Si può andare nella seconda casa? Regole per la zona rossa e arancione

Dopo l’ultimo DPCM si può raggiungere la seconda casa? Ecco le regole in vigore per zona gialla, arancione e rossa, i motivi dello spostamento e quanto si può permanere.

Si può andare nella seconda casa? Regole per la zona rossa e arancione

Nonostante le restrizioni dell’ultimo DPCM, si può ancora andare nella seconda casa all’interno della zona gialla, mentre nelle regioni dell’area arancione e rossa serve un motivo valido e urgente.

Andare nella seconda casa non è mai vietato se la visita serve a risolvere dei problemi urgenti e non procrastinabili come guasti alla caldaia, alle tubature, furti o per recuperare strumenti di lavoro indispensabili. In tutti gli altri casi, invece, ci sono delle forti limitazioni.

Ecco chi può muoversi verso la seconda casa (di villeggiatura e non), dove e quando occorre il modulo di autocertificazione.

Zona rossa: si può andare nella seconda casa?

Nella zona rossa vigono le regole più severe riguardo agli spostamenti: è vietato uscire di casa se non per motivi di salute, comprovate esigenze di lavoro, necessità e urgenza da scrivere nell’autocertificazione. Quindi chi vive nella zona rossa non può andare nella seconda casa se non ricorrono comprovati motivi.

Le FAQ del Ministero dell’Interno sul DPCM in vigore dal 6 novembre specificano che:

“l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.”


In altre parole è vietato soggiornare nella seconda casa per una notte o qualche giorno. Lo spostamento deve essere limitato al tempo strettamente necessario a risolvere il problema urgente o a recuperare materiale/oggetti indispensabili per lavoro o studio.

Zona arancione: si può andare nella seconda casa?

Le zone arancioni sono quelle con rischio “medio alto”, anche qui l’ultimo DPCM prevede la limitazione degli spostamenti, ma in misura meno severa rispetto alla zona rossa. Ci si può spostare liberamente, senza motivo e senza autocertificazione, all’interno del comune di residenza o domicilio abituale: quindi chi ha una seconda casa sul territorio del comune può raggiungerla per poche ore o decidere di trasferirsi per il fine settimana o definitivamente.

Ma se la seconda casa si trova in un altro comune della zona gialla, arancione o rossa scatta il divieto e lo spostamento è consentito soltanto se:

“dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.”


Nell’autocertificazione si dovrà indicare “altri motivi” e chi dichiara il falso rischia la multa da 400 a 1000 euro e, nel peggiore dei casi, la denuncia per Falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale (articolo 495 del Codice penale).

Zona gialla: si può andare nella seconda casa?

Vediamo ora le regole per chi vive nella zona gialla o ha una seconda casa situata in una delle regione con basso indice di rischio. Per chi ha sia la prima che la seconda casa in zona gialla non ci sono limitazioni: ogni spostamento è consentito, anche senza autocertificazione. Invece se il proprietario vive in una regione a basso rischio mentre la seconda casa si trova in un comune compreso nell’area arancione o rossa lo spostamento è consentito soltanto per validi motivi di lavoro, salute e necessità da dichiarare nel modulo di autocertificazione del Ministero. Esempi tipici di necessità che giustificano lo spostamento verso una regione a rischio medio alto o alto sono la rottura di impianti idraulici, crolli, ladri e altre incombenze che non possono essere rimandate.

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5 commenti

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Isabella Policarpio • 2 settimane fa

Gentile lettore,
se Milano è il luogo del suo domicilio abituale, la risposta è sì. Naturalmente una volta rientrato dovrà rispettare le regole della zona rossa, quindi uscire di casa solo per motivi di salute, lavoro e situazioni di necessità. Lo spostamento tra regioni richiede il modulo di autocertificazione, da compilare in tutte le sue parti.

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Wonder Channel • 2 settimane fa

Scusate, io sono residente in Sardegna ma vivo a Milano. Posso tornare a casa in Sardegna, dato che comunque lavoro in smart working?

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Sergio • 28 aprile

Scommetto che, ammesso venga consentito, con l’ennesima piroetta interpretativa, lo spostamento verso le seconde case, questo governo trascurerà di precisare, per chi utilizzasse una vettura, quali saranno i passeggeri che potranno essere trasportati (Congiunti, affini, fidanzati, familiari conviventi nel sedile di fianco al conducente o, posterioremente, per i non conviventi?).
Chi vivrà vedrà.......

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renzaccio • 10 aprile

Abbiamo finalmente capito qual è la causa del virus: non la mancata adozione di protezioni individuali e distanziamento fisico, ma il trasferimento nella casa di campagna.

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gasparino • 5 aprile

Mitragliate dei Decreti C. Virus emessi d’urgenza, che parlano da sole, delle molte lacune ivi contenuti in merito alla circolazione restrittiva. Poveri di attenuanti che fanno intravedere nella stesura dei medesimi la poca capacità Forense da parte del 1° Ministro.

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