SpaceX apre le porte agli analisti di Wall Street in vista della quotazione prevista per fine giugno 2026. Tre giorni di incontri riservati tra Texas e Tennessee per la più grande IPO della storia.
Elon Musk ha scelto il momento: fine giugno 2026. Entro quella data, SpaceX punta a raccogliere 75 miliardi di dollari con un’IPO che sarebbe la più grande della storia. La valutazione implicita dell’operazione sfiora i 1.750 miliardi di dollari.
Per arrivarci, la società aerospaziale ha avviato questa settimana una serie di incontri riservati con i principali analisti finanziari di Wall Street, distribuiti su tre giorni tra gli Stati del Texas e del Tennessee. Si tratta di un percorso studiato, pensato per preparare il terreno all’imponente valutazione. La fusione con xAI ha, tuttavia, cambiato i conti in peggio rispetto all’anno precedente, e il CFO Bret Johnsen ha circa due mesi per convincere analisti e investitori che SpaceX vale quella cifra.
La strategia di SpaceX per conquistare gli analisti di Wall Street
Il programma è iniziato oggi, martedì 21 aprile, con una giornata intera dedicata alla visita delle strutture di Starbase, il centro di lancio di SpaceX nella città texana di Boca Chica. Un secondo gruppo di analisti, che rappresenta investitori istituzionali tra cui grandi fondi comuni e fondi pensione, parteciperà a una sessione separata nella stessa sede mercoledì. I partecipanti devono consegnare i propri dispositivi elettronici prima di entrare nelle riunioni.
Il terzo appuntamento è fissato per giovedì nel Tennessee, dove gli analisti sono stati invitati a visitare il data center Colossus di Memphis, sede del progetto interno denominato “Macrohard”. La sequenza degli incontri ricalca il formato standard della fase preparatoria a una IPO: le aziende illustrano agli analisti il proprio modello di business e le prospettive finanziarie prima della quotazione.
I conti di SpaceX: perdite miliardarie dopo la fusione con xAI
Il quadro finanziario che emerge dal prospetto riservato - di cui Reuters ha potuto esaminare alcuni stralci - non è privo di ombre. Nel 2025 SpaceX ha registrato una perdita consolidata di 4,94 miliardi di dollari su ricavi pari a 18,67 miliardi, capovolgendo il risultato dell’anno precedente quando aveva chiuso con un utile di 791 milioni su 14,02 miliardi di ricavi.
Il salto nelle perdite è direttamente legato alla fusione con xAI, avvenuta a febbraio 2025. L’operazione ha portato sotto lo stesso tetto i razzi, i satelliti Starlink, il social media X e il chatbot Grok. La società combinata ha chiuso l’anno con circa 24,7 miliardi di dollari di liquidità, ma con oltre 50 miliardi di passività. Alcuni grandi investitori istituzionali stanno già ricorrendo a parametri di confronto inusuali per giustificare la valutazione.
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Il 30% alle retail: Musk apre anche ai piccoli investitori
Il 30% delle azioni sarà destinato ai piccoli investitori. Circa 1.500 di loro verranno invitati a visitare Starbase durante un’ulteriore fase di promozione dell’offerta, prevista a partire dalla settimana dell’8 giugno. L’apertura riguarderà anche investitori internazionali da Regno Unito, Unione Europea, Australia, Canada, Giappone e Corea del Sud.
La struttura definitiva dell’operazione sarà finalizzata in prossimità del lancio. A coordinare il collocamento come banche capofila ci sono Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup, JPMorgan e Goldman Sachs, affiancate da altri sedici istituti. Attraverso una struttura ad azioni a doppio voto, Musk manterrà il controllo societario anche dopo la quotazione.
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