Stop ai bonus, no aggiornamento del catasto ma arriva la nuova Irpef: cosa vuole fare il governo sulla riforma del fisco

Stefano Rizzuti

24 Gennaio 2023 - 17:15

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La riforma fiscale è attesa tra circa un mese in Consiglio dei ministri: cosa vuole fare il governo sui bonus, sulla riforma del catasto e sulle aliquote Irpef.

Stop ai bonus, no aggiornamento del catasto ma arriva la nuova Irpef: cosa vuole fare il governo sulla riforma del fisco

La riforma fiscale è uno dei prossimi obiettivi del governo Meloni. La discussione sul tema è partita da settimane e il testo della legge delega verrà portato dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, sul tavolo del Consiglio dei ministri entro la fine di febbraio o l’inizio di marzo.

Gli interventi da mettere in campo si stanno man mano delineando e nelle ultime ore si è iniziato a parlare non solo della nuova Irpef (con tre aliquote), ma anche della riorganizzazione dei bonus attualmente esistenti e della riforma del catasto che, però, a quanto pare non ci sarà.

Tra gli obiettivi certi c’è la semplificazione del sistema di sanzioni, così come la razionalizzazione dei tributi. E, come detto, le tre aliquote per l’Irpef. Proprio Leo fa il punto della situazione in vista di una riforma che potrebbe cambiare completamente il fisco in Italia.

Riforma fiscale, quando arriva e cosa cambia

Il governo, spiega il viceministro, sicuramente punta a mantenere una parte dell’impostazione della delega già prevista dal governo Draghi. L’idea è di razionalizzazione il sistema, spiega ancora Leo parlando al forum dei commercialisti ed esperti contabili. Come già accennato nelle scorse settimane, la delega sarà strutturata in quattro parti; una generale, contenente i principi, poi una seconda sui tributi, una sui procedimenti e una sui materiali. Il testo dovrebbe approdare in Cdm tra fine febbraio e inizio marzo.

Cambiano i bonus? Il piano del governo

Tra i punti principali della riforma del fisco c’è sicuramente il riordino dei bonus. Sono 740, ricorda il sottosegretario alle Imprese, Massimo Bitonci, e comportano una spesa per lo Stato di 125 miliardi di euro. Tanto che Bitonci definisce la materia una “selva che va ripulita”.

Accanto alla partita dei bonus c’è una battaglia che Giorgia Meloni ha promesso di portar avanti sin dalla campagna elettorale, quella sul taglio del cuneo fiscale. L’obiettivo è raggiungere uno sgravio di cinque punti percentuali, ma difficilmente si potrà raggiungere questo obiettivo nel breve termine e, probabilmente, si punta a conseguirlo entro la fine della legislatura.

Riforma fiscale, si punta a Irpef a 3 aliquote

Il punto principale della riforma riguarderà l’Irpef. Leo spiega come l’intervento non si ridurrà a quello della delega attesa entro marzo, ma si estenderà a tutta la legislatura. Per il momento si vuole passare dall’attuale sistema a quattro aliquote a uno a tre aliquote. Per poi, progressivamente, “arrivare a un meccanismo sostanzialmente flat per tutte le categorie dei contribuenti”.

Vale a dire una flat tax per tutti e non solo per le partite Iva. È ancora presto, però, per avere certezze sui numeri, su cui il governo sta ancora ragionando. Cambiare le aliquote, secondo Leo, può andare di pari passo con una revisione dei meccanismi di tax expenditure. In più, assicura il viceministro, l’esecutivo vuole intervenire anche su altri tributi come Ires e Iva.

Riforma del catasto, no ad aggiornamento valori

Non sembra al momento urgente, invece, una discussione sulla riforma del catasto. Leo ritiene necessario fare chiarezza sul tema e lo fa ricordando che in molti paesi Ue non c’è stato alcun aggiornamento dei valori immobiliari. Secondo il viceministro dell’Economia i valori catastali italiani non necessitano di un aggiornamento in tempi brevi, risalendo l’ultimo aggiornamento alla fine degli anni Ottanta. Quindi per il momento il governo non dovrebbe intervenire sul tema.

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