Sondaggi politici referendum giustizia, Meloni guarda preoccupata i dati

Simone Micocci

10 Marzo 2026 - 14:17

Sondaggi politici, si consolida il vantaggio del No al referendum sulla giustizia. E nel frattempo anche il consenso di Fratelli d’Italia è in calo.

Sondaggi politici referendum giustizia, Meloni guarda preoccupata i dati

I sondaggi politici delle ultime settimane non sorridono al governo guidato da Giorgia Meloni. Se si guarda a gennaio - quando Fratelli d’Italia aveva raggiunto il suo massimo storico e i rilevamenti sul referendum sulla giustizia davano nettamente in vantaggio il fronte del Sì - oggi sembra passato molto più tempo.

Il partito della presidente del Consiglio, infatti, ha perso circa 2 punti percentuali nei sondaggi, mentre il fronte del No al referendum sulla giustizia del 23 e 24 marzo ha ribaltato i pronostici alla vigilia del voto, consolidandosi in testa nelle preferenze degli italiani.

Cosa è successo nel frattempo? Dalla crisi nel centrodestra provocata dall’addio di Roberto Vannacci alla Lega e dalla nascita del nuovo partito Futuro Nazionale, che intercetta una parte dell’elettorato più radicale rimasto insoddisfatto da alcune scelte del governo Meloni, fino alla campagna referendaria che si è progressivamente personalizzata trasformandosi in un voto pro o contro la presidente del Consiglio. A questo si aggiunge lo scoppio della guerra con l’Iran, con il conseguente aumento dei costi dell’energia e un clima di crescente preoccupazione che rischia di riflettersi sul consenso verso l’esecutivo.

Per questo oggi i sondaggi sul referendum sulla giustizia - ma anche quelli sulle intenzioni di voto in caso di elezioni politiche - non sembrano particolarmente favorevoli per Giorgia Meloni. A questo punto, per il governo resta soprattutto una speranza: che la quota ancora significativa di indecisi possa orientarsi a favore della riforma, ribaltando negli ultimi giorni di campagna elettorale un risultato che, al momento, appare perlomeno indirizzato.

Sondaggi politici referendum sulla giustizia: il No ha superato il Sì

Una distanza ancora colmabile, ma solo se una parte significativa degli indecisi dovesse scegliere di sostenere il Sì al referendum. Tanto i sondaggi Ipsos di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa quanto quelli Swg diffusi oggi indicano infatti che il fronte del No è passato in vantaggio, consolidando il sorpasso che si è registrato nelle ultime settimane.

Secondo la rilevazione Swg per Otto e Mezzo, il No alla riforma della giustizia è oggi al 52%, mentre il si ferma al 48%. Un risultato che rappresenta un ribaltamento significativo rispetto a quanto emergeva a fine novembre, quando i favorevoli alla riforma erano stimati al 62% e i contrari al 38%.

Il quadro cambia leggermente se si considera la platea di chi dichiara di essere realmente intenzionato a recarsi alle urne. In questo caso la partecipazione al voto viene stimata tra il 46% e il 51%, con una quota di indecisi ancora pari al 17%. Proprio questa fascia dell’elettorato potrebbe risultare decisiva per l’esito finale del referendum, soprattutto considerando che il margine tra i due schieramenti resta ancora relativamente contenuto.

Una dinamica simile emerge anche dall’indagine Demopolis: con un’affluenza stimata attorno al 40%, il No sarebbe al 43%, il Sì al 41%, mentre il 16% degli intervistati si dichiara ancora indeciso. Uno scenario che conferma come la partita sia ancora aperta, ma con un vantaggio che nelle ultime settimane sembra essersi spostato a favore dei contrari alla riforma.

I sondaggi SWG sui partiti: Fratelli d’Italia in calo

Le difficoltà del governo emergono anche osservando l’ultimo sondaggio Swg per Tg La7 sulle intenzioni di voto ai partiti. La rilevazione del 9 marzo 2026 conferma Fratelli d’Italia come prima forza politica del Paese, ma evidenzia allo stesso tempo una nuova flessione del partito guidato da Giorgia Meloni.

Secondo Swg, Fratelli d’Italia scende al 29,4%, in calo di 0,4 punti rispetto alla settimana precedente. Si tratta di un arretramento contenuto ma significativo se inserito nel trend delle ultime settimane, che mostra un progressivo ridimensionamento rispetto ai livelli più alti raggiunti all’inizio dell’anno.

Alle spalle di FdI continua invece la lenta crescita del Partito Democratico, che sale al 21,8% (+0,2), mentre il Movimento 5 Stelle consolida la terza posizione arrivando al 12,0% (+0,3). Segnali contrastanti arrivano invece dall’area di centrodestra: Forza Italia scende all’8,2% (-0,2%), mentre la Lega recupera leggermente terreno portandosi al 6,8% (+0,2) e raggiungendo Alleanza Verdi e Sinistra, anch’essa al 6,8% ma in lieve calo.

Sondaggi politici del 9 marzo 2026 Sondaggi politici del 9 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7

Tra le formazioni minori si segnala il 3,4% di Futuro Nazionale, il nuovo partito nato dopo l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega, mentre Azione resta stabile al 3,3%. Più indietro Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,5% e Noi Moderati all’1%.

Un dato particolarmente rilevante è però quello degli elettori che non si esprimono, saliti al 30%, due punti percentuali in più rispetto alla settimana precedente. Una quota così ampia di indecisi conferma un clima di forte volatilità elettorale e rende ancora più incerto il quadro politico nelle settimane che precedono il referendum sulla giustizia.

Sondaggi politici del 9 marzo 2026 Sondaggi politici del 9 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7
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