Sul mercato azionario sta per scattare il segnale di vendita di BofA

Claudia Cervi

20 Maggio 2026 - 21:28

Bank of America vede avvicinarsi il “sell signal” che aveva anticipato anche la correzione del 10% di marzo. Cresce il rischio prese di profitto a Wall Street.

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Da mesi il mercato continua a salire quasi senza fermarsi. Wall Street ha raggiunto i massimi storici, i titoli legati all’intelligenza artificiale continuano a macinare rialzi e perfino le tensioni geopolitiche sembrano aver perso peso agli occhi degli investitori.

Anche i grandi fondi hanno aumentato rapidamente l’esposizione alle azioni: a maggio è salita dal 13% al 50%, sui livelli più alti dal gennaio 2022, mentre la liquidità nei portafogli è scesa vicino ai minimi storici.

Variazione mensile allocazione azioni maggio 2026 Variazione mensile allocazione azioni maggio 2026 Fonte BofA Global Research

Proprio in questa fase di euforia, Bank of America vede avvicinarsi un segnale che in passato ha spesso anticipato forti correzioni sui mercati azionari. E per alcuni strategist la fase più delicata potrebbe iniziare già a giugno.

Il segnale che preoccupa Bank of America

A preoccupare gli strategist di Bank of America è soprattutto lo sbilanciamento degli investitori sulle azioni. Quando succede, aumenta il rischio che una sola notizia negativa faccia partire prese di profitto improvvise.

Livello medio liquidità maggio 2026 Livello medio liquidità maggio 2026 Fonte BofA Global Research

È proprio questo il messaggio che arriva dal Bull & Bear Indicator della banca americana, salito a 7,8 e ormai vicino alla soglia che storicamente attiva il cosiddetto “segnale di vendita”. Si tratta di un indicatore contrarian molto seguito a Wall Street: quando supera quota 8 segnala che il sentiment è diventato eccessivamente ottimista. A gennaio aveva raggiunto quota 9,4. Di lì a poco il mercato ha perso circa il 10%.

Secondo Michael Hartnett e il team degli strategist di BofA, la “capitolazione rialzista” degli investitori sarebbe ormai vicina. In pratica, sempre più fondi stanno aumentando il rischio proprio mentre il mercato diventa più fragile.

Per questo diversi analisti temono che il mercato entri presto in una fase molto più volatile rispetto a quella vista finora.

Perché il rischio ora sono inflazione e Treasury USA

Il sondaggio di Bank of America rivela che solo il 4% degli investitori prevede oggi un hard landing, mentre quasi il 40% ritiene possibile uno scenario di “no landing”, cioè un’economia ancora troppo forte per rallentare davvero.

In effetti i risultati trimestrali migliori delle attese hanno sostenuto il rally e alimentato la convinzione che l’economia americana possa evitare una recessione.

Il paradosso è che proprio la solidità dell’economia americana potrebbe diventare un problema per Wall Street. Una crescita forte rischia infatti di mantenere alta l’inflazione e ridurre lo spazio per futuri tagli dei tassi da parte della Fed.

Per il 40% degli investitori, in crescita dal mese precedente, una seconda ondata inflazionistica rappresenta il principale rischio estremo per i mercati. E il timore si riflette soprattutto sui Treasury americani a lunga scadenza.

Il 62% degli investitori si aspetta un rendimento del 6% sul Treasury USA a 30 anni, contro appena il 20% che punta a un ritorno verso il 4%. Rendimenti obbligazionari più alti renderebbero molto più difficili da sostenere le valutazioni dei titoli AI, che hanno guidato gran parte del rally di Wall Street.

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Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.