S&P 500 a 8.000 punti. Ecco i driver della crescita del listino USA

Redazione Money Premium

8 Luglio 2026 - 14:00

Il mercato azionario americano abbia già dimostrato resilienza nel 2026, assorbendo sia l’euforia iniziale legata all’AI sia le successive fasi di consolidamento. Ecco perché salirà ancora.

S&P 500 a 8.000 punti. Ecco i driver della crescita del listino USA

L’S&P 500 ha chiuso la seduta di ieri intorno a quota 7.503,85 punti, in flessione dello 0,45% in giornata ma in rialzo di quasi il 10% da inizio anno. Questo andamento si inserisce in un quadro caratterizzato da tensioni geopolitiche e commerciali ancora vive, tra cui le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi da Donald Trump nei confronti della Spagna.

Il presidente americano aveva infatti espresso la volontà di interrompere tutti gli scambi commerciali con Madrid, accusando il Paese di non aver permesso l’utilizzo delle basi militari di Rota e Morón per operazioni legate al conflitto con l’Iran e di non aver adeguato la spesa per la difesa agli obiettivi NATO del 5% del PIL.

Queste posizioni, pur risalenti a marzo, continuano a influenzare il sentiment europeo e a ricordare come le politiche commerciali statunitensi possano generare effetti a catena anche su economie integrate come quella dell’Italia e dell’Europa. Eppure, nonostante questi fattori di rischio, le analisi più approfondite sui fondamentali degli utili aziendali indicano un percorso di crescita solido per Wall Street, guidato soprattutto dal settore tecnologico.

Le stime di Trivariate Research

Secondo Adam Parker, fondatore di Trivariate Research, le stime di consenso per l’utile per azione dell’S&P 500 nel 2027 si attestano a 401 dollari. Applicando un multiplo di 20 volte il prezzo sugli utili prospettici, l’indice potrebbe raggiungere quota 8.020 punti. Utilizzando invece il multiplo più elevato di 22 volte sulla stima interna di Trivariate Research di circa 386 dollari di utile per azione, il potenziale salirebbe fino a 8.492 punti. Queste proiezioni si basano sull’osservazione che, quando gli utili crescono a ritmi sostenuti come quelli attesi, storicamente l’S&P 500 tende a registrare rendimenti elevati. Il benchmark americano ha già messo a segno un guadagno vicino al 10% nel 2026 e si avvia verso il quarto anno consecutivo positivo.

Il motore principale di questa espansione degli utili è rappresentato dal settore tecnologico, che secondo Adam Parker dovrebbe contribuire per circa il 59% alla crescita complessiva degli utili dell’S&P 500 nei prossimi due anni. Si tratta di una percentuale storicamente molto elevata, che riflette il ruolo centrale delle grandi società tech nell’economia americana. Parker sottolinea come sia difficile immaginare un mercato in forte rialzo mentre il comparto tecnologico rimane indietro in modo significativo. La crescita è alimentata in larga misura dalla domanda strutturale legata all’intelligenza artificiale, che sta modificando i cicli industriali tradizionali.

Il ruolo di Micron Technology

All’interno di questo scenario, Micron Technology emerge come uno dei protagonisti più rilevanti. Le azioni della società di semiconduttori hanno registrato un rialzo del 220% circa nel 2026 e superiore al 650% negli ultimi dodici mesi, beneficiando dell’esplosione della domanda di memorie per applicazioni di intelligenza artificiale. Secondo l’analisi di Trivariate Research, il titolo di Micron Technology potrebbe spingersi nella fascia tra 1.500 e 1.600 dollari per azione. Le stime interne indicano che gli utili potrebbero raggiungere il picco tra la metà del 2028 e la fine del 2029, con livelli potenzialmente superiori alle attese di Wall Street.

La domanda strutturale di intelligenza artificiale sta allungando il ciclo di Micron Technology oltre quanto normalmente previsto nei cicli dei semiconduttori. La società produce memorie DRAM e NAND, componenti essenziali per i data center che supportano i modelli di AI avanzati. Parker osserva che, anche utilizzando utili normalizzati anziché i profitti di picco, Micron Technology appare ragionevolmente valutata e non eccessivamente cara. Al 7 luglio 2026 il titolo quotava intorno a 938,38 dollari, con un calo giornaliero del 4,71%, ma il consensus degli analisti raccolto da LSEG prevede un prezzo obiettivo medio di 1.458,24 dollari, con un upside potenziale del 55,4% circa. L’analista medio esprime un giudizio di acquisto e prevede un rialzo vicino al 60% nei prossimi dodici mesi.

Una crescita sempre più settoriale

Queste valutazioni si inseriscono in un quadro più ampio in cui la crescita degli utili, e non solo i multipli di valutazione, rappresenta il driver principale del mercato. Quando gli utili salgono rapidamente, come previsto per il biennio 2026-2027, il mercato tende a premiare le società in grado di generare espansione dei profitti a ritmi superiori alla media. Il fatto che il settore tecnologico sia destinato a fornire il 59% di tale espansione sottolinea quanto sia concentrata la forza del ciclo attuale.

Lo scenario offre opportunità ma richiede anche una valutazione attenta dei rischi. Da un lato, l’esposizione indiretta all’S&P 500 attraverso ETF o fondi azionari americani può beneficiare del rialzo atteso verso quota 8.000 e oltre, sostenuto da nomi come Micron Technology e altre big tech. Dall’altro, le tensioni commerciali originate dalle posizioni di Donald Trump verso la Spagna e potenzialmente verso altri partner europei ricordano che le catene di approvvigionamento globali rimangono vulnerabili. Tuttavia, il carattere strutturale della domanda di intelligenza artificiale, legata a investimenti di lungo periodo da parte delle grandi aziende tecnologiche americane, appare meno sensibile alle frizioni commerciali rispetto ad altri settori ciclici.