Senza sportelli e senza Internet banking. Così le aziende finiscono in mano all’usura

Alberto De Pasquale

21/06/2026

L’Italia senza banche: 4,9 milioni di cittadini e 299mila aziende tagliate fuori dal credito

Senza sportelli e senza Internet banking. Così le aziende finiscono in mano all’usura

Nell’Italia dei piccoli comuni scompaiono i servizi di base e a farne le spese sono principalmente i soggetti più vulnerabili.

C’entra sicuramente lo spopolamento, che colpisce soprattutto le aree interne e rende poco sostenibile continuare a tenere in funzione presidi per una cittadinanza che diminuisce, ma probabilmente pesa anche un’eccessiva fiducia nella digitalizzazione e nella capacità dei servizi online di sostituire quelli fisici.

Nel caso delle banche si parla di desertificazione bancaria, ossia della progressiva scomparsa delle filiali. Secondo una recente analisi del Sole 24 Ore, nei piccoli comuni italiani (quelli con meno di 5 mila abitanti), gli sportelli bancari sono in assoluto il servizio di base meno presente: le famarcie mancano in circa il 13% dei piccoli centri, mentre le filiali bancarie sono assenti in quasi il 61% dei casi. La scomparsa di filiali e sportelli ha conseguenze importanti: l’utilizzo dell’Internet banking in Italia è molto basso, soprattutto nei territori più colpiti dalla desertificazione bancaria. Come se non bastasse, i territori che stanno perdendo le banche spesso sono anche quelli più a rischio usura.

A tracciare i contorni del fenomeno è l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della First Cisl. Dall’ultimo aggiornamento risulta che 4,9 milioni di persone in Italia risiedono in comuni privi di banche. Fino al 2015 erano quasi 2,1 milioni i cittadini senza filiali, mentre dal 2015 se ne sono aggiunti quasi 2,8 milioni: un chiaro segnale che la progressione si è intensificata negli ultimi dieci anni. Se poco meno di cinque milioni di italiani vivono in cittadine senza banche, è solo una magra consolazione sapere che altri 6,5 milioni abitano in comuni nei quali si può fare affidamento su uno sportello soltanto.

L’Italia senza banche

L’Italia ha 7.894 comuni, in gran parte piccoli centri. Il 44% dei comuni italiani non ha sportelli bancari sul suo territorio, il 24% ne ha solo uno e meno di un terzo, il 32%, può offrire più di uno sportello. È facile quindi pensare si tratti di una questione legata solo ai piccoli centri: in realtà, il fenomeno è molto più ampio e anche le grandi città hanno subito una rilevante ondata di chiusure. Tra il 2021 e il 2025 a Milano è scomparso oltre il 16% degli sportelli, a Palermo oltre il 15%, a Roma il 14% e a Genova quasi il 13%. Indubbiamente, però, i piccoli centri scontano un ulteriore svantaggio: qui la popolazione è mediamente più anziana e meno abituata a utilizzare app e Internet banking, aspetti sui quali l’Italia già non brilla in generale.

Gli sportelli bancari nelle regioni italiane Gli sportelli bancari nelle regioni italiane La desertificazione bancaria colpisce soprattutto le regioni che usano meno l'Internet banking

Nel 2025 è stato solo il 56% della popolazione italiana ad aver utilizzato i servizi bancari online, contro il 75% dei cittadini spagnoli e il 78% dei francesi. Nel nostro paese si va da picchi di popolazione che utilizza l’Internet banking del 70% nella provincia di Trento, del 67% in Lombardia e del 66% in Emilia-Romagna, a minimi in Basilicata, Campania e Calabria, dove non si va oltre, rispettivamente, il 41%, il 37% e il 35% della popolazione. Il quadro si complica sapendo che le regioni con la più alta quota di cittadinanza che accede alla banca online sono anche quelle con il più alto numero di sportelli disponibili: nelle province di Bolzano e Trento ce ne sono oltre 60 ogni 100 mila abitanti.

Viceversa, quelle con la popolazione meno digitale sono le stesse dove la desertificazione bancaria ha colpito più duramente: soprattutto Campania e Calabria, dove gli sportelli disponibili sono appena 17 e 16 ogni 100 mila abitanti. In Campania 853 mila persone abitano in comuni privi di sportelli bancari. A volte si tratta di centri non proprio piccolissimi: stando sempre ai dati First Cisl, Trentola Ducenta, oltre 20 mila abitanti, in provincia di Caserta, è il più popoloso comune italiano che non dispone di una banca. A Mugnano di Napoli, invece, quasi 35 mila abitanti hanno a disposizione solo uno sportello bancario: a Roma sono uno ogni 3.240 abitanti, a Torino uno ogni 3.100, a Milano uno ogni 2.350.

I rischi della desertificazione

Il danno è per i cittadini, ma naturalmente anche per le imprese che operano sui territori colpiti dalla desertificazione bancaria. In Italia 299 mila imprese hanno sede in comuni senza alcuna banca fisica e 441 mila possono contare su un solo sportello.

Se la rete bancaria si restringe diventa più difficile accedere al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese, che rappresentano in sostanza il 99% del tessuto produttivo nazionale. Se le banche spariscono sul territorio c’è il rischio di alimentare il cosiddetto «dual banking system», con da un lato le grandi imprese ben integrate nei circuiti finanziari e dall’altro le piccole aziende tagliate fuori. La minaccia ulteriore, strettamente collegata, è l’usura.

Secondo la Relazione annuale sulle attività 2025 del Ministero dell’Interno in materia di antiracket e antiusura, risulta che le regioni che registrano il maggior numero di istanze legate alle vittime di richieste estorsive e presentate dalle vittime di reati usurari sono Campania, Puglia e Sicilia, ossia quelle più colpite dalla desertificazione bancaria. Il collegamento tra assenza di sportelli, bassa digitalizzazione e rischio usura non è automatico, ma indubbiamente rappresenta un mix di fattori da non sottovalutare.

Fonti

First Cisl

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