre la metà degli edifici nei centri storici, ad esempio, non ha l’ascensore).

Superbonus 110%, proroga con le risorse del Recovery Fund

Sia imprese del settore che esponenti del MEF, primo tra tutti il sottosegretario Alessio Villarosa, chiedono che il superbonus diventi strutturale, ovvero che entri a far parte in pianta stabile delle agevolazioni fiscali per la casa.

Un’altra strada sarebbe la proroga di almeno tre anni del superbonus, facendolo così arrivare al 2024. Le risorse, in questo caso, andrebbero cercate nel Recovery Fund: il “posto giusto” per la proroga quindi non è la Legge di Bilancio.

La proroga appare necessaria a tutti i soggetti coinvolti: la complessità della norma, rispetto non solo ai lavori trainanti e trainanti ma anche per tutti i documenti necessari, rendono il superbonus da un lato molto conveniente e dall’altro molto macchinoso.

Il punto focale quindi è la ripartizione delle risorse del Recovery Fund, che secondo quanto anticipato da Riccardo Fraccaro, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e “padre” del superbonus, dovrebbe avvenire entro fine anno.

Ma fino a quando ci sarà la proroga? Durante Telefisco, il convegno online organizzato dal Sole 24 Ore e tenutosi lo scorso 27 ottobre, il sottosegretario Fraccaro si è detto molto fiducioso, visto che la proroga dell’ecobonus vede compatto sia il Parlamento (che ha votato per un prolungamento fino al 2024) sia il Governo.

I vari Ministeri coinvolti (MEF, Mise, ma anche MIT), e lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si sono detti in favore di una proroga di almeno altri 3 anni. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico servirebbero 30 miliardi del Recovery Fund per prorogare la misura per un altro triennio.

Per una misura come il superbonus bisogna ragionare considerando la filiera, ovvero il beneficio non è solo di chi fa i lavori, ma riguarda tutti. Per questo è necessario ragionare in termini ampi di riqualificazione delle città nel rispetto dei piani urbani: una città riqualificata e abbellita sarà attrattiva e competitiva, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Il ministro dell’Economia Gualtieri ha detto di essere favorevole alla proroga, ma il MEF ha ritenuto che in questo momento, caratterizzato da grande incertezza sul futuro e sulle ripercussioni della pandemia, è più prudente non vincolare risorse nazionali per una proroga che può essere disposta all’arrivo dei fondi UE.

In alternativa, qualora questi non fossero disponibili in tempi rapidi, si potrebbe sempre varare una norma con anticipo rispetto alla scadenza prevista per la fine del 2021.

Un’altra necessità indiscussa, infine, è l’introduzione di un Testo Unico per il superbonus, come richiesto dai commercialisti.

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