Lasciate ogni speranza, o voi che votate. Col gas a 300 euro, è lockdown garantito

Mauro Bottarelli

22 Agosto 2022 - 15:55

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I timori di uno stop totale di Mosca fa esplodere il prezzo del 20%. E anche il carbone sfonda il record assoluto. In attesa del MES sotto forma di TPI, il nuovo governo non potrà che chiudere tutto

Lasciate ogni speranza, o voi che votate. Col gas a 300 euro, è lockdown garantito

Chiamiamola sindrome 6%. Con la medesima velocità con cui è svanito l’entusiasmo per il Pil dello scorso anno, imbellettato dal riconoscimento dell’Economist, così anche le certezze del governo sulla natura meramente ipotetica e precauzionale del piano di razionamento energetico per l’inverno hanno lasciato spazio alla realtà. A partire dal 25 settembre, lo scenario è quello di riscaldamenti più bassi anche per le utenze domestiche, riduzione dell’illuminazione pubblica e, in caso di estrema necessità, chiusura anticipata di uffici pubblici e negozi.

La Caporetto del governo dei Migliori. Ma, soprattutto, la fine delle bugie. Drammatica. E della narrativa in base alla quale il gas russo non era esiziale per il nostro Paese, stante i contratti con Algeria e Angola, i flussi già esistenti del Tap e, soprattutto, LNG dell’amico americano. Fine della favola. Il problema è che adesso comincia l’incubo. Ad Amsterdam il gas naturale viene trattato sul filo dei 300 euro per MWh. Qualcosa come un +20% intraday. Di fatto senza alcuna notizia di particolare allarme, se non lo stop di tre giorni di Nord Stream 1 per manutenzione annunciato venerdì scorso da Gazprom tra il 31 agosto e il 2 settembre. Ma che dopo l’attentato di Mosca prezza una variabile pressoché certa: la ritorsione russa che potrebbe non far più ripartire quella fornitura la mattina del 3 settembre.

Quelle attuali sono valutazioni ingestibili. Totalmente. Oggi il contratto energetico a un anno in Germania ha toccato quota 703 euro per MWh. Praticamente un crollo del Pil che potrebbe arrivare a doppia cifra. E la Francia, nonostante il nucleare, sta peggio: ben 810 MWh. Perché le centrali sono chiuse, stante la siccità che toglie l’acqua di raffreddamento dei fiumi. E il fatto che EdF, nel frattempo, stia vendendo a prezzi salatissimi al gas all’estero. Facendo ricche le casse dello Stato,

il quale non solo ha già fissato da tempo un aumento massimo del 4% delle bollette energetiche che scherma un po’ il potere d’acquisto dall’inflazione ma, fra qualche mese, avrà extra-gettito per garantire ristori a un’economia allo sprofondo. E per chi pensasse di salvare l’inverno e la faccia rinnegando Greta e anni di retorica green giova sottolineare come il contratto a 1 anno del carbone da riscaldamento per il mercato europeo abbia anch’esso sfondato un record: 335 dollari per tonnellata, un +5% intraday solo nella mattinata di oggi.

Non a caso, in Germania il trend è questo:

Andamento della ricerca del termine «fuoco a legna» su Google in Germania Andamento della ricerca del termine «fuoco a legna» su Google in Germania Fonte: Google Trends

le ricerche su Google alla voce Brennholz (riscaldamento a legna) sono letteralmente esplode. E lo stesso in Austria, dove comincia a scarseggiare anche il pellet. E in Svizzera. Paese da sempre sinonimo di benessere, pace sociale e ordine che nel fine settimana ha dovuto fare i conti con l’intervista rilasciata al quotidiano in lingua tedesca Blick da Fredy Fässler, presidente della Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, Il senso? I razionamenti cui il Paese quasi certamente andrà incontro nella stagione fredda necessitano la preparazione a scenari estremi e di rischio per l’ordine pubblico. Perché a detta di Fässler, l’ipotesi è quella di black-out che rendano le città buie e insicure, non permettano di prelevare al bancomat, pagare con la carta di credito, fare rifornimento al distributore e potersi scaldare in casa come in passato. Stiamo parlando della Svizzera e non della Colombia dei narcos.

Ora, quindi, occorre essere realisti. Se la Germania ha già implementato un piano di risparmio del 20% dell’energia, la Svizzera teme scenari da Blade runner e la Francia accetta il rischio di contratti a 1 anno stellari pur di fare cassa attraverso la neo-nazionalizzata EdF. quali prospettive può avere l’Italia? La quale, al netto delle elezioni anticipate e di chiunque le vinca, sconta rispetto a tutti i Paesi finora citati, casse sostanzialmente vuote e un debito pubblico al suo record storico. E con la Bundesbank che oggi ha confermato come la corsa dell’inflazione in Germania pare destinata a proseguire e raggiungere la doppia cifra, scordiamoci una Bce che ci garantisca anche solo una merenda gratis e non più un pasto. Se lo spread andrà fuori controllo, sarà TPI. Ovvero, MES mascherato.

Ma prima, alla luce di un voto anticipato che comunque lascerà il Paese senza un esecutivo in grado di operare almeno fino a metà ottobre, cosa si potrà fare per tamponare i rischi prospettati dalla Svizzera e, soprattutto, una catena infinita di fallimenti aziendali, innescati da un caro-energia ingestibile e da uno Stato impossibilitato a erogare altri aiuti? Un bel lockdown. Il quale garantisce chiusure di massa e quindi risparmio energetico su larga scala. Un razionamento alla massima potenza. Prepariamoci quindi a una nuova variante che cominci a seminare il panico fra i virologi attorno alla data del voto, salvo poi esplodere con virulenza cinese nelle settimane immediatamente successive.

E’ scritto in quelle cifre, è implicitamente confermato dall’allarmismo elvetico, un qualcosa di talmente paradossale da apparire distopico. Insomma, l’esito del voto conta sempre meno, ex ante. Chiunque vinca, il copione pare già scritto. Casualmente, infatti, proprio oggi Eni e Total annunciano la scoperta di un mega-giacimento di gas al largo di Cipro. Non fatevi irretire un’altra volta, però. Al netto degli anni che saranno necessari per renderlo operativo, state certi fin da ora che sui diritti di sfruttamento interverrà il veto di Recep Erdogan in nome della mai riconosciuta Cipro turca. Anche in questo caso, è scritto. E accetto scommesse al riguardo. Ora si può dire che ha vinto la Russia e le sanzioni hanno sanzionato solo noi europei? Oppure si rischiano ancora qualche lista di proscrizione mediatica e le attenzioni del Copasir?

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