Superbonus 110%, niente proroga in Legge di Bilancio. Tutte le novità in arrivo

Superbonus, per ora la proroga non si trova in Legge di Bilancio ma la certezza della proroga di ecobonus e sismabonus 110% arriverà in seguito alla ripartizione del Recovery Fund.

Superbonus 110%, niente proroga in Legge di Bilancio. Tutte le novità in arrivo

Superbonus, la proroga dell’agevolazione al 110% non c’è né nel Documento Programmatico di Bilancio né nella bozza della Legge di Bilancio 2021.

Le risorse per il 2021 sono già sta state stanziate, visto che la misura si riferisce alle spese dei lavori documentati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Eppure, il superbonus sarebbe dovuto diventare strutturale.

A rendere particolarmente conveniente il superbonus è la scelta della modalità di fruizione: oltre alla possibilità di portare in detrazione in 5 anni anziché in 10, i contribuenti possono optare per la cessione del credito a terzi -banche comprese- o per lo sconto in fattura, qualora l’azienda sia d’accordo.

Il problema è che la normativa del superbonus è complessa, innanzitutto per tutti i documenti necessari, e bisogna considerare anche che i lavori dell’edilizia durano svariati mesi. Senza una proroga che vada oltre il 2021 si rischia di tagliare le gambe alla misura.

Superbonus 110%, la proroga ci sarà? Tutte le novità in arrivo

Il superbonus 110% non fa parte delle agevolazioni per la casa prorogate dalla Legge di Bilancio 2021.

Il Documento programmatico di bilancio, che l’Italia invia all’Europa e che contiene le linee guida sulle decisioni economiche e finanziarie dei prossimi tre anni, stabilisce la proroga per:

“Favorire gli investimenti sul patrimonio edilizio, anche per aumentare la resilienza e sostenibilità e sostenere la ripresa del settore delle costruzioni.”

Documento programmatico di Bilancio 2021
Clicca qui per scaricare il file.

A essere prorogati, secondo il documento, sono:

Il grande assente tra i bonus casa quindi è il superbonus, ma attenzione: le risorse per il 2021 sono già state stanziate dal decreto Rilancio.

I 18 mesi che intercorrono tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 sono quindi coperti. Eppure, sia esponenti del MEF che le imprese spingono per una proroga di almeno tre anni del superbonus, quindi fino al 2024.

Superbonus 110%, proroga con le risorse del Recovery Fund

Sia imprese del settore che esponenti del MEF, primo tra tutti il sottosegretario Alessio Villarosa, chiedono che il superbonus diventi strutturale, ovvero che entri a far parte in pianta stabile delle agevolazioni fiscali per la casa.

Un’altra strada sarebbe la proroga di almeno tre anni del superbonus, facendolo così arrivare al 2024. Le risorse, in questo caso, andrebbero cercate nel Recovery Fund: il “posto giusto” per la proroga quindi non è la Legge di Bilancio.

La proroga appare necessaria a tutti i soggetti coinvolti: la complessità della norma, rispetto non solo ai lavori trainanti e trainanti ma anche per tutti i documenti necessari, rendono il superbonus da un lato molto conveniente e dall’altro molto macchinoso.

Il punto focale quindi è la ripartizione delle risorse del Recovery Fund, che secondo quanto anticipato da Riccardo Fraccaro, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e “padre” del superbonus, dovrebbe avvenire entro fine anno.

Ma fino a quando ci sarà la proroga? Durante Telefisco, il convegno online organizzato dal Sole 24 Ore e tenutosi lo scorso 27 ottobre, il sottosegretario Fraccaro si è detto molto fiducioso, visto che la proroga dell’ecobonus vede compatto sia il Parlamento (che ha votato per un prolungamento fino al 2024) sia il Governo.

I vari Ministeri coinvolti (MEF, Mise, ma anche MIT), e lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si sono detti in favore di una proroga di almeno altri 3 anni. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico servirebbero 30 miliardi del Recovery Fund per prorogare la misura per un altro triennio.

Per una misura come il superbonus bisogna ragionare considerando la filiera, ovvero il beneficio non è solo di chi fa i lavori, ma riguarda tutti. Per questo è necessario ragionare in termini ampi di riqualificazione delle città nel rispetto dei piani urbani: una città riqualificata e abbellita sarà attrattiva e competitiva, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Il ministro dell’Economia Gualtieri ha detto di essere favorevole alla proroga, ma il MEF ha ritenuto che in questo momento, caratterizzato da grande incertezza sul futuro e sulle ripercussioni della pandemia, è più prudente non vincolare risorse nazionali per una proroga che può essere disposta all’arrivo dei fondi UE.

In alternativa, qualora questi non fossero disponibili in tempi rapidi, si potrebbe sempre varare una norma con anticipo rispetto alla scadenza prevista per la fine del 2021.

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