Chi saprà posizionarsi nel settore spaziale determinerà la propria competitività nei prossimi anni. Intervista alla Prof.ssa Simonetta Di Pippo, Professor of Practice di Space Economy alla SDA Bocconi
Il 12 giugno 2026 passerà alla storia come uno dei giorni più significativi per i mercati finanziari e per l’industria spaziale. SpaceX, la società di Elon Musk, ha fatto il suo debutto su Nasdaq con un’IPO record che ha raccolto 75 miliardi di dollari, la più grande di sempre, superando di gran lunga il precedente primato di Saudi Aramco. La valutazione ha rapidamente superato i 2.000 miliardi di dollari, posizionando l’azienda tra le prime sei società quotate negli Stati Uniti. Elon Musk è diventato così il primo “trillionaire” della storia, con un patrimonio personale stimato oltre i 1.000 miliardi di dollari grazie alla sua quota in SpaceX e Tesla.
Ma oltre ai numeri da capogiro, cosa rappresenta davvero questa quotazione? Non solo un trionfo di capitali privati, ma un acceleratore per la Space Economy, il settore che sta ridefinendo gli equilibri geopolitici, tecnologici ed economici del XXI secolo. Per approfondire il tema abbiamo intervistato la Prof.ssa Simonetta Di Pippo, Professor of Practice di Space Economy alla SDA Bocconi e Direttore dello Space Economy Evolution Lab (SEE Lab), nonché ex Direttore dell’UNOOSA (United Nations Office for Outer Space Affairs) dal 2014 al 2022.
I piani della società per portare data center AI direttamente nello spazio – fino a un milione di satelliti con capacità di calcolo nell’ordine delle centinaia di GW – rappresentano una svolta. Alimentati da energia solare continua e liberi dai vincoli terrestri di terra, raffreddamento e rete elettrica, questi sistemi potrebbero abbassare drasticamente i costi del calcolo ad alte prestazioni, rendendo lo spazio il luogo più economico per l’AI del futuro.
Il debutto di SpaceX non è solo un evento finanziario: è il segnale che lo spazio è diventato un’arena competitiva globale dove si giocano innovazione, potere economico e sicurezza nazionale. L’Italia, con la sua tradizione e il know-how accademico-industriale, ha tutte le carte per non rimanere a terra – a patto di agire con visione strategica e rapidità.
Simonetta Di Pippo
Simonetta Di Pippo è un’astrofisica italiana tra le massime esperte mondiali di Space Economy e politiche spaziali internazionali.Laureata in Fisica con indirizzo Astrofisica e Fisica Spaziale presso l’Università La Sapienza di Roma, ha iniziato la sua carriera nel 1986 all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui Direttore dell’Osservazione dell’Universo e responsabile di importanti missioni internazionali.Dal 2008 al 2011 è stata Direttrice dei Voli Umani (Human Spaceflight) all’Agenzia Spaziale Europea (ESA), prima donna a ricoprire quel ruolo. Successivamente ha guidato l’European Space Policy Observatory a Bruxelles.Dal 2014 al 2022 ha ricoperto l’incarico di Direttrice dell’UNOOSA (United Nations Office for Outer Space Affairs), l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico con sede a Vienna.Oggi è Professor of Practice di Space Economy alla SDA Bocconi School of Management, dove dirige lo Space Economy Evolution Lab (SEE Lab), e Visiting Professor of Practice alla New York University di Abu Dhabi.