Stipendio insegnanti dopo il rinnovo di contratto: tra aumenti e arretrati, cosa aspettarsi

Simone Micocci

12 Maggio 2022 - 19:28

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Insegnanti italiani tra i meno pagati in Europa anche dopo il rinnovo del contratto: secondo i sindacati gli aumenti non saranno adeguati alle richieste. Confermato lo sciopero del 30 maggio.

Stipendio insegnanti dopo il rinnovo di contratto: tra aumenti e arretrati, cosa aspettarsi

Oggi gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati in Europa e probabilmente la situazione non cambierà neppure con il rinnovo del contratto. Ne sono sicuri i sindacati, i quali hanno confermato lo sciopero della scuola in programma per il 30 maggio.

Dopo i comparti funzioni centrali, difesa e sicurezza, sta per arrivare la volta del rinnovo del contratto per la scuola. Il primo confronto tra l’Aran e i sindacati è in programma il 17 maggio, così da discutere dell’atto d’indirizzo appena emanato dal ministro della pubblica amministrazione.

Oggi lo stipendio netto di un insegnante della scuola secondaria (medie e superiori) è di circa 1.400 euro nei primi anni di carriera, per poi arrivare - grazie agli scatti d’anzianità - a sfiorare i 2.000 euro solo dopo aver superato i 35 anni di anzianità.

Una cifra che, dati alla mano, non è così conveniente. Come ci dice lo studio “education at glance 2020”, infatti, mediamente un docente europeo percepisce un reddito che è pari al 94% del reddito medio dei laureati dello stesso Paese. In Italia questa percentuale scende al 77%, a conferma che per un laureato intraprendere la carriera da insegnante potrebbe non essere così conveniente.

Chi sperava che questa situazione potesse essere risolta grazie al rinnovo del Ccnl scuola per il triennio 2019-2021, però, dovrà ricredersi, visto che gli stessi sindacati ritengono che gli aumenti di stipendio che potranno essere riconosciuti con il nuovo accordo non saranno adeguati a quella che è l’importanza del corpo docente nel sistema scolastico italiano.

Rinnovo del contratto: per la scuola 2 miliardi di euro

I sindacati non ci stanno e lamentano tutte le mancanze del Governo per come è stata gestita la situazione riferita al nuovo contratto scuola. Secondo fonti governative l’atto di indirizzo sarebbe adeguato in quanto per la scuola vengono stanziati 2 miliardi di euro, tuttavia le organizzazioni sindacali ci tengono a sottolineare che tale risultato è frutto degli stanziamenti di ben tre leggi di Bilancio (dal 2019 al 2021), senza dimenticare poi che riferiscono a un contratto scaduto da ben 3 anni e 5 mesi.

A questo si aggiunge quanto fatto dal Governo con l’approvazione del decreto legge 36/2022 - quello con cui vengono riviste le regole per il reclutamento docenti - con il quale si interviene, in maniera “pesante e scorretta” su materie come “salario e carriera” che sarebbero dovute essere di esclusiva competenza del contratto. Il tutto reso possibile grazie alle risorse reperite dal taglio dell’organico - visto che è attesa una riduzione di 10.000 unità nei prossimi tre anni - e della carta docenti.

Aumento di stipendio insegnanti: cosa aspettarsi?

I sindacati e l’Aran - l’agenzia che rappresenta la Pa nelle discussioni per il rinnovo del contratto - si incontreranno il 17 maggio prossimo per valutare l’atto di indirizzo e confrontarsi su come le risorse a disposizione potranno tramutarsi in un aumento di stipendio per il corpo docente.

Le parti sociali tuttavia non se la sentono di dare false speranze agli insegnanti in quanto le risorse a disposizione non permettono di riconoscere chissà che aumento di stipendio. Nel dettaglio, come spiegato da Ivana Barbacci - numero uno della Cisl Scuola - con le risorse stanziate si potrà al massimo riconoscere un incremento medio e lordo di 104 euro. “Medio”, il che significa che ci sarà chi prende di più e chi meno, con la forbice che dovrebbe attestarsi tra i 60 e i 130 euro di aumento (sempre lordo).

Il rischio, dunque, è che al netto ci sarà un incremento di appena 40 o 50 euro per alcuni, mentre in rari casi si arriverà alle tre cifre.

Per quanto riguarda gli arretrati, invece, si parla di un assegno di 2.500 euro una tantum, cifra che per il momento non è stata confermata da fonti ufficiali.

Per questo motivo, “nonostante l’atto di indirizzo sia stato finalmente inviato”, le parti sociali hanno deciso comunque di scendere in piazza il 30 maggio prossimo chiedendo che per il personale della scuola ci possa essere un aumento di stipendio più sostanzioso, se non adesso almeno con la prossima tornata contrattuale (per il triennio dunque 2022-2024).

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