Strategie di investimento sui bond sovrani tra cedole fisse e costanti e movimenti dei prezzi sul mercato secondario

Stefano Vozza

21 Maggio 2025 - 17:33

Strategie di investimento sui bond sovrani tra cedole fisse e costanti e movimenti dei prezzi sul mercato secondario

Strategie di investimento sui bond sovrani tra cedole fisse e costanti e movimenti dei prezzi sul mercato secondario

Meglio puntare su una ricca cedola o una corposa plusvalenza a scadenza e/o in corso d’opera sui titoli di Stato? Difficile rispondere, anche perché dipende dal mix di rischio-tempo-obiettivo che effettivamente s’intende perseguire. Da un lato c’è il cassettista poco incline a queste argomentazioni, mentre dall’altro il trader in bond fa del tempo il fulcro del suo operato.

Nel mezzo ecco l’investitore relativamente dinamico che al mix interessi-sicurezza non disegna a priori la possibilità di portare a casa un buon gain da capitale. Certo, questo presuppone la liquidazione dello strumento e la revisione delle strategie di partenza.

Ma se così fosse e, soprattutto, se anche questo fosse un fine perseguito, che male ci sarebbe?

Ad esempio oggi prezza 101 il BTP con cedola al 3,65% che è già andato sotto e sopra 100.

Il BTP con matricola ISIN IT0005631590

I mercati bene o male pullulano sempre di occasioni di investimento, per cui mai negarsi a priori la possibilità di ricomporre il portafoglio in corso d’opera. Certo, meglio essere sicuri che si tratti di un’occasione obiettiva più che di una propria, personale interpretazione. Di fondo l’importante è che vi siano strategie chiare, alta consapevolezza di quel si va facendo e obiettivi precisi di breve, medio e lungo termine.

Tra i BTP decennali di recente emissione consideriamo quello emesso il 15 gennaio scorso, al quale ha fatto seguito quello emesso il 29/04/’25 con ISIN IT0005648149. Invece la matricola di riconoscimento del BTP nato a gennaio, e analizzato in questa sede, è l’IT0005631590. Finora di esso si sono avute più tranche di debito in offerta dal Tesoro alle varie aste mensili.

La data scadenza è fissata per il 1° agosto del 2035, per una durata residua di circa 10,19 anni. La cedola annua lorda è del 3,65%, che scende al 3,2% circa (3,19375%) al netto dell’aliquota fiscale. Al tempo dell’articolo prezza quasi a 101 esatti, 100,98 centesimi per la precisione, +0,13% sulla chiusura di ieri (credito d’imposta: 0,12%).

A questi corsi c’è che il rendimento effettivo a scadenza è del 3,56% lordo e del 3,1% netto, mentre il payout lordo complessivo da qui a scadenza si aggira sul 36,5%.

Andamento dei prezzi di questo BTP dall’emissione ad oggi

La duration modificata del titolo è 8,23, un concetto che si comprende meglio se si da uno sguardo ai corsi del bond dall’emissione ad oggi. Consideriamo le 5 candele mensili formate dal bond da gennaio al 20 maggio:

  • gennaio: low a 98,14 e high a 100,79;
  • febbraio: low e high pari, rispettivamente, a 99,90 e 101,76. Quest’ultimo è stato il massimo assoluto finora segnato dall’obbligazione;
  • marzo: in questo caso il low del mese è stato anche il minimo assoluto fino ad oggi, pari a 96,96. Il massimo, invece, si è attestato a 101,26;
  • aprile: min-max rispettivamente pari a 97,64 e a 101,27;
  • maggio: la candela mensile è ancora in corso di formazione. ’apertura è stata a 100,80, il low a 99,84 e l’high a 101,22, mentre al momento prezza appunto 100,98.

Prezzo alla pari per il BTP a 10 anni al 3,65% che è già andato sotto e sopra 100

La massima escursione da un estremo a un altro è stata da 101,76 il 7 febbraio e 96,96 il 14 marzo. Da metà marzo al 24 aprile il titolo invece è risalito fino a un massimo relativo di 101,27.

A grandi linee, e in modo molto semplificato, ecco spiegato il concetto di duration, ossia la capacità dei corsi di muoversi su e giù anche in poco tempo. In questi mini archi temporali si possono cogliere occasioni di extra gain oltre alla parte di cedola nel frattempo maturata se i prezzi di buy e sell sono “azzeccati”. In caso contrario il rateo servirebbe a compensare parte della potenziale perdita patita dai corsi.

Si tratta di un’operatività non adatta a tutti (anzi!) che richiede elevata propensione al rischio e adeguata conoscenza dei mercati e delle macro dinamiche che li governano.