S&P500 sotto del 2% dai massimi: finito l’effetto “Trump-news”?

Redazione Finance

19/11/2024

Le borse hanno esaurito il carburante post elezioni USA? L’S&P500 è in contrazione del 2% rispetto ai massimi e le prospettive non sembrano rosee.

S&P500 sotto del 2% dai massimi: finito l’effetto “Trump-news”?

Dopo la rottura dei massimi del 6 novembre, l’S&P500 sembrava destinato a una nuova corsa rialzista, alimentata dall’elezione di Donald Trump e dal ritorno di una narrativa politica che molti considerano pro-crescita.

Tuttavia, a poche sessioni di distanza, l’11 novembre, il mercato ha iniziato a contrarsi invertendo la rotta e portando l’indice sotto del 2% rispetto ai massimi. Questo movimento, inizialmente interpretato come una semplice pausa tecnica, ha sollevato dubbi più profondi: si tratta solo di prese di profitto, o il mercato sta anticipando una correzione più significativa?

Fine dell’euforia?

L’entusiasmo iniziale, alimentato dalle aspettative di politiche fiscali espansive e di deregolamentazione, sembra essersi scontrato con una realtà più complessa.

Il ritorno di Trump ha suscitato interrogativi sui potenziali effetti di medio-lungo termine della sua amministrazione, specialmente in un contesto economico profondamente diverso rispetto al passato. Se da un lato le politiche protezionistiche potrebbero stimolare l’industria manifatturiera e il PIL degli Stati Uniti, dall’altro potrebbero compromettere l’equilibrio fragile raggiunto dalla Federal Reserve nel contenere l’inflazione.

La presidenza Trump si è sempre caratterizzata per una forte retorica protezionista e la sua rielezione potrebbe segnare un ritorno a politiche che sfidano la globalizzazione. Questo potrebbe avere effetti positivi sul PIL a breve termine, ma le conseguenze a nel medio-lungo periodo rimangono incerte. L’adozione di tariffe più alte e la possibile revisione di accordi commerciali internazionali rischiano di aumentare i costi delle imprese e, in ultima analisi, dei consumatori.

Non a caso, la settimana scorsa, il colpo di grazia è arrivato con i nuovi dati sull’inflazione. Sebbene l’aumento dello 0,2% fosse in linea con le aspettative, la resilienza del mercato del lavoro e la forza complessiva dell’economia hanno rafforzato i timori che la Fed possa ritardare ulteriori tagli ai tassi di interesse. Jerome Powell, presidente della Fed, ha ribadito il suo approccio cauto, affermando che “non ha fretta” di ridurre i tassi, lasciando i mercati in uno stato di incertezza.

In parallelo, il Fed Watch Tool del CME ha mostrato una riduzione di circa 10 punti percentuali nella probabilità di un taglio dei tassi nella riunione di dicembre.

Analisi tecnica dell’S&P500

Sul fronte tecnico, l’S&P500 mostra segnali di debolezza. Dopo aver rotto i massimi del 6 novembre, l’indice ha rapidamente perso slancio, con una configurazione che potrebbe far pensare a un movimento correttivo più profondo.

L’indice ha iniziato la contrazione in prossimità del livello dei 6.000 punti, per poi trovare un primo livello di supporto nella zona dei 5.900 punti, ma una rottura al ribasso potrebbe spingerlo verso il prossimo livello chiave a 5.700 punti.

L’RSI (Relative Strength Index) si è spostato in territorio neutro, segnalando un calo della pressione rialzista. L’indice è sceso in prossimità della media mobile a 50 giorni. Sebbene questo rappresenti un segnale di supporto sarà interessante vedere se la domanda continuerà a superare la crescita dell’indice in questo momento di difficoltà, oppure se la pressione dei Seller sovrasterà l’entusiasmo del mercato post elezione di Trump.

S&P500, 1D S&P500, 1D Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com

Cosa aspettarsi nel breve termine

La direzione futura dell’S&P500 dipenderà in gran parte dai prossimi dati macroeconomici e dalle comunicazioni della Federal Reserve. Se l’inflazione dovesse continuare a salire, o se il mercato iniziasse a percepire che la Fed rimarrà ferma sui tassi più a lungo del previsto, l’indice potrebbe aumentare sensibilmente il proprio livello di volatilità implicita. In questo caso, potrebbe essere interessante monitorare da vicino l’indice VIX per notare cambiamenti repentini nel sentiment degli operatori di mercato.

D’altra parte, un eventuale ritorno della fiducia nel potenziale di crescita a lungo termine, sostenuto da politiche fiscali espansive e da un miglioramento delle condizioni economiche globali, potrebbe limitare l’entità della correzione e rilanciare l’euforia di mercato.

In definitiva, l’effetto “Trump-news” potrebbe essere già svanito, ma ciò non significa necessariamente la fine del rally dell’S&P500. Piuttosto, gli investitori sembrano trovarsi in una fase di riflessione, in attesa di segnali più chiari da parte della politica e delle banche centrali. La volatilità, in questo contesto, potrebbe rappresentare l’unica certezza.