Andare in pensione con delle ferie non godute comporta il pagamento di un risarcimento da parte dell’azienda. Così un medico ha ottenuto 60mila euro.
Turni massacranti e corsie sempre più vuote: tantissimi medici e infermieri si trovano costretti a svolgere ore straordinarie per fronteggiare ospedali e pronto soccorso sempre più affollati. In questo contesto, riuscire a prendersi giorni o settimane di ferie rimane un miraggio burocratico.
L’ultimo caso riguarda un medico che, una volta raggiunti i requisiti per andare in pensione, si è visto riconoscere un indennizzo record di 60.000 euro per circa 100 giorni di ferie maturate e mai fruite durante la carriera. Infatti, quando un dipendente lascia il lavoro e ha delle ferie non godute, secondo la normativa italiana, ha diritto a un risarcimento da parte del datore di lavoro.
Il caso del medico in pensione però riaccende il dibattito non solo sulla questione economica, ma anche sul diritto al riposo che spesso viene minato in corsia per fronteggiare emergenze e orari di lavoro prolungati che espongono i lavoratori del comparto sanitario al rischio di stress e burnout.
Medico in pensione riceve 60mila euro di risarcimento per le ferie non godute
Il protagonista della vicenda è un medico che per anni ha garantito la continuità assistenziale sacrificando il proprio riposo psicofisico. Per fronteggiare turni di lavoro estesi ed emergenze sanitarie interne, ha accumulato più di tre mesi di ferie mai godute. Nel frattempo, ha anche maturato i requisiti per lasciare il lavoro e andare in pensione.
Appeso il camice al muro, è iniziata una lunga battaglia legale che si è conclusa con il riconoscimento di un cospicuo indennizzo economico per quei 100 giorni di riposo mai goduti. La battaglia legale del medico, in realtà, non ha riguardato solo il mancato riposo, ma anche la dignità professionale.
Con una valutazione di circa 350 euro a giornata, il tribunale ha stabilito che quei giorni non potevano semplicemente sparire nel nulla. L’azienda sanitaria ha quindi provveduto a riconoscere un risarcimento di 60mila euro per il medico che non ha mai fatto sentire la sua mancanza in corsia.
La sentenza si è conclusa positivamente per il medico, in quanto l’azienda sanitaria non è stata in grado di dimostrare di aver invitato formalmente il medico a prendere i giorni spettanti, né di averlo avvertito che, in caso di inerzia, li avrebbe persi.
L’impatto sulla pensione
Al di là dell’indennizzo record che ha ottenuto il lavoratore, l’impatto sulla pensione sarà la questione più importante. I 60.000 euro di risarcimento non sono una cifra erogata “una tantum”, ma rappresentano un’indennità sostitutiva con natura retributiva. Perciò su tale cifra l’azienda ha dovuto versare anche i contributi previdenziali.
Il medico, quindi, ha diritto anche a un ricalcolo al rialzo dell’assegno pensionistico, trasformando una vittoria legale in una rendita permanente.
Come funziona e quanto costa la monetizzazione delle ferie
Sono sempre più frequenti i pronunciamenti della Corte su casi simili a quello del medico. Secondo l’ultimo monitoraggio del team legale C&P, risultano circa 700 pronunce nei primi due mesi dell’anno, con una percentuale di accoglimento che si attesta intorno al 98% e un esborso complessivo di 3,2 milioni di euro a titolo di indennizzo. Procedendo a questo ritmo, il 2026 potrebbe chiudersi con oltre 4.200 sentenze, arrivando a 19,2 milioni di euro di sorte capitale e 9 milioni di euro di spese legali, per un impatto complessivo stimato in oltre 28 milioni di euro.
Il punto chiave della sentenza è l’onere della prova. Non spetta più al medico dimostrare di aver chiesto le ferie e di essersele viste negare, ma è l’azienda sanitaria a dover provare di aver fatto tutto il possibile per permettere al dipendente di riposare.
Come si può quindi richiedere un risarcimento per le ferie non godute? La prescrizione per richiedere queste somme è decennale. Chiunque sia prossimo alla pensione o si sia dimesso negli ultimi anni ha il diritto di verificare il proprio storico delle ferie. Se il datore di lavoro non ha agito attivamente per far godere i riposi, la strada per l’indennizzo è spianata.
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