S&P 500 su nuovi record o giù del 23% entro fine 2024? Previsioni degli analisti

Claudia Cervi

2 Luglio 2024 - 14:23

S&P 500, Nasdaq e Dow Jones su nuovi record dopo l’inflazione Usa. Dopo il breakout, i prezzi possono salire ancora ma l’inversione della curva dei rendimenti segnala una recessione imminente.

S&P 500 su nuovi record o giù del 23% entro fine 2024? Previsioni degli analisti

S&P 500 su nuovi record o giù del 23% entro fine 2024? Venerdì scorso, l’S&P 500 ha sorpreso tutti raggiungendo nuovi record a 5.523 punti. Alcuni analisti prevedono che l’indice possa proseguire il rally fino a fine anno. Tuttavia, dietro questo entusiasmo si nasconde un segnale preoccupante: l’inversione della curva dei rendimenti, che storicamente ha anticipato molte recessioni. Cosa ci riserva la seconda metà del 2024?

Storicamente, dall’ombra della Grande Depressione del 1929-1939 alla crisi finanziaria del 2008-2009, ogni inversione della curva dei rendimenti ha spesso anticipato periodi turbolenti. Queste inversioni non causano direttamente le recessioni; piuttosto, funzionano come un barometro che rivela vulnerabilità nascoste nel sistema economico.

Giorni di inversione curva rendimenti Treasury 10anni/3 mesi Giorni di inversione curva rendimenti Treasury 10anni/3 mesi Fonte Bloomberg, National Bureau of Economic, Game of Trades

Spesso sono stati gli shock esterni, come i picchi dei prezzi del petrolio, a scatenare le recessioni dopo un’inversione della curva dei rendimenti. Questo è accaduto nel 2007, nel 2001 e ancora negli anni ’80 e ’70.

Ma c’è di più: la durata dell’inversione della curva potrebbe svelare l’entità del prossimo declino del mercato. Un’inversione prolungata potrebbe essere un presagio di una flessione più grave. Siamo forse sull’orlo di una nuova crisi?

Continua a leggere per scoprire cosa ci aspetta nel panorama economico globale.

S&P 500 su del 6,6% fino ad agosto

Nei primi sei mesi del 2024, l’indice S&P 500 ha registrato un incremento di circa l’15%, trainato da settori come la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Questo aumento riflette un clima di fiducia tra gli investitori, rafforzato dalla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, un indicatore chiave per monitorare l’inflazione e prevedere i futuri tassi di interesse. L’indice PCE core di maggio, sceso al 2,6% dal 2,8% di aprile, ha riacceso le speranze di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso del 2024, nonostante i dubbi sollevati da altri indicatori.

Secondo alcuni analisti di Schwab e di Bernstein, la Fed potrebbe essere costretta ad abbassare i tassi per sostenere un’economia in difficoltà, piuttosto che tagliarli per garantire un atterraggio morbido. Oltre all’inflazione, è fondamentale monitorare il dato sulla disoccupazione: se dovesse aumentare troppo rapidamente, si potrebbero verificare ulteriori pressioni sull’economia, obbligando la Fed a intervenire in modo più aggressivo per evitare una recessione.

 Grafico settimanale S&P 500 Grafico settimanale S&P 500 Fonte Tradingview

Dopo i recenti sviluppi, BMO Capital Markets ha alzato il suo target price di fine anno per l’indice S&P 500 del 10%, portandolo a 5.600 punti. Più ottimista Wells Fargo, che ipotizza un fair value a 5.700 nel rally post-elettorale, indicando un potenziale incremento del 4,5% rispetto ai prezzi attuali entro il 2025.

Performance dell'indice S&P 500 quest'anno elettorale. Performance dell’indice S&P 500 quest’anno elettorale. Fonte: Wells Fargo

Tuttavia, alcuni segnali indicano che questa tendenza positiva potrebbe non durare. Se la Fed manterrà i tassi di interesse USA al livello record degli ultimi 23 anni, tra il 5,25% e il 5,5%, per un periodo più lungo di quanto precedentemente atteso, questo scenario potrebbe influenzare negativamente la crescita economica e il mercato azionario nella seconda metà dell’anno.

Perché gli analisti prevedono una recessione ad agosto

Nonostante un clima di fiducia e nuovi massimi a Wall Street, alcuni analisti prevedono una recessione a partire da agosto. L’analisi delle inversioni della curva dei rendimenti rivela un legame significativo con le recessioni economiche, sollevando interrogativi cruciali sul futuro del mercato.

Esaminando casi storici come la Grande Depressione del 1929-1939 e la crisi finanziaria globale del 2008-2009, emerge una costante.

Le prolungate inversioni della curva dei rendimenti spesso precedono periodi di contrazione economica.

Questo fenomeno non è casuale ma riflette le aspettative degli investitori circa una potenziale debolezza economica futura, spesso associata a politiche monetarie restrittive.

L’inversione della curva dei rendimenti si verifica quando i tassi di interesse a breve termine diventano superiori a quelli a lungo termine.

Questo fenomeno indica spesso che gli investitori hanno una visione pessimistica sull’economia, poiché anticipano una possibile debolezza nel futuro. Storicamente, tali inversioni hanno preceduto molte delle recessioni più significative, come la Grande Depressione del 1929-1939 e la crisi finanziaria globale del 2008-2009.

Curva rendimenti Treasury USA 10 anni/3 mesi Curva rendimenti Treasury USA 10 anni/3 mesi Fonte Bloomberg, National Bureau of Economic, Game of Trades

Osservando le serie storiche a partire dal 1928, Goldman Sachs ha rilevato che la prima metà di luglio è stato il periodo più forte per l’indice S&P 500. Il mese di settembre è stato invece il periodo peggiore.

Rendimenti a 2 settimane dell'S&P 500 dal 1928. Rendimenti a 2 settimane dell’S&P 500 dal 1928. Fonte: Bloomberg

Inoltre, l’andamento del mercato del petrolio può fornire preziose indicazioni sullo stato dell’economia.

Prezzi petrolio Wti e recessione Prezzi petrolio Wti e recessione Fonte Tradingview, Gameoftrades

Picchi improvvisi nei prezzi del petrolio possono influenzare negativamente i costi di produzione per le imprese e ridurre il potere d’acquisto dei consumatori. Questo può portare a una riduzione della spesa aziendale e dei consumi, facendo scattare un effetto a catena che può culminare in una recessione.

Considerando questi indicatori, gli analisti ritengono che l’attuale inversione della curva dei rendimenti e le fluttuazioni del mercato del petrolio siano segnali preoccupanti che indicano la possibilità di una recessione imminente. È importante che gli investitori tengano conto di queste tendenze e adottino strategie di investimento prudenti per proteggere i loro portafogli in previsione di un periodo economicamente difficile.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.