Un attacco sventato nel cuore dell’Europa. Cittadini ucraini arrestati in Germania, accusati di collaborare con l’Fsb.
Dall’inizio della guerra con la Russia siamo abituati a vedere gli ucraini come un popolo di coraggiosi patrioti che lottano per difendere la propria libertà, ma le eccezioni ci sono sempre. Il sentimento filorusso è una nota spaccatura all’interno dell’Ucraina, ma a volte si traduce in un appoggio del Cremlino anche a dispetto della propria nazione. I recenti arresti avvenuti in Germania lo dimostrano molto bene, con due cittadini ucraini accusati di spionaggio, collusione e sabotaggio per conto dei servizi segreti russi.
Gli ucraini stavano pianificando attacchi in Europa, nello specifico esplosioni e incendi, per appoggiare la propaganda russa e diffondere un senso di pericolo tra i Paesi occidentali. Gli stessi localizzatori Gps usati per pianificare i colpi li hanno traditi, consentendo alle autorità tedesche di individuarli più facilmente. Quella che conosciamo ad oggi è ovviamente la versione degli investigatori e dell’accusa, non essendoci ancora stato un processo né tantomeno una condanna. Vale quindi sempre il principio della presunzione d’innocenza, ma vediamo quali sono i sospetti nello specifico.
Ucraini arrestati perché pianificavano attacchi in Europa
Secondo la ricostruzione delle autorità tedesche, due cittadini ucraini arrestati in primavera sarebbero agenti una tantum per conto dei servizi segreti russi. Non si tratterebbe quindi di soggetti che lavorano per la Russia in modo stabile, bensì di persone che hanno accettato un incarico a pagamento, reclutati in un complesso passaparola. I due non avrebbero neanche contatti diretti con i mandanti, ricevendo le istruzioni da un tramite. Quest’ultimo potrebbe essere il sospettato recentemente estradato dalla Svizzera alla Germania (e attualmente in carcerazione preventiva), accusato anche di aver partecipato attivamente all’arruolamento dei complici.
Nel dettaglio, sembra che i due ucraini da poco arrestati siano stati reclutati a Mariupol, nell’Ucraina orientale controllata dai russi. I due ucraini dovevano quindi eseguire delle direttive, pianificando attacchi in Europa occidentale ma anche nelle parti dell’Ucraina non occupate dai russi, mediante esplosioni e incendi. In base a quanto si apprende dall’accusa, sembra che poco prima dell’arresto i due sospettati abbiano spedito dei pacchi in Ucraina contenenti dei localizzatori Gps.
Questi ultimi sarebbero serviti ad apprendere le rotte e le procedure logistiche, così da pianificare con cura le spedizioni successive, contenenti questa volta degli ordigni incendiari. Il numero di spedizioni con materiale esplodente in programma era piuttosto elevato, tant’è che pacchi avrebbero dovuto incendiarsi in Germania, in Ucraina e in molti Paesi dell’Europa. Secondo gli inquirenti tedeschi, l’obiettivo era proprio quello di causare il maggiore danno possibile e così instillare paura e senso di pericolo tra i cittadini.
Una serie di attacchi, fortunatamente sventati subito, che farebbero parte di una campagna di sabotaggio ben più ampia. Un altro episodio riconducibile alla stessa linea potrebbe infatti essere quello dell’estate 2024 all’aeroporto di Lipsia. Un pacco aveva preso fuoco sulla pista, grazie a un fortuito ritardo che ha impedito all’esplosione di avvenire con la merce già sull’aereo. È inoltre curioso che, sempre nell’estate 2024, i servizi segreti russi abbiano rivolto accuse analoghe e speculari. L’Fsb aveva infatti dichiarato alle agenzie di stampa di aver intercettato un canale per la fornitura di esplosivi e detonatori elettrici per attacchi terroristici dall’Europa, bloccando pacchi in arrivo dalla Germania e dall’Italia.
Gli attacchi attribuiti ai russi sono comunque molteplici, anche si di fatto nessuno confermato. Altre trappole esplosive sono esplose nei depositi dei corrieri nel Regno Unito, in Germania e in Polonia, senza contare i tentativi riguardanti voli diretti verso gli Stati Uniti. Non parliamo poi dell’esplosione dei gasdotti Nord Stream tra Russia e Germania nel 2022, il cui sospettato (un cittadino ucraino) è stato arrestato proprio in Italia nell’estate 2025. Mosca, in ogni caso, non ha affatto confermato le proprie responsabilità nell’uso dei pacchi bomba, ma potrebbe sicuramente beneficiare di un clima di ulteriore instabilità, sfiducia e destabilizzazione.
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