Stipendi, cosa cambia con la vittoria di Meloni: che fine faranno gli aumenti in busta paga nel 2023?

Stefano Rizzuti

27 Settembre 2022 - 10:34

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Il nuovo governo, probabilmente guidato da Giorgia Meloni, confermerà il taglio del cuneo fiscale per il 2023? Ecco quali sono le intenzioni del centrodestra sull’aumento degli stipendi.

Stipendi, cosa cambia con la vittoria di Meloni: che fine faranno gli aumenti in busta paga nel 2023?

L’aumento degli stipendi scattato nel 2022 per milioni di italiani verrà confermato? È questa la domanda che si pongono tantissimi lavoratori con l’arrivo del nuovo governo dopo la vittoria elettorale del centrodestra e di Giorgia Meloni. Nelle intenzioni della coalizione il taglio del cuneo fiscale sembra poter essere confermato, ma ci sono i soldi? E quali sono le posizioni dei diversi partiti di quella che dovrebbe essere la prossima maggioranza?

Per avere una conferma delle intenzioni del nuovo governo bisognerà attendere la prossima legge di Bilancio. La prima tappa spetta però al governo Draghi, con la Nadef che si limiterà a recepire le tendenze attuali a legislazione vigente: dovrebbe essere prevista una crescita per il 2023 di poco superiore allo 0,5%.

Il problema è che per la manovra serviranno quasi 30 miliardi solamente per le misure urgenti, come quelle contro il caro energia ma anche l’aumento delle pensioni per l’adeguamento all’inflazione. C’è, poi, il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Oltre, ovviamente, al taglio del cuneo fiscale da confermare.

Il taglio del cuneo fiscale in manovra

Il taglio del cuneo fiscale del 2%, introdotto dal governo Draghi per i lavoratori con un reddito inferiore ai 35mila euro, dovrebbe essere confermato con la legge di Bilancio. Tutti i partiti della coalizione di centrodestra hanno detto di voler confermare la misura, ma siamo sicuri che lo faranno? L’incognita principale riguarda le risorse: serviranno circa 5 miliardi di euro. Ma cosa dicono Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati sul taglio del cuneo fiscale e cosa potrebbe succedere?

Come Fdi vuole confermare il taglio del cuneo

Fratelli d’Italia ha ripetuto più volte, anche con la sua leader Giorgia Meloni, di voler ridurre le tasse sul lavoro rendendo strutturale il taglio del cuneo fiscale. Il responsabile economico del partito, Maurizio Leo, in un’intervista a Money.it ha spiegato che l’idea è quella di arrivare ad ampliare il taglio del cuneo: due terzi per i lavoratori e un terzo per le imprese.

Lega vuole confermare aumenti in busta paga

Anche la Lega vuole confermare il taglio del cuneo fiscale introdotto dal governo Draghi, di cui il Carroccio faceva parte. Come ha ricordato Matteo Salvini a Money.it, il Carroccio era favorevole all’aumento degli stipendi e vuole confermarlo, tagliando inoltre “il costo del lavoro per le imprese”.

Stipendi più alti, Fi vuole mantenerli

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, non solo vuole rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale, ma come ha sottolineato in un’intervista a Money.it ritiene che sia necessario “un taglio ancora più profondo”. A suo giudizio i benefici devono andare per due terzi ai dipendenti e per un terzo alle aziende per ridurre il costo del lavoro.

Gli aumenti di stipendio verranno confermati?

In conclusione, nulla lascia pensare che il centrodestra possa eliminare l’aumento degli stipendi scattato nel 2022, considerando che anche Noi Moderati è favorevole alla conferma del taglio. Bisognerà capire se l’aumento in busta paga resterà uguale o se, come annunciato dai partiti, può essere ampliato sin da subito. Ipotesi, facendo i conti sulla legge di Bilancio, più complessa.

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