Sciopero scuola 6 e 7 maggio 2026: lezioni a rischio in tutta Italia. Orari e motivi della protesta

Laura Pellegrini

4 Maggio 2026 - 10:48

I sindacati hanno indetto una serie di scioperi e mobilitazioni del personale scolastico per mercoledì 6 e giovedì 7 maggio. Lezioni a rischio in tutta Italia.

Sciopero scuola 6 e 7 maggio 2026: lezioni a rischio in tutta Italia. Orari e motivi della protesta

L’inizio di maggio si prospetta difficile per il mondo della scuola. Sono state fissate due giornate di sciopero, mercoledì 6 e giovedì 7 maggio 2026, per tutto il personale scolastico: saranno coinvolti docenti, personale ATA e dirigenti, con modalità diverse a seconda delle sigle sindacali coinvolte. Le mobilitazioni si inseriscono in un periodo dell’anno particolarmente impegnativo, visto che proprio in queste giornate sono fissate le Prove Invalsi per la scuola primaria (classi seconde e quinte).

Sono proprio le Invalsi uno dei principali motivi della mobilitazione che rischia di tenere le scuole chiuse in tutta Italia o di ridurre le ore di lezione per gli studenti. I sindacati hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata, ma con orari differenziati a seconda delle categorie coinvolte.

Vediamo quali sono gli orari dello sciopero della scuola e i motivi delle proteste del personale scolastico.

Scuola, due giorni di sciopero il 6 e 7 maggio 2026

Nel fitto calendario degli scioperi di maggio 2026 si inseriscono due giornate di mobilitazione per il personale scolastico: mercoledì 6 e giovedì 7 maggio è previsto uno sciopero per la scuola che coinvolge tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Le mobilitazioni derivano da diverse iniziative sindacali: lo sciopero del 6 maggio è indetto dai sindacati Cobas Scuola e Usb Pi e coinvolge tutto il personale scolastico: dirigenti, docenti, educatori e personale tecnico-amministrativo (ATA). In Sardegna la mobilitazione è sostenuta anche da Cobas Sardegna, con l’adesione di FISI e SSB.

A questa iniziativa di sciopero si unisce anche la protesta delle sigle Cub Sur, Sgb e Flc Cgil, che hanno indetto una mobilitazione per il giorno seguente - 7 maggio - non solo degli insegnanti, ma anche dei dirigenti e del personale Ata.

Sempre per mercoledì 6 maggio è previsto un ulteriore sciopero breve, promosso da Cub Sur e Sgb, rivolto esclusivamente ai docenti della scuola primaria. In questo caso la mobilitazione riguarda solo le attività connesse allo svolgimento delle Prove Invalsi per le classi seconde e quinte.

Scuole chiuse il 6 e 7 maggio: possibili disagi per studenti e famiglie

Le due giornate di sciopero all’interno della settimana scolastica potrebbero mettere a rischio i servizi per le famiglie e gli studenti: nelle giornate del 6 e 7 maggio non sono garantiti i servizi essenziali.

Negli istituti di ogni ordine e grado, sulla base delle adesioni del personale scolastico, potrebbero verificarsi disagi e lezioni ridotte. Alcuni istituti potrebbero prevedere degli orari diversi rispetto al calendario tradizionale, ritardando l’entrata o anticipando l’uscita degli alunni.

I servizi aggiuntivi come la mensa o l’assistenza pre e post scuola potrebbero essere a rischio e le Prove Invalsi in particolare potrebbero essere svolte in altre giornate. I genitori sono invitati a informarsi sui siti web delle rispettive amministrazioni scolastiche.

Quali sono i motivi dello sciopero

Le Prove Invalsi sono il motivo principale degli scioperi della scuola indetti per il 6 e 7 maggio 2026. Questi test dovrebbero valutare il grado di preparazione degli studenti italiani rispetto ad alcune materie fondamentali (come la matematica) e assicurarsi che l’insegnamento di tali materie sia omogeneo a livello nazionale. In realtà, secondo i sindacati, sono strumenti inefficaci e controproducenti.

Ma alla base delle mobilitazioni dell’intero personae scolastico ci sono anche altri motivi: per esempio, viene criticata la riforma degli istituti tecnici e professionali e le nuove linee guida per i licei introdotte dal Ministero dell’Istruzione. Alcune sigle sindacali (Cub Scuola ad esempio) denunciano anche una scuola sempre più orientata alle esigenze delle imprese, con una riduzione del tempo dedicato alle materie caratterizzanti e un rafforzamento dei percorsi scuola-lavoro già dai primi anni.

Nel mirino del personale scolastico ci sarebbe poi la questione del rinnovo contrattuale con degli aumenti salariali considerati insufficienti rispetto all’aumento del costo della vita.

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