Spread ai minimi, cedole allettanti, ma qualcosa non torna. Il mercato obbligazionario nasconde una contraddizione silenziosa che pochi stanno davvero guardando.
Gli spread creditizi sui bond si trovano ai livelli più compressi degli ultimi vent’anni, eppure i volumi di acquisto da parte del retail non hanno mai smesso di crescere. Quello che molti investitori interpretano come un segnale di solidità potrebbe in realtà essere il sintomo di un mercato eccessivamente compiacente.
L’equivoco di fondo sta nel confondere il prezzo del rischio con l’assenza del rischio stesso. Specie quando il rischio sembra assente. In realtà è solo nascosto.
Lo spread creditizio rappresenta il differenziale di rendimento tra un’obbligazione aziendale e un titolo di Stato considerato privo di rischio, come il BTP decennale o il Treasury americano. Quando questo differenziale si comprime, il mercato sta implicitamente dicendo che il rischio di credito percepito è basso. Ma «percepito» è la parola chiave. Negli ultimi mesi, gli spread sulle obbligazioni investment grade in euro si trovano attorno a 80-90 punti base, mentre quelli sull’high yield europeo si sono avvicinati a soglie di 300-320 punti base, livelli che in termini storici si collocano nel primo decile, ovvero tra i più bassi mai registrati. [...]
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