Sondaggi elezioni: Renzi e Calenda a rischio flop, terzo polo fuori dal Parlamento?

Alessandro Cipolla

10 Agosto 2022 - 08:28

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Calenda e Renzi sono vicini a un accordo per le elezioni, ma un sondaggio politico di Quorum vede entrambi i partiti al 2% e ora nessuno vuole fare il leader del terzo polo.

Sondaggi elezioni: Renzi e Calenda a rischio flop, terzo polo fuori dal Parlamento?

Altro che doppia cifra, per l’ultimo sondaggio politico elaborato da Quorum/YouTrend per Sky Tg24 il tanto evocato terzo polo al momento non andrebbe oltre il 4,8% con Italia Viva e Azione indicate rispettivamente al 2,2 e al 2%.

Se queste stime del sondaggio fossero veritiere, vorrebbe dire che se alle elezioni politiche Carlo Calenda e Matteo Renzi dovessero presentarsi ognuno con la propria lista, entrambi i loro partiti correrebbero il forte rischio di restare fuori dalla composizione del prossimo Parlamento vista la soglia di sbarramento del 3%.

Anche un listone unitario, di cui già sarebbe pronto anche il simbolo, non dormirebbe di certo sonni tranquilli visto il 4,8% attestato dal sondaggio: con una legge elettorale che non prevede il voto disgiunto, specie nelle grandi città e nei collegi contendibili dal centrosinistra potrebbe prevalere la logica del voto utile contro la destra di Meloni e Salvini.

Le elezioni politiche però sono sempre più vicine e il tempo inizia a stringere, tanto che oggi dovrebbe essere la giornata buona per la fumata bianca tra Carlo Calenda e Matteo Renzi anche se, al momento, ancora non è chiaro chi sarà il leader di questo terzo polo con Mara Carfagna che si è tirata fuori a riguardo.

Calenda e Renzi male nei sondaggi

Premessa d’obbligo: i sondaggi politici vanno sempre presi con le molle, specie in un Paese come l’Italia che ha il record in Europa per il numero di indagini che vengono condotte dai vari istituti ormai con cadenza quasi settimanale.

In più la grande volatilità dell’elettorato italico, l’enigma astensione e la grande indecisione che sembrerebbe regnare tra i cittadini ormai sempre più confusi di fronte a queste telenovele politiche che vanno in onda mentre l’inflazione galoppa e i salari sono fermi da anni, sono tutti fattori che fanno sorgere più di un dubbio sull’effettiva veridicità dei sondaggi.

Il sondaggio Quorum/YouTrend però è stato il primo a essere realizzato dopo la rottura tra Carlo Calenda ed Enrico Letta, con lo scenario dipinto che non sarebbe di certo dei migliori per l’ex ministro dello Sviluppo Economico.

Azione infatti non solo sarebbe lontana dalla soglia di sbarramento del 3%, ma è stata indicata sotto anche a Italia Viva. Con una lista unitaria alle elezioni del 25 settembre i due partiti dovrebbero farcela a eleggere un manipolo di deputati e senatori, con i big probabilmente tutti salvi, ma sarà difficile poi contare qualcosa in Parlamento.

Come sarà il terzo polo

Il sondaggio politico diramato da Sky Tg24 potrebbe dare la spinta decisiva per la nascita del cosiddetto terzo polo, con Azione e Italia Viva che in queste elezioni politiche si dovrebbero presentare in un’unica lista dove ci sarà spazio anche per la Lista Civica Nazionale di Federico Pizzarotti.

Nel simbolo dovrebbe capeggiare il nome di Calenda con sotto i loghi dei due partiti, mentre per le candidature nei collegi l’accordo dovrebbe prevedere una spartizione paritaria tra Azione e Italia Viva o al massimo qualche posto in più per i calendiani.

Al momento della presentazione della lista e del programma, il terzo polo però dovrà indicare anche un capo politico che non deve essere per forza l’aspirante presidente del Consiglio. A questo punto la domanda sorge spontanea: chi sarà il leader di questo fronte moderato tra Carlo Calenda e Matteo Renzi?

Renzi nei giorni scorsi si è detto disposto a cedere lo scettro al suo ex ministro, ma Calenda nelle ultime ore ha evocato la possibilità di una figura terza, magari una donna. Subito però Mara Carfagna, fresca di approdo in Azione, si è sfilata forse per paura di non essere “bruciata” visti i sondaggi non proprio lusinghieri.

In ballo così resterebbe la ministra renziana Elena Bonetti, ma alla fine il volto di questa campagna elettorale con ogni probabilità sarà quello di Carlo Calenda che, dopo aver rotto con il Pd, dovrà ora farsi carico di costruire un fronte moderato che però rischierebbe di avere più seguito su Twitter che alle urne.

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