Le previsioni dei top manager del settore sul futuro dei media nel 2026. Ecco quali potrebbero essere le future acquisizioni e i possibili nuovi leader dei colossi dell’intrattenimento.
Alcuni dirigenti di primo piano dei settori media, sport e intrattenimento negli Stati Uniti hanno delineato, in forma anonima, le loro previsioni per l’anno a venire alla testata CNBC. Una scelta che ha permesso loro di esprimersi senza vincoli, avanzando ipotesi anche particolarmente aggressive sui futuri equilibri dell’industria.
Le previsioni si articolano in tre grandi aree: fusioni e acquisizioni, sport e scenari trasversali. Prima di guardare avanti, è utile soffermarsi su alcune intuizioni formulate lo scorso anno, rivelatesi in parte fondate.
Ad esempio, un dirigente aveva ipotizzato l’acquisizione degli asset studio e streaming di Warner Bros. Discovery da parte di Comcast. Lo scenario non si è concretizzato in quei termini, ma Comcast ha effettivamente presentato un’offerta, poi superata da quella di Netflix. Warner Bros. Discovery si trova ora al centro di nuove tensioni dopo che Paramount Skydance ha lanciato a sorpresa un’offerta ostile per acquisire l’intera major di Hollywood.
C’era poi chi aveva scommesso sull’ingresso di una Big Tech nel capitale di Electronic Arts. L’acquirente non è arrivato dal mondo tecnologico, ma il gruppo dei videogiochi è stato comunque ceduto a un consorzio guidato dal fondo sovrano saudita e dalla società di private equity Silver Lake. Ecco quali sono le previsioni principali degli esperti per il 2026.
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Fusioni e acquisizioni: le possibili strategie di Paramount, Apple, Netflix e Comcast
Secondo uno dei dirigenti interpellati, Paramount riuscirà a convincere il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery a rinunciare all’accordo con Netflix e a cedere l’intero gruppo alla famiglia Ellison e ai suoi partner finanziari. Un’operazione che ridisegnerebbe in profondità la mappa del settore media globale.
Una delle ipotesi più audaci riguarda Apple, indicata come possibile acquirente di NBCUniversal, la divisione di Comcast che controlla la casa di produzione cinematografica Universal. Secondo questa lettura, Brian Roberts, CEO di Comcast, avrebbe puntato a creare un grande polo integrato unendo NBCUniversal e Warner Bros. Discovery. Venuta meno questa opzione, Apple - che avrebbe l’esigenza strategica di rafforzare la propria presenza nei contenuti premium - potrebbe rappresentare l’interlocutore più credibile.
Un altro scenario prevede che Comcast possa decidere di monetizzare parte di NBCUniversal, in particolare il servizio di streaming Peacock e gli studi Universal. Tra i potenziali acquirenti vengono citati Amazon e YouTube. Per attenuare le criticità antitrust, le stazioni locali di NBC potrebbero essere cedute separatamente.
Non tutti, però, danno per scontata la vendita di NBCUniversal. Secondo un dirigente, Comcast potrebbe invece puntare sull’acquisizione di Roku, una piattaforma di streaming che offre dispositivi (come Roku Express, Sticks, o TV integrate) e un sistema operativo (Roku OS) per accedere a film, serie TV, musica e giochi tramite app, trasformando qualsiasi TV in una smart TV. Con questa operazione, il colosso delle telecomunicazioni rafforzerebbe la sua presenza nella distribuzione video nazionale grazie all’integrazione dei media della piattaforma nel perimetro di NBCUniversal.
Infine, nel caso in cui Paramount non riuscisse a chiudere l’operazione su Warner Bros. Discovery, l’azienda avrebbe bisogno di una strategia alternativa per aumentare la propria scala. L’acquisizione di NBCUniversal e Peacock rappresenterebbe una soluzione di ripiego di alto profilo, ma comporterebbe la cessione di CBS, popolarissima emittente televisiva statunitense, un passo necessario per ottenere il via libera delle autorità regolatorie.
La crescente attenzione verso lo sport e i cambi ai vertici
Un’altra previsione indica Amazon Prime Video come possibile acquirente di un nuovo pacchetto di partite internazionali della National Football League (NFL), la più grande lega professionistica al mondo di football americano.
Grande attenzione sarà data dunque al segmento dello sport. Secondo alcune tesi, per sostenere l’aumento dei costi legati ai diritti sportivi, le aziende media saranno costrette a ridurre drasticamente gli investimenti nell’intrattenimento non sportivo. Secondo questa previsione, i primi effetti di questi tagli emergeranno in modo evidente a partire dal 2026.
Parlando di cambi ai vertici, gli occhi sono tutti puntati sulla guida futura di Disney. Tra le ipotesi più attese figura Josh D’Amaro, presidente di Disney Experiences, che viene indicato da molti top manager del settore come possibile successore dell’attuale CEO Bob Iger, in vista dell’annuncio ufficiale atteso per l’inizio del 2026.
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