Una sentenza dalla Germania mette in dubbio il futuro dell’AI di Google

Pasquale Conte

11 Giugno 2026 - 21:58

La ricerca basata sull’intelligenza artificiale di Google rischia grosso? Una sentenza dalla Germania mette in dubbio il futuro dell’AI nel motore.

Una sentenza dalla Germania mette in dubbio il futuro dell’AI di Google

Nei giorni scorsi, una sentenza di un tribunale tedesco ha gettato nuovi dubbi sulla reale utilità dell’intelligenza artificiale per le ricerche all’interno di Google. In particolare, il giudice si è espresso sulla tendenza che motori di ricerca e chatbot hanno di parafrasare in modo impreciso i link di origine, portando spesso a dichiarazioni false.

Tutto parte da un caso segnalato da The Decoder, in cui due editori hanno scoperto che Google collegava erroneamente a delle truffe alcune pratiche commerciali. Nemmeno dopo che i protagonisti della vicenda avevano inviato una lettera di diffida, Google ha proceduto con la correzione delle informazioni fuorvianti. Durante la sentenza Big G ha tentato di difendersi sostenendo che gli utenti comprendono quando i risultati dell’AI non sono accurati.

Cosa dice la sentenza contro Google

La corte ha stabilito che, a differenza dei motori di ricerca tradizionali che si limitano a presentare elenchi di link a dichiarazioni di terzi, l’AI di Google formula citazioni indipendenti basate su una interpretazione errata dei link presenti in rete. Questo potrebbe rappresentare un problema poiché solo Google può correggere l’algoritmo e i risultati visualizzati nelle Panoramiche.

E visto che, nel caso citato in precedenza, il colosso di Mountain View non ha fatto nulla, si è presa l’accusa ed è ora responsabile del caso. Anche l’argomentazione di Big G a difesa è stata ritenuta debole, considerando che le dichiarazioni presentate nei risultati di ricerca dall’AI non compaiono in nessun altro sito web.

L’ordinanza del tribunale prevede ora un’ingiunzione temporanea per impedire a Google di diffondere informazioni false in ulteriori pubblicazioni con l’AI. Questo potrebbe avere implicazioni globali, tanto che c’è già chi afferma come l’intelligenza artificiale non sia necessaria per effettuare ricerche in rete.

Il futuro delle ricerche con l’AI

In passato ogni contenuto potenzialmente dannoso che veniva mostrato dai motori di ricerca era protetto da responsabilità diretta, in quanto tutte le informazioni rimandavano direttamente a link di terze parti. Con l’AI non è più cosi perché, all’interno della sezione Panoramiche, è l’intelligenza artificiale a interpretare informazioni per fornirle più velocemente all’utente. Rischiando di dare notizie false e di diffamare altre persone.

Il tribunale tedesco in questione ha sottolineato che i motori di ricerca basati sull’AI non godono delle stesse protezioni e che, più in generale, nessuno ha davvero bisogno dei motori di intelligenza artificiale per effettuare ricerche su internet.

Ancora non è chiaro se Google presenterà ricorso a seguito della sentenza e soprattutto se provvederà a modificare il suo modello di AI per far sì che le informazioni riassunte siano più vicine a quanto si legge in rete.