Il Centrodestra può essere sconfitto. E non lo dice solo il risultato dell’ultimo referendum: anche i sondaggi politici sono d’accordo.
Il Centrodestra può perdere le prossime elezioni: lo confermano gli ultimi sondaggi politico elettorali, che tracciano una media dei rilevamenti delle ultime settimane. Uno scenario che fino a pochi mesi fa sembrava difficilmente realizzabile appare oggi sempre più plausibile, soprattutto qualora dovessero verificarsi alcuni incastri come quelli ipotizzati nelle più recenti analisi.
I problemi per il Centrodestra sono principalmente due. Il primo è rappresentato dalla “mina vagante” Vannacci che, con Futuro Nazionale, ha sottratto consensi ai tre partiti della coalizione, rendendo la sua eventuale presenza sempre più determinante per la vittoria elettorale.
Tuttavia, non è così scontato che questo scenario possa concretizzarsi. L’ingresso di Vannacci nel Centrodestra, infatti, difficilmente verrebbe accettato da Matteo Salvini, che non avrebbe perdonato quello che viene considerato un “tradimento”.
Ecco allora che per Giorgia Meloni questo rappresenta il primo nodo da sciogliere nei prossimi mesi, insieme alla necessità di recuperare i consensi persi di recente, anche alla luce della sconfitta al referendum che ha incrinato l’immagine di invincibilità costruita finora.
Nel frattempo, le opposizioni continuano a guadagnare terreno: una coalizione più ampia e coesa potrebbe oggi risultare competitiva in caso di elezioni. L’ipotesi di una nuova maggioranza parlamentare, dunque, non è più da escludere: i prossimi mesi saranno decisivi e tutto può ancora accadere.
Sondaggi politici, la media delle intenzioni di voto
I sondaggi più recenti confermano il cambio di scenario: la supermedia YouTrend/Agi aggiornata al 2 aprile fotografa un quadro molto più competitivo rispetto a pochi mesi fa, con equilibri che si assottigliano e margini sempre più ridotti tra i due schieramenti.
Partendo dalle opposizioni, il Partito Democratico si attesta al 22,0%, in crescita di 0,4 punti rispetto alla rilevazione del 5 marzo. Un segnale positivo che si accompagna al buon andamento del Movimento 5 Stelle, oggi al 12,9% (+0,5). In lieve calo invece Alleanza Verdi Sinistra, che scende al 6,4% (-0,3), mentre Azione si ferma al 3,3% (-0,2). Più stabile il quadro per Italia Viva al 2,3% (+0,1) e +Europa all’1,5% (-0,1).
Numeri che, letti nel loro insieme, mostrano come un’eventuale coalizione larga di opposizione potrebbe diventare competitiva, soprattutto se in grado di presentarsi unita.
Sondaggi politici, il campo largo
Fonte: Supermedia Youtrend/Agi per La 7
Sul fronte del Centrodestra, invece, emergono segnali contrastanti. Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 27,9%, ma registra un calo significativo di 0,9 punti. Crescono invece Forza Italia al 9,0% (+0,3) e Lega al 6,9% (+0,4), mentre Noi Moderati si mantiene all’1,0% (-0,1).
Il dato più rilevante, però, è quello di Futuro Nazionale, che raggiunge il 3,3% (+0,1). Una percentuale apparentemente contenuta ma che, in un sistema elettorale competitivo, può risultare decisiva: voti sottratti all’area di Centrodestra che rischiano di pesare sugli equilibri complessivi.
È proprio qui che si innesta il nodo politico evidenziato in precedenza: senza un’aggregazione ampia, ogni frammentazione può trasformarsi in un vantaggio per l’avversario. E con un Fratelli d’Italia in calo e una crescita distribuita ma non sufficiente degli alleati, il rischio di perdere terreno diventa sempre più alto.
Sondaggi politici, il centrodestra
Fonte: Supermedia Youtrend/Agi per La 7
Sondaggi politici, in questo scenario il Centrodestra perde le elezioni
Se si passa dai singoli partiti alle possibili aggregazioni, il quadro diventa ancora più chiaro: è proprio qui che emerge lo scenario in cui il Centrodestra rischia effettivamente di perdere le elezioni.
La supermedia YouTrend/Agi del 2 aprile mostra infatti come il Centrodestra, senza Futuro Nazionale, si fermi al 44,8% (-0,3). Una percentuale che, da sola, non basterebbe a garantire la vittoria in un confronto diretto con un’alleanza ampia delle opposizioni.
Anche includendo Futuro Nazionale, la coalizione salirebbe al 48,1% (-0,2): un dato più competitivo ma comunque non sufficiente a mettere al sicuro il risultato, soprattutto considerando le dinamiche degli ultimi sondaggi.
Dall’altra parte, infatti, il cosiddetto “campo largo” - che comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, insieme a Italia Viva e +Europa ma senza Azione - raggiunge il 45,1%, in crescita di 0,6 punti. Un dato che, pur restando di poco inferiore al Centrodestra allargato, evidenzia una dinamica di recupero evidente.
Ancora più significativo è il dato della coalizione più “stretta”, composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra, che arriva al 41,3% (+0,6). A questa si aggiunge un’area centrista (Azione, Italia Viva e +Europa) pari al 6,9% (-0,2), che diventa decisiva negli equilibri complessivi.
Ed è proprio questo il punto politico centrale: se queste forze riuscissero a trovare una sintesi, la somma delle opposizioni potrebbe superare il Centrodestra anche nello scenario in cui quest’ultimo si presenti unito.
Sondaggi politici, le coalizioni
Fonte: Supermedia Youtrend/Agi per La 7
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