Scuola, la Corte di Giustizia UE ha appena bocciato l’Italia. Cosa deve sapere chi è stato assunto in questo modo

Laura Naka Antonelli

13 Maggio 2026 - 13:20

Scatta subito l’attacco contro il governo Meloni, dopo la decisione della Corte di Giustizia UE di accogliere il ricorso contro l’Italia sulle assunzioni nelle scuole.

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La Corte di Giustizia europea ha appena bocciato l’Italia sulle modalità di assunzione adottate nelle scuole per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche.

La Corte ha dato così ragione alla Commissione europea, che aveva presentato un ricorso per inadempimento, mettendo nel mirino la prassi con cui le istituzioni scolastiche italiane sono solite utilizzare i contratti a tempo determinato laddove si manifesta la necessità di coprire in via temporanea posti vacanti.

Assunzioni a scuola, perché la Corte ha appena bocciato l’Italia dando ragione a Bruxelles

Così si legge nella sentenza della Corte di Giustizia UE:

“In Italia, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche statali (in prosieguo: il «personale ATA») è assunto con contratti a tempo determinato per coprire temporaneamente posti vacanti, mentre tale personale può essere assunto a tempo indeterminato solo mediante concorsi, la cui organizzazione non segue un calendario preciso e che sono riservati ai dipendenti appartenenti a tale categoria che dimostrino di aver maturato almeno due anni di esperienza con questo tipo di contratto”.

Troppi contratti a tempo determinato. Nel mirino anche i concorsi

Cos’è che è considerato illegittimo, secondo la Corte UE?

La risposta è nell’utilizzo a quanto pare eccessivo dell’Italia dei contratti a tempo determinato, contro cui si è opposta prima di tutto Bruxelles, sottolineando che il sistema adottato nelle scuole italiane per le assunzioni del personale ATA è “incompatibile con il diritto dell’UE in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro utilizzo e privilegia le procedure di assunzione permanente ”.

La Corte europea, che è sulla stessa linea della Commissione UE, ha così accolto il ricorso, elencando tre motivi:

  • In primo luogo, il quadro normativo italiano non fissa alcun limite alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale ATA.
  • In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per l’assunzione a tempo indeterminato del personale ATA, la Corte osserva, in particolare, che il requisito secondo cui la partecipazione a tali concorsi presuppone il compimento di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato favorisce il ricorso a tali contratti durante tale periodo minimo di due anni, anche se essi rispondono in realtà a esigenze di personale permanenti e durevoli. A tal proposito, la Corte ha spiegato che “l’Italia non può far valere un’esigenza di flessibilità”, in quanto “la normativa italiana non menziona circostanze precise e concrete che giustifichino l’utilizzo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato per il personale ATA e che garantiscano che detti contratti rispondano effettivamente a tale esigenza di flessibilità”.
  • Terzo motivo, la Corte ha sottolineato che “ nemmeno l’organizzazione, nel recente passato, di concorsi che possono portare all’assunzione a tempo indeterminato del personale ATA è idonea, data la sua natura sporadica e imprevedibile, a prevenire gli abusi derivanti dal ricorso a una successione di contratti a tempo determinato”.

Governo Meloni sotto attacco, PD: questa condanna “è la certificazione di un fallimento”

Immediato l’attacco al governo Meloni, in particolare dalle senatrici del PD Cecilia D’Elia e Susanna Camusso che, in una nota, hanno così commentato la decisione della Corte di Giustizia europea di accogliere il ricorso della Commissione UE, dando ragione così a Bruxelles e torto all’Italia:

“La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso oggi una sentenza inequivocabile: l’Italia viola il diritto europeo sui contratti a tempo determinato nel comparto del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola pubblica. Non è un avvertimento. È una condanna. Per anni, decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori ATA sono stati assunti con contratti brevissimi, rinnovati senza limiti, senza tutele, senza alcuna procedura selettiva degna di questo nome. Nessuna durata massima, nessun tetto ai rinnovi, nessuna programmazione. Il tutto mentre svolgevano, ogni giorno, funzioni permanenti e strutturali per il funzionamento delle scuole italiane. Il governo sapeva. Ha scelto di non agire. Ha invocato la ’flessibilità’ come alibi, mentre costruiva un sistema che la Corte UE definisce senza mezzi termini: abusivo. I concorsi per la stabilizzazione? Imprevedibili e organizzati senza programmare il fabbisogno reale di personale”.

Le due senatrici del PD hanno continuando, osservando che “questo non è un sistema di reclutamento: è la certificazione di un fallimento ”, aggiungendo poi che “ i concorsi si programmano , si fanno con regolarità, garantiscono selezione e dignità”.

Di conseguenza, “chiediamo risposte immediate: un piano serio e calendarizzato di concorsi ordinari per il personale ATA, l’adeguamento della normativa ai principi europei, il riconoscimento pieno dei diritti di chi ha subito anni di contratti abusivi”, hanno concluso D’Elia e Camusso.

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