Se credi in Bitcoin, questi sono i titoli su cui puntare ora (prima che sia troppo tardi)

Claudia Cervi

23 Maggio 2025 - 15:40

Non solo MicroStrategy: ci sono altri 3 titoli su cui puntare per sfruttare il rally di Bitcoin (e 2 sono in Europa).

Se credi in Bitcoin, questi sono i titoli su cui puntare ora (prima che sia troppo tardi)

Credere in Bitcoin, oggi, non significa più doverlo comprare. Il mercato sta cambiando. E in silenzio, ma con decisione, anche le grandi banche americane stanno cedendo all’evidenza: la criptovaluta più discussa al mondo è entrata di fatto nel mainstream finanziario.

JP Morgan ha appena fatto un passo che fino a ieri sembrava impensabile: consentirà ai propri clienti di comprare Bitcoin direttamente dal conto. Nessun entusiasmo dichiarato, anzi, lo scetticismo del CEO Jamie Dimon è rimasto invariato. Ma il segnale è chiaro: non si può più ignorare l’impatto di Bitcoin. Morgan Stanley era già arrivata prima, offrendo accesso a Etf spot. La finanza tradizionale non vuole perdere il treno, anche se lo guarda ancora con sospetto.

In questo scenario, si apre una finestra di opportunità tanto sottile quanto potente. Perché se è vero che investire direttamente in Bitcoin comporta rischi elevati (volatilità, regolamentazione incerta, custodia complessa) esiste oggi un’alternativa più strategica, alla portata anche degli investitori più cauti: puntare su quei titoli azionari che stanno già beneficiando del rally delle criptovalute.

Alcune di queste società sono nomi noti della finanza globale, altre stanno reinventando il proprio modello di business per intercettare la rivoluzione blockchain. Ma tutte hanno una cosa in comune: sono esposte al potenziale esplosivo di Bitcoin, senza esserne direttamente dipendenti.

3 titoli su cui puntare adesso, prima che sia troppo tardi.

1) Coinbase

Coinbase e uno dei titoli su cui puntare per non esporsi direttamente a Bitcoin. In pratica, è come scommettere sul casinò anziché sui singoli giocatori, con il banco che vince sempre.

Allo stesso modo, se Bitcoin prosegue il rally, Coinbase decolla. È un meccanismo quasi automatico: più la criptovaluta sale, più cresce il volume degli scambi. E per un exchange come Coinbase, che guadagna sulle commissioni di ogni operazione, questo significa ricavi in salita e margini più ampi. Non a caso, il titolo ha appena guadagnato il suo posto nell’S&P 500, sostituendo Discover Financial Services: un riconoscimento importante per una società ancora giovane, ma già centrale nell’ecosistema finanziario americano.

L’ultimo rally di Bitcoin, che ha sfondato quota 110.000 dollari, è stato alimentato da fattori strutturali: fuga verso asset alternativi in un contesto di instabilità geopolitica, sfiducia crescente verso il debito statunitense e inflazione che spinge a cercare rifugi fuori dai circuiti tradizionali. In questo scenario, Coinbase si conferma la porta d’accesso privilegiata al mondo cripto per milioni di investitori.

Grafico Coinbase Grafico Coinbase Fonte Tradingview

Anche banche d’affari come Oppenheimer e Bernstein scommettono sul rialzo del titolo, con target price rispettivamente a 293 e 310 dollari. Nonostante la nota volatilità del titolo (oltre 60 movimenti superiori al 5% nell’ultimo anno), il sentiment del mercato sta cambiando: oggi Coinbase viene vista sempre più come un asset strategico per cavalcare l’adozione istituzionale di Bitcoin.

2) Intesa Sanpaolo

Oltre ad essere uno dei colossi della finanza europea, Intesa Sanpaolo è anche la prima grande banca italiana ad aver messo ufficialmente Bitcoin a bilancio (11 Bitcoin). L’operazione, pur limitata rispetto alle dimensioni del gruppo, ha un peso simbolico enorme. Perché certifica l’interesse reale, e non solo teorico, della banca verso il mondo cripto. A confermarlo è stato anche il CEO Carlo Messina: “Non diventeremo un player di Bitcoin, ma vogliamo essere in grado di offrire questo tipo di asset ai nostri clienti più sofisticati”. Un’affermazione che va letta tra le righe: Intesa si sta posizionando per intercettare una domanda crescente, che arriva dai suoi clienti top e dai nuovi investitori high-net-worth.

Grafico azioni Intesa SanPaolo Grafico azioni Intesa SanPaolo Fonte Tradingview

Oltre all’investimento diretto, la banca ha attivato un desk proprietario per il trading di asset digitali. Una scelta che non solo espone Intesa in modo più diretto alle dinamiche del mercato crypto, ma apre scenari inediti sul fronte dell’innovazione e della gestione patrimoniale.

In un contesto in cui Bitcoin continua a guadagnare legittimità, la mossa strategica di Intesa può catalizzare ulteriori investimenti istituzionali. E con un’adozione ancora agli inizi, chi si posiziona ora potrebbe trovarsi in netto vantaggio nei prossimi anni.

3) Société Générale

Grafico azioni Société Générale Grafico azioni Société Générale Fonte Tradingview

Société Générale ha iniziato a occuparsi di Bitcoin molto tempo prima di Intesa Sanpaolo. La banca francese non ha investito direttamente in criptovalute, ma ha iniziato anni fa a costruire una rete di servizi e soluzioni che oggi la rendono una delle realtà più avanzate in ambito crypto tra le grandi banche europee.

Nel 2018 ha lanciato SG Forge, società del gruppo che sviluppa tecnologie legate alla finanza digitale: dalla custodia di asset crittografici, all’emissione di obbligazioni su blockchain, fino alla recente EURCV, una stablecoin ancorata all’euro che ha ottenuto l’ok del regolatore europeo. La novità? Sarà presto integrata anche nella rete XRPL di Ripple.

Dunque Société Générale è molto esposta al settore. Quando la criptovaluta sale, cresce anche la domanda per servizi legati alla blockchain. Un circolo virtuoso che può spingere anche il titolo in Borsa.

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